Borsa Italiana in ribasso. Male banche e lusso, bene i petroliferi
pubblicato:Seduta in calo controllato per i maggiori indici azionari italiani ed europei dopo l'interruzione delle trattative pakistane tra Stati Uniti e Iran e la decisione statunitense di bloccare le navi in entrata e uscita dai porti iraniani.
I listini statunitensi riescono invece a trattare in territorio positivo in queste ore: S&P 500 +0,07%; NASDAQ +0,23%; Dow Jones -0,38%.
In chiaro ribasso, anche se inferiore alle peggiori previsioni di alcuni osservatori, i mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -0,44%; Londra (FTSE 100) -0,16%; Francoforte (DAX) -0,49%; Parigi (CAC 40) -0,35%; Madrid (IBEX 35) -0,9%.
Male anche i listini italiani: FTSE MIB -0,17%, FTSE Italia All-Share -0,19%, FTSE Italia Mid Cap -0,34%, il FTSE Italia STAR +0,08%.
Euro in leggero rialzo sul dollaro: EUR/USD 1,1712 (+0,06%).
Vendite colpiscono i titoli di stato europei: il rendimento del BTP decennale segna un rialzo di 5 punti base al 3,87%, lo spread sul Bund è a 79 bp (77) (dati MTS).
In calo il credito a Milano con il rialzo dei rendimenti. L'indice FTSE Italia Banche segna -0,28%, ma limita in maniera significativa i danni in corso di seduta. Unicredit (-0,5%) ha smentito le indiscrezioni del quotidiano russo Kommersant, secondo cui il gruppo guidato da Andrea Orcel ha rinunciato ai piani di vendita delle attività in Russia preferendo optare per la liquidazione la rinuncia alla licenza bancaria. Un portavoce ha precisato che la strategia sugli asset russi non cambia e resta quella di ridimensionamento e ri-focalizzazione delle operazioni.
Male il lusso, penalizzato dal peggioramento delle prospettive geopolitiche e dello shopping di chi viaggia. Ferrari -0,83%, Moncler -2,46%, Brunello Cucinelli -2,03%.
Performance positive per i petroliferi grazie al rimbalzo del greggio a seguito del fallimento dei negoziati USA-Iran del fine settimana in Pakistan e della minaccia americana di bloccare i porti iraniani. Il petrolio tocca i massimi dal 7 aprile: i future giugno sul Brent tornano a 101,9 $/barile (+7,11%), WTI a 103,1 $/barile (+6,75%). A Milano bene Eni +0,25%, Tenaris +1,06%, Saipem +0,53%.
Arretra invece Stellantis (-2,86%) e Inwit (-1,93%).
Bene Leonardo +2,65% che recupera terreno dopo la flessione della scorsa settimana causata dalle voci, poi confermate dai fatti, della decisione del governo (il Tesoro è il principale azionista del gruppo della difesa con il 30,2%) di sostituire l'a.d. Roberto Cingolani con Lorenzo Mariani, attuale vice presidente esecutivo e responsabile per l'Italia del produttore di missili MDBA ed in passato condirettore generale di Leonardo.
Male Pirelli & C -1,38%. Il governo, in base ai poteri speciali del decreto Golden Power, ha disposto una serie di limitazioni a carico del primo azionista Sinochem (ha il 37%), fino a quando manterrà una partecipazione superiore al 9,99%.
L'oro torna a flettere con un -0,74% a 4.712 dollari l'oncia.
GD - www.ftaonline.com