Difesa, il super ciclo è appena iniziato? I titoli su cui puntare tra riarmo globale e nuove tecnologie
pubblicato:Dai colossi americani ai campioni europei: quali società possono beneficiare del nuovo ciclo della difesa

Tra riarmo globale e nuove tecnologie, il settore resta uno dei temi più forti dei prossimi anni
L'aumento delle spese militari non sembra più un fenomeno ciclico, ma un trend strutturale.
La guerra tra Russia e Ucraina, il conflitto tra Stati Uniti e Iran, le tensioni nel Mar Cinese Meridionale e la competizione tecnologica tra Washington e Pechino stanno spingendo molti governi ad aumentare stabilmente i bilanci della difesa.
Gli Stati Uniti stanno ricostituendo rapidamente le scorte di missili e munizioni consumate negli ultimi anni, mentre in Europa i Paesi NATO hanno ormai imboccato con decisione la strada del riarmo.
Anche il Giappone, la Corea del Sud, l'Australia e numerosi Paesi del Medio Oriente stanno incrementando gli investimenti.
Questo significa che molte aziende della difesa non stanno beneficiando soltanto di ordini straordinari, ma dispongono di portafogli ordini pluriennali che garantiscono elevata visibilità sui ricavi.
Le ultime notizie lo confermano. L3Harris Technologies ha superato le attese del mercato grazie alla forte domanda di sistemi missilistici e tecnologie militari: il segmento Missile Solutions è cresciuto del 14%, mentre ricavi e utili hanno battuto le stime degli analisti.
Parallelamente, Lockheed Martin si è aggiudicata un contratto fino a 58,6 miliardi di dollari per la produzione degli intercettori PAC-3 destinati al sistema Patriot, uno dei maggiori contratti per munizionamento degli ultimi anni.
Su quali società puntare? Dai produttori di missili ai leader dell'aerospazio
Se il tema è quello del riarmo globale, conviene privilegiare le società con maggiore esposizione ai segmenti oggi più richiesti.
Lockheed Martin rimane probabilmente il punto di riferimento del settore. Produce i caccia F-35, i missili Patriot, gli HIMARS e numerosi sistemi di difesa aerea. La visibilità degli ordini è tra le più elevate dell'intero comparto.
RTX (ex Raytheon) è uno dei maggiori beneficiari della domanda di sistemi antimissile, radar e motori aeronautici. L'espansione della difesa aerea occidentale continua a sostenere il portafoglio ordini.
L3Harris Technologies sta diventando uno dei protagonisti del settore grazie alla crescente esposizione a guerra elettronica, comunicazioni militari, droni e missili ipersonici, aree destinate a registrare i tassi di crescita più elevati.
Northrop Grumman è invece fortemente esposta ai programmi strategici statunitensi, compresi bombardieri stealth, missili balistici e sistemi spaziali.
General Dynamics combina una forte presenza nella cantieristica militare con veicoli corazzati e sistemi terrestri, beneficiando anch'essa dell'aumento dei budget della difesa.
Sul fronte europeo spiccano:
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Leonardo, sempre più centrale nei programmi NATO, nell'elettronica per la difesa e negli elicotteri militari.
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BAE Systems, principale contractor britannico con una presenza globale.
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Rheinmetall, probabilmente il simbolo del riarmo europeo grazie alla leadership nei mezzi corazzati e nelle munizioni.
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Thales, molto esposta a radar, cybersecurity e difesa elettronica.
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Saab, protagonista nei sistemi missilistici e nella difesa navale e aerea.
Non solo armamenti: cresce anche la domanda di spazio, droni e intelligenza artificiale
Il nuovo ciclo della difesa non riguarda soltanto carri armati e missili.
I maggiori investimenti stanno andando verso:
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sistemi anti-drone;
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guerra elettronica;
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satelliti militari;
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cybersicurezza;
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intelligenza artificiale applicata ai sistemi d'arma;
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missili ipersonici;
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difesa spaziale.
È probabile che nei prossimi dieci anni proprio questi segmenti registrino la crescita più elevata.
Ha ancora senso investire dopo il forte rialzo?
Molti titoli della difesa hanno già corso molto, soprattutto in Europa. Rheinmetall, ad esempio, quota su multipli decisamente superiori rispetto alla propria media storica.
Negli Stati Uniti, invece, alcuni grandi contractor presentano valutazioni più ragionevoli, anche perché il mercato continua a privilegiare le Big Tech e l'intelligenza artificiale.
Per un investitore di lungo periodo il settore continua ad avere solide basi fondamentali: i governi non possono interrompere rapidamente programmi militari pluriennali, mentre la ricostituzione delle scorte di munizioni e l'ammodernamento degli eserciti richiederanno anni.
Il rischio principale non è tanto un improvviso calo della domanda quanto le valutazioni, ormai elevate per alcune società, e la dipendenza dalle decisioni politiche e dai bilanci pubblici.
In prospettiva, il comparto della difesa sembra destinato a rimanere uno dei grandi temi strutturali del decennio, insieme a intelligenza artificiale, infrastrutture elettriche, semiconduttori ed energia.
La combinazione tra riarmo globale, innovazione tecnologica e ordini pluriennali rende il settore uno dei pochi in grado di offrire una visibilità sugli utili superiore alla media del mercato.
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