Borsa Italiana in calo, male STM, bene i petroliferi
pubblicato:Accelerano al ribasso in chiusura i maggiori indici azionari italiani ed europei nel contesto di una Wall Street guidata dalle vendite nel settore tecnologico dopo la pubblicazione di importanti trimestrali. Dopo la decisione della FED di lasciare i tassi USA invariati nel range 3,50% -3,75% prosegue l'ampio dibattito geopolitico con l'aumento della pressione statunitense sull'Iran e il raggruppamento di almeno 10 navi americane nell'area mediorientale.
La Teheran degli ayatollah minaccia una risposta schiacciante (soprattutto con migliaia di droni) a un eventuale attacco mentre la Turchia, Paese Nato, si propone per una mediazione che blocchi l'intervento militare e l'Unione Europea prepara nuove sanzioni.
Nonostante i pesanti dazi statunitensi i dati ritardati americani mostrano che gli States hanno quasi raddoppiato il deficit commerciale a novembre a 56,8 miliardi di dollari, con l'UE il deficit è aumentato (contro le intenzioni di Washington) di 8,2 miliardi (a $ 14 mld), mentre con la Cina è diminuito di 1 miliardo di dollari (a $ 13,9 mld). In calo 1 miliardo a 17,9 miliardi di dollari il deficit Usa con il Messico, mentre cresce di quasi 2 miliardi a 3 miliardi di dollari totali il deficit commerciale con il Canada.
Negativi a due ore dall'Opening Bell i maggiori mercati azionari Usa: S&P 500 -0,99%; NASDAQ -1,89%; Dow Jones -0,22%.
In calo anche i listini azionari europei: EURO STOXX 50 -0,55%; Londra (FTSE 100) +0,1%; Francoforte (DAX) -1,99%; Parigi (CAC 40) +0,06%; Madrid (IBEX 35) -0,14%.
In calo i maggiori indici di Piazza Affari al termine: FTSE MIB -0,14%, FTSE Italia All-Share -0,17%%, FTSE Italia Mid Cap -0,47%, Ftse Italia STAR -0,87%.
L'euro si deprezza un altro pochino sul dollaro: EUR/USD segna 1,941 (-0,11%), mentre il biglietto verde perde lo 0,33% su uno yen oggi in forma.
Lievi acquisti sui titoli di stato Ue portano il rendimento del BTP decennale a un calo di un punto base al 3,44%, con lo spread sul Bund a 61 pb (vs. 59 pb, di dati MTS).
A Milano si fa notare l'affondo di STMicroelectronics (-5,75%), dopo una prima reazione positiva e il ritorno sui massimi da ottobre a 26,22 euro in seguito ai risultati del quarto trimestre 2025 e alla guidance sul primo quarto 2026 migliori delle attese secondo Equita e JP Morgan. Resta però sotto pressione l'automotive, che copre il 38% dei ricavi, e il mercato sembra ricercare segnali più concreti di recupero. Il contesto rimane contrastato con l'affondo di Microsoft dopo i risultati (-12,1%) e il rally di Meta dopo i dati di fine 2025 (+8,7%).
La seduta è invece molto positiva per il petrolio greggio con il Brent che balza del 3,74% a 70,96 dollari sulla scorta dei timori su eventuali tensioni nel vitale stretto di Hormuz a causa della questione iraniana. Acquisti a Milano sui petroliferi Eni (+1,85%), Tenaris (+0,97%) e Saipem (+2,38%).
Bene anche Diasorin +1,0% dopo l'autorizzazione "De Novo" della FDA americana per il primo test diagnostico completamente automatizzato per il virus dell'epatite delta (HDV) sul sistema immunodiagnostico LIAISON XL.
Ripiega invece in chiusura Leonardo (-2,63% a 56,22 euro): Oddo BHF conferma il giudizio neutral sul titolo ma incrementa il prezzo obiettivo da 53 a 61 euro. Gli analisti hanno leggermente alzato le stime di utile per azione 2025 e 2026 in vista di risultati trim4 ed esercizio 2025 previsti solidi (cda sui preliminari in programma il 24 febbraio).
Positiva Hera (+1,32%) grazie ad Alphavalue: gli analisti hanno migliorato la raccomandazione sul titolo da add a buy.
Pirelli & C (+3,46%) scatta in avanti grazie alle indiscrezioni del Messaggero. Il comitato golden power avrebbe proposto la creazione di un blind trust affidato a un fiduciario dove conferire il 34% dell'azionista di maggioranza Sinochem. Questo consentirebbe di aggirare il bando USA sulla tecnologia cinese nelle e-tyre del gruppo italiano ed evitare il rischio overhang per eventuali consistenti collocamenti di azioni da parte dei cinesi.
Dopo i recenti record ripiega l'oro a 5.290 dollari l'oncia (.0,28%).
Male anche il Bitcoin (-5,46% a $ 84.513).
GD - www.ftaonline.com