Bordighera, Manuela Aiello nega di aver usato violenza su Beatrice e le figlie: parlano gli avvocati

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Manuela Aiello dichiara di non aver mai assistito a violenze sulle figlie e su Beatrice, né di averne mai perpetrate. Emanuel Iannuzzi si dichiara innocente ed è "sotto shock"

Bordighera, Manuela Aiello nega di aver usato violenza su Beatrice e le figlie: parlano gli avvocati
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Durante l'interrogatorio di garanzia Manuela Aiello ha detto che "non ha mai picchiato la figlia, né ha assistito a violenze commesse su di lei". Lo riferiscono alle telecamere di Morning News gli avvocati della 42enne, Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, all'uscita dal Tribunale. La donna e il compagno Emanuel Iannuzzi sono in carcere per la morte della piccola Beatrice, morta tra l'8 e il 9 febbraio a soli 2 anni.

Manuela Aiello nega le violenze sulla figlia

Come riporta il Corriere della Sera e come documentato da Morning News nella puntata di giovedì 4 giugno, gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, che assistono Manuela Aiello, hanno incontrato i giornalisti alle 14 del giorno 3, non appena conclusasi l'udienza di convalida dell'arresto di Manuela Aiello.

Di Giovanni ha detto che la sua assistita ha riferito che "non ha mai picchiato la figlia, né ha assistito a violenze commesse su di lei". "A tratti si è emozionata", Manuela Aiello, mentre parlava con il gip e con il pubblico ministero, talvolta scoppiando in lacrime. "Ha reso quella che, diciamo, è la sua versione".

La donna non era seguita dai servizi sociali di Bordighera

Durante l'incontro con i giornalisti l'avvocata Corbetta ha preso la parola e ha riferito che Manuela Aiello "non aveva bisogno di essere assistita né monitorata" in quanto "la signora ha sempre cresciuto le sue figlie in piena capacità".

Emanuel Iannuzzi si dichiara innocente per la morte di Beatrice

Anche gli avvocati di Emanuel Iannuzzi, il 42enne compagno di Manuela Aiello, hanno incontrato i giornalisti. Il loro assistito "continua a dichiararsi innocente", ed "è sconvolto e sotto shock", riferisce la legale Maria Giuffrè al Corriere della Sera.

Davanti al gip del Tribunale di Imperia l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, una "scelta processuale nostra, in quanto non abbiamo ancora gli atti", continua Giuffrè, che difende l'uomo insieme al collega Cristian Urbini.

Manuela Aiello violenta "solo dopo aver conosciuto" Emanuel Iannuzzi

C'è, inoltre, il racconto delle figlie di 7 e 9 anni. Dopo un lungo percorso, nel quale le piccole sono state supportate e assistite da psicologhe, le bambine hanno raccontato la loro verità sui fatti.

Ciò che emerge dalla loro testimonianza non è il racconto di una mamma-mostro, ma di una donna diventata violenta "solo dopo aver conosciuto" il nuovo compagno, Emanuel Iannuzzi. È in casa di quest'ultimo, a Perinaldo, che secondo i pm sarebbe morta la piccola Beatrice. Non a Bordighera, la casa di Aiello, dalla quale la donna alle 8:21 del 9 febbraio ha chiamato il 118.

Gli inquirenti, infatti, sostengono che Manuela Aiello avrebbe caricato le figlie in macchina la mattina del giorno 9 per poi percorrere 20 km e fare ritorno a Bordighera con Beatrice a bordo già morta, istruendo le altre due figlie su cosa dire a chi sarebbe accorso per "salvare" la piccola.