Eni, l'azione reduce da una brutta seduta

di FTA Online News pubblicato:
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Borsa Italiana, il caso del Venezuela influenza i titoli del petrolio

Eni, l'azione reduce da una brutta seduta

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Eni, rischi per il quadro grafico

Pesante ribasso ieri per i titoli del comparto petrolifero ed in particolare per Eni, che ha ceduto il 4,65% dopo che Trump ha dichiarato che sposterà fino a 50 milioni di barili di petrolio venezuelano negli USA a prezzo di mercato, aggiungendo poi che controllerà il denaro incassato da Caracas.
Sostanzialmente si tratta di una confisca di petrolio che sui mercati avrà l'effetto di una riduzione della domanda di greggio dagli USA.

Lunedì Morgan Stanley aveva ridotto il target price sul titolo portandolo a 16 euro dai precedenti 16,20 euro.

Da segnalare inoltre che Eni ha acquistato nel periodo compreso tra il 29 dicembre 2025 e il 2 gennaio 2026, 1.857.882 azioni proprie (pari allo 0,06% del capitale sociale), al prezzo medio ponderato di 16,1474 euro per azione, per un controvalore complessivo di 29.999.992,66 euro, nell'ambito del programma di buyback deliberato dall'Assemblea il 14 maggio scorso.

Eni, rischi per il quadro grafico

Il ribasso di ieri rischia di avere conseguenze sul grafico del titolo, che nelle ultime due sedute aveva provato a forzare la resistenza a 16,60 euro senza tuttavia riuscire nell'impresa. I prezzi si sono riavvicinati alla base del range laterale degli ultimi mesi, intervallo compreso tra 15,50 e 16,60 circa ed alla media esponenziale a 100 sedute, importante riferimento che ha ben guidato il rialzo da giugno e che ora transita nei dintorni di quota 15,50.

La perdita di tale sostegno rappresenterebbe un segnale di debolezza da non ignorare per il titolo, probabile preludio ad una correzione più corposa del rialzo partito dai bottom di aprile in area 11,00, con target successivo sui bottom di settembre in area 14,50 (più in basso obiettivo a 13,90 euro).

Appare dunque necessaria, nel breve, la permanenza dei corsi al di sopra dei sostegni a 15,40/15,50 euro per tenere vive le possibilità di una reazione che miri inizialmente alla copertura dell'ampio gap down lasciato aperto ieri a 16,456 euro e successivamente al superamento della resistenza a 16,60 euro, movimento che tornerebbe ad alimentare il trend rialzista partito lo scorso aprile.

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