Borsa Italiana in calo. Male le banche, bene i petroliferi
pubblicato:Seduta in complessivo ribasso per i maggiori listini azionari italiani, europei e statunitensi dopo i nuovi attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran nell'area del Golfo Persico.
Scosse ai mercati giungono anche dall'annuncio di nuovi dazi USA che dovrebbero sostituire quelli al 15% cancellati dalla Corte Suprema e potrebbero appellarsi (per Europa, Cina e Canada tra gli altri) al mancato rispetto delle norme USA contro il lavoro forzato.
Oggi la Commissione Europea ha presentato il pacchetto di primavera del semestre europeo 2026 che accoglie in parte le richieste italiane di flessibilità nelle risorse destinate al contrasto della crisi energetica.
Anche l'OCSE ha pubblicato il suo outlook economico che riduce le stime sul Pil globale 2026 dal 3,4% al 2,8% e prevede per l'Italia quest'anno un +0,5% appena di Prodotto Interno Lordo.
Sopra le attese la variazione USA dell'occupazione non agricola ADP in crescita 122 mila nuovi posti a maggio, bene anche l'ISM non manifatturiero di maggio (54,5 punti vs. consensus a 53,7).
Ripiegano a Wall Street i maggiori indici azionari statunitensi: S&P 500 -0,55%; NASDAQ -0,78%; Dow Jones -0,89%.
Male anche i mercati azionari europei in chiusura: EURO STOXX 50 -0,93%; Londra (FTSE 100) -0,41%; Francoforte (DAX) -1,25%; Parigi (CAC 40) -0,71%; Madrid (IBEX 35) -0,51%.
In ripiegamento i maggiori indici azionari italiani: FTSE MIB -1,07%, FTSE Italia All-Share -1,06%, FTSE Italia Mid Cap -0,82%, FTSE Italia STAR -1,2%.
L'euro perde quota sul dollaro: EUR/USD al momento segna 1,1608 (-0,2%).
Vendite colpiscono anche i titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di 8 punti base al 3,77%, lo spread sul Bund si pone a 73 pb (dati MTS).
Peggiora, come anticipato, il quadro geopolitico dopo attacchi Usa a una petroliera e all'isola di Qeshm e attacchi iraniani a Kuwait e Bahrein. Continuano però a perdere terreno i titoli del settore difesa: Leonardo -2,81% e Avio -2,19%, male anche Fincantieri -1,72% che inizialmente oggi si muoveva in controtendenza: ieri in un'intervista al Corriere della Sera l'a.d. Pierroberto Folgiero ha affermato che per tutto il 2026 il gruppo non subirà conseguenze negative dall'aumento dei costi dell'energia.
Con l'aumento delle tensioni geopolitiche tornano a crescere le quotazioni del petrolio greggio: in rialzo dell'1,77% a 97,70 dollari al barile il Brent, in recupero del 2,04% a 95,67 dollari il WTI. Ne approfitta Piazza Affari Eni (+1,34%), mentre Saipem cede in chiusura lo 0,46% e Tenaris guadagna lo 0,73 per cento.
Ancora acquisti, seppure oggi più moderati, su STM (+0,37%).
Si segnala oggi a Milano la debolezza del credito: FTSE Italia Banche a -1,77%. In calo anche Unicredit (-1,91%) che però ha superato largamente l'obiettivo di varcare la soglia del 30% del capitale più un'azione della tedesca Commerzbank. L'OPS ha raccolto il 7,6% e durerà fino al 16 giugno, ma con i derivati il gruppo supera potenzialmente il 50% del capitale della banca tedesca.
Debole Prysmian (-0,32% a 154,15 euro) dopo i recenti allunghi e le promozioni degli analisti. Oggi Equita migliora la raccomandazione sul titolo da hold a buy e incrementa il prezzo obiettivo da 130 a 178 euro.
Arretra oggi pesantemente il titolo di Stellantis in chiusura (-4,04%): si è appreso che la casa automobilistica con GM, Toyota, Volkswagen, Ford e Hyundai ha deciso di appoggiare la richiesta dell'EPA (Environmental Protection Agency) statunitense nella richiesta di un rinvio di due anni dell'applicazione di una normativa che impone una consistente riduzione dell'inquinamento atmosferico causato dai veicoli.
Bene invece oggi Webuild +3,63% dopo che la controllata americana Lane si è aggiudicata (in consorzio al 50% con il partner locale Brayman) la commessa per l'Ohio River Tunnel del valore di un miliardo di dollari (876 milioni di euro).
In calo le quotazioni dell'oro che segna un ribasso dell'1,09% a 4.442 dollari l'oncia.
Debole anche il Bitcoin a 66.228 dollari (-1,24%).
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