Leonardo, azione reduce da un venerdì vivace dopo un'acquisizione USA
pubblicato:Borsa Italiana, il titolo della società della difesa invia un segnale di forza importante al mercato

Leonardo ha chiuso la seduta di venerdì in territorio positivo, con un rialzo dell’1,72% a 59,02 euro, dopo una giornata caratterizzata da scambi vivaci e oscillazioni comprese tra 57,92 e 59,56 euro. Il movimento del titolo è stato sostenuto da notizie di natura strategica che rafforzano il profilo industriale e internazionale del gruppo.
Attraverso la controllata Leonardo US Corporation, il gruppo ha infatti firmato un accordo per l’acquisizione di Enterprise Electronics Corporation (EEC), società statunitense specializzata in radar meteorologici e stazioni di ricezione satellitare per applicazioni civili e militari, dall’aviazione alla ricerca, fino alla meteorologia e all’idrologia. Il closing è atteso nel primo trimestre del 2026.
L’operazione si inserisce pienamente nella strategia di Leonardo di rafforzare la propria leadership nel settore delle soluzioni ambientali e del telerilevamento, già presidiato tramite Leonardo Germany. L’integrazione di EEC consentirà di ampliare e completare un portafoglio unico di sensori – radar, lidar e tecnologie satellitari – capaci di offrire soluzioni “chiavi in mano” in mercati ad alto valore aggiunto.
Enterprise Electronics continuerà a operare con il proprio marchio e la propria identità, mantenendo la continuità industriale e commerciale, ma beneficiando della complementarità delle reti di vendita e delle competenze tecnologiche del gruppo italiano.
Dal punto di vista industriale, l’acquisizione rafforza anche l’impegno di Leonardo negli Stati Uniti, consentendo di integrare le avanzate competenze di EEC nei radar meteorologici con le capacità produttive e digitali del gruppo. Entrambe le aziende vantano oltre cinquant’anni di esperienza e più di 1.500 sistemi installati in oltre 120 Paesi, un dato che sottolinea la solidità della base tecnologica e commerciale.
Il contesto di mercato resta particolarmente favorevole per il settore della difesa e dell’aerospazio europeo. Dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, la spesa militare è cresciuta in modo strutturale, alimentando l’interesse degli investitori e spingendo le quotazioni del comparto su nuovi massimi storici. La spesa per la difesa dell’Unione Europea ha raggiunto 343 miliardi di euro nel 2024 e potrebbe salire a 381 miliardi nel 2025, con investimenti in forte aumento soprattutto su difesa aerea, cyber, munizionamento e piattaforme avanzate.
In questo scenario, operazioni come quella di EEC rafforzano il posizionamento strategico di Leonardo non solo come player della difesa, ma anche come fornitore di tecnologie critiche per la sicurezza, la gestione del territorio e l’informazione meteorologica, un ambito sempre più centrale in un contesto geopolitico e climatico complesso.
Leonardo, recente superamento del lato alto di una fase laterale
Il quadro tecnico di Leonardo resta impostato in modo costruttivo e conferma una struttura di forza relativa superiore al mercato. Dopo il poderoso trend rialzista sviluppato negli ultimi anni, il titolo ha attraversato una fase di consolidamento laterale ben definita, funzionale a smaltire gli eccessi senza compromettere il trend di fondo.
Per diversi mesi i prezzi hanno oscillato all’interno di una fascia laterale compresa tra area 57 euro, indicata come supporto critico, e la resistenza superiore, che ha più volte contenuto i tentativi di rialzo. Questa fase ha svolto il ruolo classico di accumulazione, con massimi allineati e minimi ben difesi, segnale di una domanda strutturalmente presente.
La recente rottura del lato alto della fase laterale rappresenta un segnale tecnico rilevante: il breakout è avvenuto dopo una lunga congestione, aumentando la probabilità che non si tratti di un falso segnale ma dell’avvio di una nuova gamba rialzista. In questo contesto, area 57 euro assume ora il ruolo di supporto strategico: finché i prezzi rimarranno sopra questo livello, il segnale rialzista resterà valido.
Dal punto di vista degli obiettivi, il superamento e la tenuta sopra area 60 euro aprono spazio a una prima estensione verso 64,50 euro, livello coerente con proiezioni tecniche e precedenti zone di equilibrio. In caso di ulteriore rafforzamento del momentum, il movimento potrebbe estendersi verso un secondo target in area 69,50 euro, che rappresenta un obiettivo ambizioso ma tecnicamente coerente nel medio periodo.
In sintesi, il grafico suggerisce che Leonardo si trovi in una fase di ripartenza dopo consolidamento, tipica dei titoli forti nei trend strutturalmente rialzisti. Solo un ritorno stabile sotto 57 euro rimetterebbe in discussione lo scenario positivo, mentre sopra tale soglia il mercato sembra orientato a utilizzare eventuali correzioni come occasioni di ricostruzione delle posizioni piuttosto che come segnali di inversione.
MPS, pesante ribasso del titolo dopo le recenti smentite
Pesante ribasso venerdì per Banca MPS. Delfin ha smentito i rumors sull'ipotesi di vendita del 17,5% di Rocca Salimbeni: non sono "in corso negoziazioni con UniCredit o altri operatori finalizzate alla cessione, totale o parziale, della propria quota in MPS" ed è rinnovato il "pieno sostegno ai vertici di MPS e al percorso di rafforzamento in atto" ha ribadito Delfin in una nota. Giovedì era stata Unicredit a smentire le indiscrezioni su MPS, definendole "di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell'acquisto di altre partecipazioni". Nei giorni precedenti si erano diffusi rumors su incontri tra i vertici di Unicredit e Delfin (la holding della famiglia Del Vecchio) per discutere dell'acquisizione delle quote in Rocca Salimbeni (Delfin è primo azionista con il 17,5%) e Generali (Delfin è secondo azionista con il 10% alle spalle di Mediobanca con il 12,9%), nonché di un investimento diretto di Unicredit in Delfin.
MPS, l'azione scivola sotto i massimi di metà novembre
Il titolo Banca MPS è scivolato nella parte finale della settimana dopo che i prezzi avevano recuperato terreno risalendo fino a 9,383 euro. Il ribasso li ha ora riportati al di sotto dei massimi di metà novembre in area 8,90, avvicinandoli ad un supporto che nel breve appare di grande rilevanza, ovvero quello a 8,70 euro, dove troviamo il 38,2% di ritracciamento del rialzo partito a dicembre e la base del canale che contiene il titolo da inizio anno. Sotto 8,70 sostegno successivo a 8,50 poi l'affondo rischierebbe di estendersi fino sui bottom dello scorso mese in area 7,50.
Reazioni dai livelli attuali invece acquisirebbero spessore tecnico solo con il superamento di area 9,35, parte superiore del citato canale e creerebbero i presupposti per un rialzo di ampia portata che potrebbe spingersi fin sopra quota 10,00.
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