Acquisti su MPS e Mediobanca, avanti con l’integrazione, concambio a 2,45 azioni
pubblicato:Le due banche salgono in Borsa dopo il passo avanti sul piano. Resta l'incognita sul futuro amministratore delegato, ma intanto il dossier acquista chiarezza su aspetti decisivi

I passi avanti decisivi su piano industriale e integrazione tra Banca MPS e Mediobanca portano bene ai due titoli in questa seduta borsistica di rinnovate incertezze: MPS guadagna l’1,47% e Mediobanca il 3% addirittura, meglio dei competitor di Milano
In particolare MPS passa di mano a 7,503 euro mentre Mediobanca tratta a 16,645 euro.
Ieri dopo due sedute fiume i due consigli di amministrazione hanno approvato – in vista della integrazione completa dei due gruppi - un concambio da 2,45 azioni di MPS per ogni titolo di Mediobanca che a molti è parso superiore alle attese e sicuramente è più elevato dei rapporti della vigilia.
Significa in concreto che ai cambi di queste ore le 2,45 azioni di MPS previste varrebbero circa 18,38 euro contro i 16,645 del valore di mercato delle Mediobanca, il 10,43% in più.
MPS-Mediobanca, confermati i tempi, resta l'incertezza sul nuovo ad
Ma il concambio, ancorché sia senz’altro il numero più atteso dai mercati in questa fase, è solo un tassello del complesso processo di integrazione che le due banche hanno rilanciato ieri. Viene confermato il piano industriale e la previsione di una fusione efficace entro la fine del 2026.
Non era scontato, visto che sul fronte della governance si è perso per strada l’artefice del rilancio e della stessa conquista di Mediobanca, l’attuale ad Luigi Lovaglio che non è stato inserito nella lista del cda presentata per la prossima assemblea del 15 aprile, quando gli azionisti dovranno decidere con un voto nome per nome tra i tre candidati all’incarico alla guida del gruppo tra Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Come abbiamo spiegato anche ieri, la BCE ha voluto segnalare una forte attenzione sul dossier.
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MPS-Mediobanca, il difficile equilibrio tra integrazione e difesa del brand milanese
Ma intanto il piano Lovaglio, senza Lovaglio, procede. Adesso serviranno le autorizzazioni del caso (che non sono del tutto scontate) e costituiranno passaggi importanti verso la ricerca di un nuovo inedito equilibrio tra Roma e Siena, della difficile composizione di un nuovo gruppo che vuole al contempo essere fortemente integrato sul piano borsistico e industriale con le previste sinergie da € 700 mln, il rilascio dei benefici fiscali delle DTA, i dividendi fino al 100% degli utili mentre, e dall’altro lato vuole difendere il brand di Mediobanca e il valore dei suoi business.
Novità su questo fronte sono state confermate con le operazioni di riorganizzazione annunciate ieri con il CIB (corporate & investment banking) e il private banking di Piazzetta Cuccia che passano societariamente a MPS ma diventano Mediobanca Spa e assorbono anche la partecipazione chiave in Generali (il 12,94% dalle ultime tabelle Consob).
Il brand Mediobanca tornerà anche sulla nuova entità che nasce dall’integrazione delle reti di consulenti finanziari, delle attività retail e affluent di Mediobanca Premier e di Banca Widiba.
MPS-Mediobanca, i prossimi passaggi dell'integrazione
Dunque i prossimi passaggi chiave saranno le autorizzazioni della BCE e della Banca d’Italia sotto vari profili e il via libera del governo ai sensi delle norme sul golden power.
Dopo si procederà con le assemblee straordinarie che dovranno approvare l’integrazione e per le quali ci sono già ampiamenti i numeri.
Servirà anche il via libera di un esperto comune sulla congruità del rapporto di cambio: sarà nominato dal Tribunale di Firenze sulla base dell’art. 2501 sexies del Codice Civile.
Il concambio deciso a 2,45 incorpora anche i dividendi già previsti sui risultati del 2025 da Mps (0,86 euro) e da Mediobanca (0,63), tiene conto delle situazioni patrimoniali delle due società alla fine dello scorso esercizio, incorpora (in via eccezionalmente prudenziale) anche tutte le azioni proprie di Mediobanca.
Previsto anche un servizio a disposizione degli azionisti di Mediobanca per il trattamento di eventuali frazioni di azioni a prezzi di mercati (senza ulteriori spese, commissioni o bolli).
MPS procederà quindi all’emissione di fino a 272 milioni di azioni ordinarie corrispondenti a un aumento di capitale da circa 1,6 miliardi.
MPS, il futuro assetto azionario
Il gruppo ha anche calcolato – in via però indicativa e probabilmente soggetta ad aggiustamenti – il nuovo assetto azionario del gruppo con le diluizioni dei soci principali.
Azionista | Percentuale di partecipazione al capitale sociale |
|---|---|
DELFIN S.A.R.L. | 16,1% |
GRUPPO FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE | 9,4% |
BLACKROCK, INC. | 4,6% |
MEF - MINISTERO DELL’ECONOMIA E | 4,5% |
BANCO BPM SPA | 3,4% |
FLOTTANTE | 62,0% |
Utile ricordare che Delfin ha tutt’ora anche un 10% di Generali e anche che Caltagirone ha una quota del 6,47% del Leone di Trieste.
Al rapporto di cambio, alle valutazioni sul piano per i cda hanno lavorato nomi di primo piano della finanza e del legal nazionale e internazionale.
La sensazione generale è che il percorso, pur dopo questo passo avanti decisivo sia ancora carico di passaggi rilevanti.
A partire dalla decisione sulla nuova figura del CEO che dovrà traghettare MPS e Mediobanca verso il nuovo assetto.
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