Borse di nuovo in calo, tensioni in Iran, rilascio eccezionale di scorte dall'IEA
pubblicato:Tornano vendite diffuse nei mercati azionari internazionali, mentre la situazione in Iran e in tutto il Medioriente rimane grave e il traffico sullo Stretto di Hormuz resta in pratica bloccato.
Teheran ha dichiarato: il mondo si prepari a prezzi del petrolio greggio a 200 dollari al barile e ha lanciato attacchi missilistici imponenti sulle navi nello Stretto e in Israele. Alla finestra il rischio che l'Iran blocchi con delle mine il passaggio da Hormuz, anche se gli Stati Uniti ieri avevano dichiarato l'affondamento di numerosi imbarcazioni iraniane, tra le quali 16 posamine.
Oggi l'agenzia internazionale dell'energia IEA ha risposto con una decisione storica: il rilascio di ben 400 milioni di barili di petrolio dalle scorte strategiche dei vari paesi membri. E' un record, più del doppio dei rilasci per la guerra in Ucraina, l'equivalente di 4 giorni della domanda mondiale e di una ventina di giorni dei transiti dallo Stretto di Hormuz. Elevata volatilità ha caratterizzato i mercati del petrolio greggio, che però in queste ore continuano a salire.
La variazione settimanale delle scorte di greggio Usa è cresciuta di oltre 3,8 milioni di barili oltre le attese, mentre è rimasta sul consensus al 2,4% l'inflazione statunitense (CPI) di febbraio.
Cresce così anche l'attesa per le decisioni di politica monetaria della BCE e della Fed della prossima settimana.
Con i fortissimi rialzi sulle commodity non solo energetiche provenienti dal Medioriente (per esempio sono emerse pericolose tensioni anche sui fertilizzanti), il timore è che una fiammata inflattiva complichi il lavoro dei banchieri centrali e soprattutto impatti sulla crescita.
Sono negativi i maggiori indici azionari americani in queste ore: S&P 500 -0,37%; NASDAQ -0,18%; Dow Jones -0,19%.
Più consistenti le perdite dei maggiori mercati azionari europei: EURO STOXX 50 -0,7%; Londra (FTSE 100) -0,57%; Francoforte (DAX) -1,22%; Parigi (CAC 40) -0,19%; Madrid (IBEX 35) -0,52%.
Male anche Piazza Affari: FTSE MIB -0,95%, FTSE Italia All-Share -0,93%, FTSE Italia Mid Cap -0,55%, FTSE Italia STAR -0,67%.
Ripiega di nuovo l'euro sul dollaro che rispolvera il ruolo di bene rifugio delle ultime sedute: EUR/USD segna 1,1571 (-0,34%).
Tornano le vendite, nel clima di sell-off generale, anche sui titoli di Stato europei: il rendimento del BTP decennale balza di 14 punti base al 3,66% (chiusura precedente a 3,52%), lo spread sul Bund si pone a 73 pb (68, dati MTS).
Oggi il Tesoro ha collocato 8 miliardi di euro di BOT a 12 mesi con un rendimento del 2,372% in forte rialzo dal 2,068% del collocamento corrispondente precedente.
In chiusura il nervosismo degli operatori coinvolge il settore del credito con il Ftse Italia Banche, già debole in avvio, in pesante calo (-0,92%).
Una vistosa eccezione si nota nei titoli di Banca MPS (+1,22%) e della controllata Mediobanca (+2,13%) all'indomani dell'approvazione del progetto di fusione per incorporazione della seconda nella prima. Il rapporto di concambio è stato fissato a 2,45 azioni MPS per ogni azione Mediobanca, sopra i 2,35-2,40 attesi dagli analisti: la miglior performance di Mediobanca rispetto a MPS è dovuta al riallineamento delle quotazioni al concambio.
Da segnalare le indiscrezioni raccolte da La Stampa secondo cui l'a.d. di MPS Lovaglio, escluso dalla lista del cda per il rinnovo del board, starebbe pensando di presentare una propria lista: il manager avrebbe dalla sua il 15% del capitale (alcuni fondi tra cui Blackrock, Vanguard, Norges, e le famiglie Tortora e Girondi) ma vorrebbe arrivare ad almeno il 20%.
Si muove in controtendenza anche Banco BPM (+0,43%) dopo il via libera recente del socio di riferimento Credit Agricole alla continuità nel top management, mentre perdono quota Intesa (-0,78%) e Unicredit (-1,76%).
Il montare delle tensioni geopolitiche non risparmia oggi dalle vendite diversi titoli della difesa: Leonardo (-3,23%) e Fincantieri (-2,56%) Rheinmetall ha pubblicato i risultati 2025 inferiori alle attese. Al riguardo si evidenziano dei ritardi nella prevista cessione di camion e veicoli tattici militari di Iveco da Leonardo stessa a Rheinmetall: ne ha parlato il CEO del gruppo tedesco Armin Papperger. Leonardo ha concesso su questi asset un'esclusiva a Rheinmetall fino al primo semestre 2026. Da ricordare anche che il calendario odierno prevede per Leonardo il cda per l'approvazione del bilancio 2025 e l'aggiornamento del piano industriale.
Male ancora in chiusura Stellantis (-1,4%) dopo il collocamento di obbligazioni ibride perpetue subordinate per complessivi 4 miliardi di euro e 865 milioni di sterline (1 miliardo di euro).
In controtendenza e in rialzo in chiusura i titoli di Nexi (+2,58%) e di Lottomatica (+0,99%), quest'ultima ha confermato all'ordine del giorno della prossima assemblea la richiesta di un nuovo buyback, che, secondo le indicazioni del management dovrebbe coinvolgere un altro 12,5% del capitale.
Come detto il petrolio continua a salire, nonostante l'annuncio storico sul rilascio di scorte IEA. Il Brent, dopo un primo affondo sotto i 90 dollari torana 91,72 dollari al barile (+4,46%).
A Milano bene Eni (+1,99%) e Tenaris (+0,56%).
Ripiegano in queste ore l'oro (5.172 dollari l'oncia, -1,17%) e il Bitcoin ($ 70.728, -0,97%).
GD - www.ftaonline.com