Borsa Italiana in rialzo, bene le banche, si alleggeriscono le tensioni
pubblicato:Seduta di generale rimonta per i maggiori listini azionari globali. Performance positive risollevano i mercati italiani, europei e statunitense.
Decisivo l'alleggerimento delle tensioni sul caso della Groenlandia, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha aperto a un accordo con la Nato che scarta il ricorso a un intervento militare che avrebbe spaccato l'alleanza nordatlantica.
Continuano a uscire negli Stati Uniti, con ritardo di alcuni mesi dovuto allo shutdown, dati macroeconomici di rilievo come il Pil del terzo trimestre del 2025 (+4,4% oltre le attese) o l'inflazione PCE al 2,8% (al 2,9% la core, entrambi in crescita ma sulle attese).
A due ore dall'avvio delle negoziazioni sono molto positivi gli indici azionari americani: S&P 500 +0,71%; NASDAQ +1,02%; Dow Jones +0,89%.
Molto positivi anche i maggiori listini azionari europei: EURO STOXX 50 +1,22%; Londra (FTSE 100) +0,07%; Francoforte (DAX) +1,07%; Parigi (CAC 40) +0,99%; Madrid (IBEX 35) +1,23%.
In rialzo anche i mercati italiani: FTSE MIB +1,36%, FTSE Italia All-Share +1,43%, FTSE Italia Mid Cap +2%, FTSE Italia STAR +1,12%.
Riprende la via dei rialzi la moneta unica con un riapprezzamento dell'euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1742 (+0,52%).
Tornano cauti acquisti sui titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale segna un calo di 1 punto base al 3,51%, lo spread sul Bund si attesta a 62 pb (dati MTS).
Ancora una volta la seduta dei mercati azionari è fortemente influenzata dall'evoluzione della situazione geopolitica. Il settore del credito agisce di nuovo da cinghia di trasmissione del sentiment degli operatori e il Ftse Italia Banche segna un rialzo dell'1,94 per cento.
Molto bene Unicredit (+2,96%), Mediobanca (+2,28%) e Banca MPS (+2,12%). Stasera in calendario il consiglio di amministrazione della banca senese che dovrebbe definire le norme per la lista del cda per il rinnovo dello stesso consiglio. La BCE si dovrebbe esprimere sulle modifiche statutarie già inviate e sul nuovo regolamento entro il 4 febbraio. Non si tratta di passaggi formali viste alcune resistenze che, secondo i rumors, ostacolerebbero una riconferma dell'ad Luigi Lovaglio che però godrebbe del sostegno del Tesoro.
Bene anche il risparmio gestito con Banca Mediolanum in rialzo del 2,78% e Azimut in crescita del 3,02% Quest'ultima ha chiuso con successo un club deal da 110 milioni di euro in D-Orbit, azienda italiana di livello globale attiva nei servizi della logistica orbitale e nelle infrastrutture per le operazioni spaziali.
A Milano si mettono comunque in luce le azioni dei gruppi esposti sugli USA dopo i segnali collaborazione tra Donald Trump e il segretario generale della NATO, Mark Rutte.
Bene Buzzi +3,89% a 50,8 euro (gli Stati Uniti sono il mercato principale del gruppo) nonostante la decisione di Kepler Cheuvreux di ridurre il prezzo obiettivo da 52,00 a 50,50 euro. Da segnalare le parole di fiducia di Trump sulle prospettive di pace in Ucraina in vista di un incontro a Mosca tra gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner con Putin: lo scenario dell'avvio della ricostruzione muove gli acquisti anche su Cementir Holding (+4,49%).
Al contrario i titoli del settore difesa sono invece molto penalizzati dall'allentamento delle tensioni USA-Europa e dai segnali cautamente incoraggianti sul dossier ucraino. Leonardo cede il 3,1% e Fincantieri l'8,73%. Su Leonardo si segnala che il ministero della difesa del Regno Unito ha assegnato commesse per l'equivalente di complessivi 520 milioni di euro a vari gruppi (tra cui Leonardo e BAE Systems) per l'aggiornamento dei sistemi radar dei caccia Typhoon per contrastare le minacce russe.
Bene invece STMicroelectronics (+1,65%) ed Enel (+2,21%).
In rialzo anche Stellantis (+1,88%) nonostante la minaccia di ricorso alle vie legali da parte del sindacato polacco contro la decisione di cancellare, a partire da marzo, l'intero terzo turno produttivo nella fabbrica di Tychy.
Ripiegano in maniera rilevante in queste ore le quotazioni del petrolio greggio con il Brent che cede l'1,84% e si riporta a 64,04 dollari al barile.
Continuano a salire i prezzi dell'oro che viene scambiato a 4.882 dollari l'oncia (+1%).
Bene anche il Bitcoin a 88.872 dollari (+1%).