Borsa Italiana in rialzo, bene energia, utility e banche, ancora in rosso Amplifon
pubblicato:Seduta di corposi rialzi per i maggiori listini azionari italiani. Piazza Affari mostra le migliori performance tra i principali listini europei anche grazie alla propria composizione settoriale. Sono in rialzo oggi sia i mercati del Vecchio Continente, che quelli statunitensi.
I mercati sembrano più ottimisti su una prossima risoluzione del conflitto iraniano dopo che Israele ha dichiarato di avere eliminato il capo della sicurezza iraniana Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, leader della milizia interna Basij. Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei avrebbe però respinto la mediazione negoziale giunta da due paesi intermediari.
Questa settimana sarà caratterizzata dalle decisioni di politica monetaria delle maggiori banche centrali del globo, dalla FED alla BCE, alla Banca del Giappone, alla Banca d'Inghilterra. Nella maggior parte dei casi non sono attesi interventi sul costo del denaro, ma gli operatori si aspettano indicazioni sul possibile impatto inflazionistico o persino stagflattivo della nuova crisi mediorientale. I persistenti rialzi odierni delle quotazioni del petrolio greggio nei mercati internazionali mettono in guardia i mercati da eccessi di ottimismo.
Positivi i maggiori indici azionari americani: S&P 500 +0,39%; NASDAQ +0,41%; Dow Jones +0,27%.
In verde anche i principali mercati azionari europei: EURO STOXX 50 +0,5%; Londra (FTSE 100) +0,88%; Francoforte (DAX) +0,67%; Parigi (CAC 40) +0,49%; Madrid (IBEX 35) +0,92%.
Chiude in netto rialzo Piazza Affari: FTSE MIB +1,22%, FTSE Italia All-Share +1,11%, FTSE Italia Mid Cap -0,06%, FTSE Italia STAR -1,76%.
Ancora in rialzo oggi l'euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1529 (+0,21%).
Acquisti premiano i titoli di Stato europei. Il rendimento del BTP decennale segna un calo di 4 punti base al 3,66%, lo spread sul Bund si pone a 76 pb (dati MTS). Anche il rendimento del Treasury statunitense decennale segna un calo di quasi 3 punti base al 4,195%
Il calo dei rendimenti contribuisce probabilmente alle performance delle utility solitamente incoraggiate da segnali di un minore costo del servizio del debito: l'indice FTSE Italia Utenze segna +2,24%.
Molto bene Enel (+2,74%) ed Hera (+1,99%), che ieri ha completato l'acquisizione del gruppo Sostelia per un EV di € 138 mln.
Caso di giornata è A2A (+0,66%): la multiutility ha chiuso il 2025 con ricavi a oltre € 14 mld (+9%), ma con un ebitda adjusted in flessione a 2,243 mld (-4%) e un calo dell'utile netto adjusted del 16% a € 686 mln, mentre la posizione finanziaria migliora del 6% a 5,47 mld e gli investimenti balzano dell'11% a 1,68 mld.
Sulla redditività del gruppo pesano una produzione idroelettrica "più in linea con le medie storiche" (in parte compensata dal consolidamento di Duereti) e l'aumento degli ammortamenti di 66 mln per maggiori investimenti e per l'allocazione del prezzo di acquisto della stessa Duereti.
Proposto agli azionisti un dividendo di 0,104 euro in crescita del 4% sul dato di un anno fa, la guidance 2026 prevede un ebitda adjusted € 2,21-2,25 mld, con un utile netto adjusted di gruppo a € 0,63-0,66 mld.
L'ad Renato Mazzoncini, a fronte di uno scenario energetico sempre più complesso, ha affermato di aspettarsi impatti nel 2026 e nel 2027 principalmente dall'aumento dell'Irap previsto dal Decreto Energia, per il resto dovrebbero funzionare le coperture anticipate delle produzioni elettriche tipiche dell'industria.
Smentiti i rumors su un possibile accordo con ERG (+1,39%).
Anche oggi si segnala un rialzo delle quotazioni del petrolio greggio che conferma le tensioni sullo Stretto di Hormuz: il future sul Brent segna un rialzo del 2,3% a 102,5 dollari al barile, il derivato sul WTI passa di mano a 95,46 dollari al barile (+2,1%).
Se ne avvantaggiano a Milano Eni (+3,59%), che ha avviato le prime forniture di gas dal giacimento Quiluma nell'offshore dell'Angola, e Tenaris (+3,61%).
Credito in recupero a Milano: l'indice FTSE Italia Banche segna +0,89%. Ancora all'attenzione Unicredit (+0,47%) dopo il lancio di un'OPS su Commerzbank (+0,81%) "finalizzata a superare la soglia del 30%" senza però puntare al controllo e in vista di "un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder".
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che il governo tedesco intende preservare l'indipendenza di Commerzbank. In precedenza Berlino aveva definito inaccettabile una scalata ostile.
Il CEO della banca tedesca Bettina Orlopp ha parlato di offerta molto bassa e di scarsa visibilità sulle prospettive di creazione di valore con la fusione.
Amplifon registra un'altra seduta terribile (-10,62%) dopo il -14% di ieri. Le vendite sono scattate dopo l'annuncio dell'acquisizione di GN Hearing per 2,3 miliardi di euro: il piano industriale per l'operazione potrebbe rafforzare la posizione competitiva di Amplifon nel lungo periodo, ma nel breve gli investitori sembrano concentrarsi sui multipli elevati pagati per l'operazione, sui rischi di esecuzione e sulla diluizione degli attuali azionisti.
Sale Stellantis (+3,05%) , male la difesa con vendite su Leonardo (-0,75%) e Fincantieri (-2,03%) nel clima di cauto ottimismo sulla questione iraniana.
Leggermente in rialzo le quotazioni dell'oro: il metallo giallo passa di mano a 5.005 dollari l'oncia (+0,18%).
GD - www.ftaonline.com