Eni in rally, risultati oltre le attese e innalzamento della guidance
pubblicato:Il colosso energetico guidato da Claudio Descalzi batte ancora le stime e migliora le previsioni, per gli azionisti si preparano ricchi dividendi e buyback e il contesto di caro-petrolio, margini di raffinazione e caro-gas incoraggia le stime

Eni innesca un rally dopo i risultati del secondo trimestre, ma oggi è particolarmente difficile dire se le performance borsistiche della società del cane a sei zampe siano più legati agli annunci sui fondamentali del gruppo al mercato o al fattore esogeno, solo relativamente, delle quotazioni del petrolio greggio, che in queste ore vede il Brent passare di mano a 87,18 dollari al barile con un rialzo del 3,67% collegato ai nuovi attacchi incrociati USA-Iran.
Il titolo di Eni in ogni caso in questo momento segna un rialzo del 5,38% a 23,2 euro, dopo un primo allungo a 23,155 che ha riportato i corsi in prossimità della trendline discendente dai massimi del 7 aprile (€ 25,01). Il quadro tecnico è molto interessante e ci torneremo, ma prima è meglio guardare i numeri e gli annunci di oggi.
Il gruppo Eni ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi della gestione caratteristica balzato del 30% a 24,375 miliardi di euro. Nei 3 mesi l’utile operativo proforma adjusted è raddoppiato a 5,375 miliardi di euro oltre il consensus compilato da Bloomberg a 5,14 miliardi di euro.
Se si escludono gli 1,859 miliardi di ebit adj. delle partecipate rilevanti si registra un balzo dell’utile operativo adjusted trimestrale dell’96% a 3,516 miliardi di euro sostanzialmente (cons. a 3,53 miliardi).
L’utile netto rettificato attribuibile a ENI balza del 106% a 2,333 miliardi di euro contro un consensus Bloomberg di 2,09 miliardi appena e quindi è superiore i un terzo di miliardo quasi rispetto alle stime degli analisti.
Sono però – è il caso di dirlo – numeri scritti sulla sabbia del Medioriente, perché poi oggi ha alzato ulteriormente la guidance, ovvero le previsioni per il 2026.
Eni l’innalzamento delle stime 2026 e i nuovi numeri
In particolare il gruppo guidato dal CEO Claudio Descalzi ha aumentato le stime sulla produzione oil&gas su base omogenea al rialzo a circa il 5% rispetto al precedente intervallo obiettivo (+3%/4%): in barili significa che se la base sono gli 1,73 milioni di boe/g di fine 2025 (dato ex- dismissioni), il target è a 1,816 mln boe/g a fine 2026 e va aggiunto che nel secondo trimestre il gruppo ha prodotto 1,789 milioni di barili di petrolio al giorno (+7% a/a).
Più succosa per gli investitori la nuova stima dell’ebit proforma adjusted di GGP (Global Gas & LNG Portfolio) a oltre 1,4 miliardi di euro a fine anno con un balzo potenziale del 40% sulla previsione iniziale: nel primo semestre per questa divisione siamo a quota 830 mln (-3%, ma +30% nel secondo quarto soltanto).
Le divisioni Eni Live (pompe di benzina e servizi vari, car sharing e ristorazione compresa) e Plenitude (servizi al consumo di luce e gas, asset rinnovabili e mobilità elettrica) dovrebbero ora raggiungere un EBITDA proforma adjusted di €1,3 mld (da € 1,1 mld) e di € 1,3 mld rispettivamente. La capacità rinnovabile installata a fine esercizio dovrebbe raggiungere i 6,5 GW (Plenitude al 100%); la capacità di bioraffinazione i 2,1 MTPA, cui si aggiungono 1,5 MTPA in costruzione (quota Enilive).
Per gli azionisti ancor più importante l’innalzamento della stima del CFFO adjusted a 15 miliardi di euro con scenario aggiornato (Brent a 85 $/b, margine di raffinazione SERM a 14 $/b, gas TTF a 50 €/MWh, EUR/USD a 1,16): migliora di € 0,7 mld rispetto alle sensitivity del Gruppo. E’ un dato fondamentale e spieghiamo perché. IL CFFO adj. è il flusso di cassa netto ante variazione circolante al costo di rimpiazzo adjusted ed è il parametro sul quale è calcolata la remunerazione degli azionisti ossia dividendi e buyback che ne coprono il 35%-45%. La sua sensitivy, confermata anche oggi a 0,11 miliardi per dollaro di barile di Brent in più in un anno, indica, appunto la reattività dei flussi di cassa all’aumento del prezzo del petrolio greggio. Nel midpoint questo significa che Eni si aspetta una somma di 6 miliardi di euro da destinare a dividendi e buyback, ossia circa 1,98 euro per azione. In particolare il buyback 2026 viene aumentato del 20% a 3,4 mld (vs. 2,8 mld stima primo trimestre). Confermata quindi la guidance di una distribuzione ai soci del 60% dei risultati eccedenti il budget. Il nuovo valore del buyback rappresenta un incremento di oltre il doppio rispetto alla previsione iniziale di €1,5 mld al cash flow di budget.
Si deciderà a ottobre se procedere a un dividendo straordinario: lo scenario di raffinazione aggiornato a 14 $/bbl da 6 $/bbl del budget dovrà confermarsi ad almeno a 9 $/bbl per confermare la cedola straordinaria o in alternativa il Brent dovrà mantenere una media di 90 $/bbl. Oltre questi valori (oltre 90 $/b per Brent o oltre +50% di aumento di gas o margine di raffinazione) scatterebbe la distribuzione del 100% dell'incremento del CFFO come dividendo straordinario nell'ultimo trimestre.
Confermata la previsione relativa al dividendo 2026 pari a € 1,1 per azione (+5% sul 2025). In termini patrimoniali e di flussi nel 2Q 26 il free cash flow è stato di 1,453 mld, i flussi da attività operative sono stati da 4,27 mld. A fine periodo Eni ha un debito finanziario netto ante IFRS 16 di 11,27 miliardi di euro, un patrimonio di 56,93 miliardi.
I fondamentali sono dunque più che solidi, ma anche il grafico è interessante, ecco perché.
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Eni, il quadro grafico mostra diversi spunti
Con l’allungo a 23,2 euro (+5,38%) e il massimo odierno a 23,235 euro l’azione viene come anticipato a contatto con trendline discendente dai massimi del 7 aprile (€ 25,01). Il rimbalzo dalla media mobile esponenziale a 50 sedute avvenuto nei tra ieri e lunedì conferma l’importanza di questo supporto dinamico già evidenziata dai movimenti di aprile, maggio e giugno di quest’anno.
Oltre la citata trendline discendente sarà fondamentale, eventualmente il test dell’area critica nell’intorno dei 24,21 euro che ospita diversi ostacoli statici, oltre quel livello si aprirebbe la via per u nuovo test dei citati massimi di aprile a 25,01 euro.
Pericolosi dei ripiegamenti sotto la citata EMA 50 gg oggi in transito da 21,93 euro. I successivi supporti sono a 21,45 e a 21,09 euro. Approfondimenti ulteriori potrebbero preludere a ripiegamenti fino a 19,87 euro minimo di inizio luglio dal valore strategico.
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