Borsa Italiana in rialzo. Bene Mediobanca, male Leonardo
pubblicato:Seduta di nuovo in rialzo per Piazza Affari che aggiorna i record dal 2000 mentre i mercati europei si mostrano contrastati e a Wall Street prevalgono le vendite, sebbene il Dow Jones abbia aggiornato i massimi storici.
Mentre prosegue la pubblicazione dei risultati di importanti gruppi globali, come il tecnologico AMD o il farmaceutico danese Novo Nordisk (entrambi in forte calo), prosegue la pubblicazione di dati macro rilevanti come il PMI servizi italiano sopra le attese a 52,9 punti a gennaio o il PMI servizi europei che delude a 51,3 punti.
L'inflazione europea preliminare del primo mese dell'anno è calata dal 2,0% all'1,7%, come da attese.
A New York le vendite sono diffuse in queste ore: S&P 500 -0,34%; NASDAQ -1,24%; Dow Jones +0,71%.
Decisamente più contrastati i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -0,39%; Londra (FTSE 100) +0,93%; Francoforte (DAX) -0,59%; Parigi (CAC 40) +1,01%; Madrid (IBEX 35) -0,09%.
A Milano il FTSE MIB segna al closing +0,47% dopo avere aggiornato i massimi da fine 2000 a 47.093 punti. Bene anche gli altri panieri: FTSE Italia All-Share +0,41%, FTSE Italia Mid Cap +0,05%, FTSE Italia STAR -0,6%.
Debole oggi l'euro sul dollaro: EUR/USD a 1,1796 circa (-0,14%).
Prevalgono gli acquisti sui titoli di Stato Ue: il rendimento del BTP decennale segna un calo di 2 punti base al 3,47%, lo spread sul Bund si pone 61 pb (dati MTS). Si è appreso oggi che l'emissione di BTP a 15 anni che ieri ha collocato titoli al 3,95% con una domanda record da 157 miliardi di euro è stata sottoscritta per il 45% da fund manager e per il 23,7% da banche.
Ancora complessivamente positivo il credito con il Ftse Italia Banche in rialzo dello 0,12% Brilla Mediobanca (+5,84%) dopo che MPS (+1,15%) ha approvato il nuovo statuto che disciplina la governance della banca senese e la nuova possibilità della lista presentata dal cda. Cade il limite ai mandati, si potrà ricandidare il presidente Nicola Maione, sotto la sorveglianza della BCE il cda guidato dall'ad Luigi Lovaglio dovrà definire in fretta il piano industriale e potrebbe promuovere la fusione con Mediobanca e il suo delisting.
In luce anche il titolo di Inwit (+5,48%) mentre recupera, dopo le recenti forti incertezze il lusso: Brunello Cucinelli (+3,48%) e Moncler (+0,85%).
Un clima di minore tensione geopolitica sembra tradursi in forti vendite sul comparto difesa europeo e a Milano Leonardo cede il 4,72% e Fincantieri il 2,44%
Molto bene invece Stellantis (+3,46%) che ha registrato immatricolazioni USA stabili a gennaio bilanciando il calo dell'auto con la crescita dei light truck.
Deboli oggi le quotazioni del petrolio greggio con il Brent in flessione dello 0,06% a 67,29 dollari al barile.
Bene però Eni che guadagna l'1,41%, mentre Saipem cede l'1,27% Reuters evidenzia la rinnovata attenzione di alcuni big del greggio per dei blocchi nell'Africa Occidentale, dove Eni è presente da molto tempo. Oggi la variazione settimanale delle scorte Usa di petrolio, un driver usualmente potente dei prezzi, ha mostrato un calo degli stock di oltre 3,45 milioni di barili, ben superiore alle attese e sintomatico di una buona domanda USA di greggio.
L'oro intanto si mostra più incerto, dopo il parziale recupero e segna quota 4.903 dollari l'oncia (-0,1%).
Perde ancora quota il Bitcoin che si porta a 73.657 dollari (-4,74%).
GD - www.ftaonline.com