Borsa Italiana in rialzo. Male Stellantis brilla Prysmian

di FTA Online News pubblicato:
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In forte recupero i listini azionari italiani, europei e statunitensi in giornata. Il petrolio ripiega con iol Brent che torna a 89,67 dollari al barile dopo che Donal Trump ha accantonato i piani più aggressivi di ritorsione contro gli ultimi attacchi iraniani anche per il numero sempre più limitato di scorte di intercettori Patriot e munizioni di difesa aerea. In campo energetico si segnala la prima volta che il mix energetico cinese vede il carbone sotto il 50% della produzione. Pil francese in calo allo 0,7% nel secondo trimestre, Pil spagnolo +2,7% nello stesso periodo, Pil italiano all’1% oltre le attese e in linea con il dato dell’Eurozona del secondo trimestre. Dopo una Fed che non tocca i tassi ma si divide con ben tre membri che spingono per un rialzo dei tassi d’interesse e diversi osservatori che attaccano Kevin Warsh accusandolo di aver parlato da falco, ma di essersi dimostrato colomba, l’inflazione PCE di giugno, la più attenzionata proprio dalla FED si pone al 3,7% e quella core al 3,4%. Nel frattempo vengono pubblicate le relazioni trimestrali di importanti gruppi USA ed europei che influiscono fortemente sul mercato.

Gli indici azionari americani sono in rialzo: S&P 500 +1,04%; NASDAQ +2,3%; Dow Jones +0,57%.

Mercati azionari europei molto: EURO STOXX 50 +1,48%; Londra (FTSE 100) -0,11%; Francoforte (DAX) +0,64%; Parigi (CAC 40) +0,92%; Madrid (IBEX 35) +1,84%.

Molto bene anche Piazza Affari: FTSE MIB +1,29%, FTSE Italia All-Share +1,29%, FTSE Italia Mid Cap +1,29%, FTSE Italia STAR +0,85%. Si apprezza con decisione l’euro sul dollaro, ma perde su uno yen in deciso rialzo: EUR/USD al momento segna 1,1524 circa. Il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di 1 punto base al 3,98%, lo spread sul Bund è a 81 bp (83) (dati MTS).

Massiccia flessione per Stellantis -4,31% dopo risultati del secondo trimestre deludenti: i ricavi sono in crescita del 13% a/a a 43,5 miliardi di euro (consensus 43,8), l'EBIT rettificato balza del 263% a/a a 773 milioni ma ben sotto il consensus a 1,06 miliardi, mentre il risultato netto si attesta a +293 milioni da -1,9 miliardi un anno fa ma anche in questo caso ben lontano dai +718 del consensus. Molto meglio delle attese invece l'industrial FCF a +1,0 miliardi contro il consensus a -54 milioni. Guidance 2026 confermata.

Bel progresso per Campari +1,15% a 5,984 euro in scia ai risultati al 30 giugno e all'incremento del prezzo obiettivo da 6,20 a 6,50 euro deciso da Morgan Stanley e da 8,00 a 8,10 deciso da Barclays: nel semestre i ricavi salgono del 2,7% organico (+2,5% nel trim2), L’EBIT-rettificato segna +8,5% organicamente con margine sui ricavi al 23,7% (+incremento organico di +130 punti base), l’utile netto rettificato sale a 226 milioni di euro, in aumento del +4,7%. Il gruppo ha migliorato la guidance 2026 sul margine EBIT rettificato senza però quantificare detto miglioramento ma limitandosi a citare "un beneficio di €10 milioni derivante da un contesto tariffario più favorevole, che riduce l’impatto negativo atteso dei dazi per l’intero esercizio da €30 milioni circa a €20 milioni circa".

Prysmian accelera dopo qualche incertezza seguita a risultati del secondo trimestre superiori alle attese e miglioramento della guidance. I ricavi si sono attestati a 6,021 miliardi di euro (+9,4% a/a organico) contro i 5,604 del consensus, l'EBITDA rettificato a 730 milioni (+20,7% a/a) contro i 721 del consensus, l'utile netto segna 323 milioni (+17,9% a/a). Il gruppo prevede per il 2026 EBITDA rettificato a 2,8-2,9 miliardi (da 2,625-2,775) e Free Cash Flow a 1,65-1,75 miliardi (da 1,3-1,4).

Brillano anche STMicroelectronics (+6,35%) e Technoprobe (+6,58%) confermando il deciso ritorno degli acquisti dopo la conferma di Microsoft delle previsioni sui capex 2026 che tranquillizzano gli operatori su una gestione sostenibile degli investimenti in AI da parte degli hyperscaler.

Recupera anche Intesa Sanpaolo +0,93% che chiude il secondo trimestre con risultato della gestione operativa in progresso del 3,4% t/t a 4,726 miliardi di euro e risultato netto il lieve rialzo rispetto al trim1 a 2,793 miliardi. Il gruppo migliora la guidance sull'utile netto a oltre 10 miliardi da circa 10 miliardi: nell'incontro con gli analisti l'a.d. Carlo Messina ha detto che "possiamo facilmente superare in misura significativa l'obiettivo" e che ci sono zero possibilità che l'offerta su MPS venga migliorata.

Molto bene anche Unicredit (+2,42%) mentre Azimut segna un rialzo del 3,92% dopo i risultati: utile semestrale con utile ricorrente a 249 milioni, innalzamento della guidance 2026, nuovo buyback da 250 mln.

Le fa eco Fineco (+1,28%) che cresce dopo un balzo delle vendite semestrali di quasi il 35%, aumento dei clienti e un utile netto a 340,4 milioni (+7%).

Affonda invece dopo i dati Amplifon (-3,11%), ma i dati usciti dopo la chiusura delle contrattazioni indicano che ha aumentato del 12,3% l’utile netto adjusted semestrale a 101,6 milioni contro ricavi da 1,19 miliardi (+0,4%). Confermato l’outlook 2026.

In rialzo di nuovo l’oro a 4.111 dollari l’oncia (+1,76%).

GD - www.ftaonline.com