Borsa Italiana in calo. Male Campari e Tenaris, bene TIM e Poste

di FTA Online News pubblicato:
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Seduta in ribasso per i maggiori listini italiani ed europei nel contesto di una Wall Street mista. A marzo le vendite al dettaglio nell'Eurozona sono cresciute dell'1,2% a/a, meno dell'1,3% precedente, ma più dell'1,0% atteso dagli analisti.
Negli Stati Uniti le 200 mila richieste iniziali di sussidi di disoccupazione dell'ultima settimana sono leggermente inferiori alle attese (205 mila), ma superiori a quelle della settimana precedente (190 mila).
Domani atteso l'importante dato delle buste paga del settore non agricolo USA (non-farm payrols). Oggi l'incontro del segretario di Stato USA Marco Rubio con Papa Leone XIV ha comunicato relazioni solide con il Vaticano e si attende il dialogo per l'occasione con il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e con il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
L'attenzione degli operatori è però concentrata su Teheran da cui si aspetta in giornata una risposta sul memo di 14 pagine avanzato dagli Stati Uniti per l'avvio di un negoziato di pace che potrebbe sbloccare molto presto il transito sullo Stretto di Hormuz.

Misto l'andamento degli indici azionari americani: S&P 500 +0,17%; NASDAQ +0,57%; Dow Jones -0,08 %.

In calo invece i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -0,99%; Londra (FTSE 100) -1,6%; Francoforte (DAX) -0,99%; Parigi (CAC 40) -1,17%; Madrid (IBEX 35) -0,29%.

In rosso anche Piazza Affari dopo che però, in avvio, il Ftse Mib aveva rivisto i 49.898 punti che non toccava dal marzo del 2000. In chiusura FTSE MIB -0,82%, FTSE Italia All-Share -0,77%, FTSE Italia Mid Cap -0,19%, FTSE Italia STAR -0,34%.

In rialzo di nuovo l'euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1769 (+0,21%).

Poco mosso il sovereign UE dopo i recuperi dei prezzi di ieri: il rendimento del BTP decennale resta al 3,71%, lo spread sul Bund è a 73 pb (dati MTS).

La pubblicazione di importanti trimestrali influenza in maniera rilevante il listino principale.

Poste Italiane +2,46% chiude il primo trimestre con risultati in crescita e superiori alle attese. I ricavi si attestano a 3,455 miliardi di euro (+8% a/a, consensus compilato dalla sociale a € 3,385 mld), l'EBIT adjusted a 905 milioni (+13,6%, consensus 861), utile netto (esclusa TIM) a 617 milioni (+3,3%, consensus 594). La guidance 20226 è stata rivista al rialzo: l'EBIT adjusted è ora previsto a 3,4 miliardi di euro dalla precedente indicazione di oltre 3,3 (consensus 3,366).

Crolla Campari -14,45% che nel primo trimestre ha realizzato ricavi pari a 643 milioni di euro, -3,4% a/a ma +2,9% su base organica: il dato è inferiore al consensus compilato da Visibile Alpha a 651 milioni di euro. La guidance 2026 viene precisata a circa +3% organico per i ricavi (da "mantenimento di un ritmo sostenuto di crescita organica delle vendite"), confermata la sovraperformance rispetto al settore e il margine EBIT-rettificato in aumento contenuto in termini organici.

Forte calo per Tenaris -6,3%, che manda in archivio il primo trimestre con ricavi in crescita del 6% a/a a 3,1 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti ($ 2,94 mld secondo S&P Global Market Intelligence). L'EBITDA sale del 6% a 735 milioni con margine a 23,7% (23,8% un anno fa). L'utile netto degli azionisti segna +7% a 541 milioni. Il gruppo prevede che ricavi e margini vengano penalizzati dal conflitto in Medio Oriente nel secondo trimestre, con un recupero atteso nel secondo semestre dell'anno ma solo a patto che lo Stretto di Hormuz venga riaperto a breve. Tenaris ha nominato CEO Gabriel Podskubka al posto di Paolo Rocca che resta presidente.
Sul titolo, come su Eni (-2,55%) e Saipem (-5,62%) pesa probabilmente il consistente ribasso delle quotazioni del petrolio greggio collegato all'ottimismo su una risoluzione della crisi iraniana. Il Brent cede oggi il 3,12% e torna a 98,11 dollari al barile, mentre il WTI passa di mano a 91,85 dollari con un calo del 3,4 per cento.

Nexi (+1,21%) chiude il primo trimestre con ricavi a 821,4 milioni di euro (+1,0% a/a, crescita underlying a +5% a/a, consensus compilato dalla società a € 815 mln), l'EBITDA a 396,5 milioni (+2,6% a/a, consensus 380) con margine 48,3% (+73 punti base a/a, consensus 46,6%). Posizione Finanziaria Netta gestionale a 4,860 miliardi con rapporto all'EBITDA diminuito a 2,5x. Confermata la guidance 2026.

Positiva Unicredit (+0,65%) dopo l'accordo non vincolante per la vendita di una parte delle attività della propria controllata russa AO Bank a un "investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti". Il gruppo prevede che l'operazione comporti un impatto negativo cumulato a conto economico di circa 3,0–3,3 miliardi di euro e un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 punti base. Il perfezionamento dell'operazione è atteso nel primo semestre del 2027.

Nel settore finanziario affonda invece Azimut (-4,29%) dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre: l'asset manager ha chiuso il periodo con un utile in crescita da 115 a 125 milioni di euro e con una raccolta netta da 4,6 miliardi di euro e asset per 144 miliardi. I ricavi balzano da 320,9 a 370 milioni di euro. Guidance 2026 confermata: nell'intero esercizio Azimut prevede una raccolta netta di 10 miliardi di euro e un utile di 550 milioni al netto delle voci straordinarie.

Telecom Italia (+3,7%) dopo i risultati del primo trimestre. Su base organica esclusa Sparkle ricavi a 3,321 miliardi di euro (+1,4% a/a, consensus compilato dalla società € 3,316 mld), EBITDA 964 milioni (-1,7%, consensus 973), EBITDA AL 974 milioni (-2,7%, consensus 802 mln), risultato netto attribuibile ai Soci della Controllante -292 milioni (-124 milioni un anno fa), indebitamento finanziario netto rettificato AL a 7,290 miliardi (consensus 7,313). Guidance 2026 confermata.

L'oro si riapprezza e torna a 4.729 dollari l'oncia (+0,95%).

GD - www.ftaonline.com