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Dividendi Ftse Mib: cosa tenere oltre a Banca Generali

di FTA Online Newspubblicato:

Titoli con alti dividendi non devono mancare nel portafoglio di un investitore di lungo termine. Banca Generali è tra questi, con un rendimento percentuale dell’8,5%, calcolato sui valori attuali di borsa.

La remunerazione da dividendi salirà al 3,75% nel corso del 2022. La stima di Intermonte porta dunque i rendimenti ben oltre la media storica degli ultimi 10 anni (pari al 3,44%).

Dividendi: su quali titoli puntare nel 2022?

Come si calcolano i dividendi

Il dividendo di una società viene approvato ogni anno e definito in valore assoluto. Per valutarne la redditività, questo valore viene rapportato al prezzo del titolo in borsa, che varia ogni giorno.

L’investitore deve quindi calcolare la percentuale del dividendo percepito in relazione al prezzo di acquisto del titolo.

Banca Generali, regina dei dividendi

Il 21 febbraio Banca Generali staccherà un dividendo da 60 centesimi. Nel “Dividend Day” di novembre il titolo ha distribuito una maxi cedola da 2,70 euro, regalando ai suoi azionisti un ritorno totale di circa il 49%. In vista della presentazione del piano industriale 2022-2024 che sarà pubblicato a febbraio, la banca del Gruppo Generali resta tra i più interessanti del Paniere milanese.

Il titolo si muove ormai da un mese sotto i primi ostacoli a 39,60/40 circa, quota pari al 50% di retracement del ribasso partito a novembre. Conferme oltre questo limite creerebbero le premesse per un allungo verso 41 euro e successivamente per un ritorno sui top del 2021 a 43,50 circa. Indicazioni negative giungerebbero invece alla violazione di area 36,80, per supporti a 35,24 minimo di fine novembre.

Intesa Sanpaolo nella “Conviction buy list” di BofA

Altro titolo molto amato dagli analisti è Intesa Sanpaolo: in settimana gli esperti di HSBC hanno alzato moderatamente il target price sul titolo portandolo da 3,1 a 3,2 euro. Anche Equita SIM ha una visione rialzista sul titolo con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 2,9 euro. Stesso target secondo gli esperti di Deutsche Bank, mentre Bnp Paribas indica un target price di 3 euro (con giudizio outperform).

Ancora più ottimisti gli analisti di BofA, che hanno confermato il rating buy sul titolo e alzato il target price a 3,3 euro, inserendolo nella “Conviction buy list” insieme agli istituti preferiti in Europa.

In questo momento il titolo tratta a 9,4 volte il rapporto prezzo-utili, con un dividend yield superiore al 7% che lo rende particolarmente appetibile, in vista del nuovo Piano d’impresa che sarà presentato all’inizio di febbraio. Il 29 aprile 2022 sarà comunicato il bilancio d’esercizio 2021 con la proposta di destinazione dell’utile di esercizio e la delibera dei dividendi (poi distribuiti il 23 maggio 2022).

Graficamente nel brevissimo termine il titolo potrebbe rallentare la corsa, per stemperare i segnali di ipercomprato presenti da giorni sui principali oscillatori. Per quanto estese, flessioni fino a 2,38 non muterebbero l'impostazione rialzista di fondo, ma anzi potrebbero offrire ai prezzi una base dalla quale tentare un nuovo segmento di crescita verso quota 2,63 (obiettivo successivo in area 2,80).

Sotto 2,38 invece resterebbe area 2,27 a scongiurare ripiegamenti più preoccupanti in grado di mettere in discussione quanto di buono fatto dal titolo nell'ultimo mese.

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