Il 19 gennaio 2026 ricorre il Blue Monday, il giorno più triste della disinformazione

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Come ogni anno, il terzo lunedì di gennaio ricorre il Blue Monday. Anche oggi, nel 2026, ci troviamo a ricordare che "il giorno più triste dell'anno" non esiste, ma è solamente l'effetto prolungato di una strategia di marketing

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I trend di Google del 19 gennaio 2026 battono forte sulla keyphrase "Blue Monday 2026". Quello di oggi, infatti, è il terzo lunedì dell'anno nuovo e un - ormai - antico adagio ci ricorda che questo sarebbe il giorno più triste dell'anno.

Tutto ciò non è vero: la nostra storia inizia nel 2005, quando lo psicologo Cliff Arnall in collaborazione con la compagnia di viaggi Sky Travel individuò nel terzo lunedì di gennaio il momento in cui la popolazione mondiale vivrebbe una parentesi di malinconia maggiore dovuta a una serie di dati incrociati: il post-festivo, l'inverno, le spese affrontate durante le festività e via discorrendo.

Nonostante le ripetute smentite, da più di vent'anni il Blue Monday continua ad essere un argomento dibattuto.

Blue Monday 2026, ci risiamo

Come anticipato, se controlliamo i trend di Google di lunedì 19 gennaio 2026 e restringiamo la ricerca sui risultati delle ultime 4 ore (mentre scriviamo), le keyphrase "Blue Monday 2026" e "19 gennaio blue monday" imperano.

Oggi, infatti, ci troviamo nel terzo lunedì di gennaio che da almeno 20 anni è indicato come il giorno più triste dell'anno. E come ogni anno ci ritroviamo a precisare che questa definizione non ha fondamenti scientifici. Nonostante ciò i più noti quotidiani online cavalcano l'onda e dedicano a questa ricorrenza almeno una parte del loro lavoro.

Ne sono testimoni i titoli pubblicati dalle varie testate, dal Corriere della Sera a RaiNews, ma anche i lanci di agenzia come accade su AdnKronos. Lo stesso avviene sui social.

... E l'uomo inventò il giorno più triste dell'anno

L'uomo in questione è lo psicologo Cliff Arnall dell'Università di Cardiff. L'intera storia del Blue Monday è ricostruita da Snopes in un'analisi del 14 gennaio 2015. Il 24 gennaio 2005 Arnall pubblicò un comunicato stampa in cui spiegava per quale motivo era arrivato a individuare nel terzo lunedì di gennaio il giorno più triste dell'anno.

Scriveva Arnall: "Dopo l'entusiasmo iniziale per i festeggiamenti di Capodanno e il cambio di stagione, la realtà inizia a farsi strada", e a ciò si aggiungeva: "La consapevolezza coincide con le nubi minacciose che si avvicinano e con l'obbligo di saldare le bollette della carta di credito per Natale".

Nella stessa nota Arnall riportava un virgolettato di Alex Kennedy, allora portavoce di Porter Novelli, un'agenzia londinese di pubbliche relazioni. Kennedy suggeriva di "analizzare quando le persone prenotano le vacanze e le tendenze in materia di vacanze".

"Le persone si sentono depresse quando non hanno niente in programma, ma una volta prenotata una vacanza hanno un obiettivo e si impegnano per prendersi del tempo libero e rilassarsi".

Il falso studio, svelato

La verità arrivò nel 2006, quando venne fuori che altri studiosi avevano ricevuto offerte di denaro da parte di Porter Novelli con la richiesta di sviluppare una formula che favorisse una campagna pubblicitaria dell'agenzia di viaggi britannica Sky Travel.

Venne fuori, come abbiamo già detto, che lo studio di Arnall non aveva alcun fondamento scientifico e che la stessa comunità scientifica fu severa nel criticare il suo operato, dal momento che minimizzava i problemi legati alla depressione.

Il 17 gennaio 2010 Alastair Jameson rivelò sul Telegraph che lo stesso Arnall, in quell'anno, fu assoldato dall'azienda Wall's Ice Cream per individuare con lo stesso metodo il giorno più felice dell'anno. Quello in cui possiamo suggellare un momento felice con un gelato, sempre sulla base di dati inesistenti.

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