Bper Banca cade in borsa ma incassa l'ok Antitrust a Unipol
pubblicato:Rinnovata la partnership decennale con la compagnia assicurativa nella bancassicurazione, mentre S&P migliora le prospettive sull'istituto emiliano

Avvio di ottava in rosso per Bper Banca che ieri ha ceduto il 2,2% attestandosi in chiusura a 13,148 euro.
L'antitrust italiano ha autorizzato Unipol a superare la soglia del 20% del capitale e dei diritti di voto di Bper Banca e all’acquisizione del controllo di fatto sulla banca.
Lo scorso 9 ottobre erano state la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia a fornire la stessa autorizzazione ad Unipol, nonché all’acquisizione o all’incremento delle connesse partecipazioni qualificate indirette nelle società appartenenti al Gruppo BPER Banca e in altre società partecipate.
In precedenza, il primo di ottobre, anche l'IVASS aveva rilasciato tale nulla osta a Unipol.
Nel frattempo è stato sottoscritto sempre tra Unipol e Bper Banca, il rinnovo decennale della partnership in ambito bancassurance, relativo alla distribuzione di prodotti assicurativi nei rami Vita e Danni di Arca Vita SpA e Arca Assicurazioni SpA, nonché dei prodotti assicurativi “Salute” di UniSalute SpA.
A fine settembre l’agenzia di rating S&P Global ha incrementato l’outlook della Banca da “Stabile“ a “Positivo”, nella convinzione che l'istituto continuerà a migliorare la propria efficienza operativa e la diversificazione dei ricavi.
S&P Global ha evidenziato come, negli ultimi anni, Bper Banca abbia notevolmente rafforzato la propria redditività grazie ad importanti misure di ottimizzazione dei costi e ne valuta positivamente la qualità dei ricavi, la cui componente commissionale è pari a circa un terzo della base ricavi complessiva.
Il consolidamento in atto della banca emiliana guidata dall'ad Gianni Franco Papa (in foto) potrebbe inoltre rafforzare la dimensione e il posizionamento della banca sul mercato.
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Bper, coperto il gap di metà giugno, rischi sotto i 13 euro
Graficamente con il ribasso di ieri i prezzi sono scesi a coprire il gap up di metà giugno in area 13,10, testando contemporaneamente la linea di tendenza che sale dai bottom di aprile 2025, importante supporto nel breve periodo.
La violazione di quota 13,00 rappresenterebbe un segnale di debolezza difficile da sottovalutare, che spalancherebbe le porte al test a 12,60 e poi a quello a 12,00 euro, rispettivamente 50% e 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo. Target successivo attorno a 11,40 circa.
Anche le medie esponenziali a 20 e 50 sedute si sono incrociate al ribasso, segnalando la possibile ulteriore correzione, mentre quella a 50 e la 100 sono in avvicinamento ma con ancora un pò di margine prima che si possano incrociare, evento che rappresenterebbe una novità assoluta negli ultimi 4 anni.
La permanenza al di sopra di 13,00 euro rappresenterebbe invece un primo punto in favore della ripartenza del titolo che dovrebbe comunque percorrere un pò di strada prima di tornare ad inviare segnali convincenti, circostanza che si verificherebbe solo oltre quota 13,85.