Euro/Dollaro al bivio: 1,1650 decide il destino di dollaro, Fed e mercati azionari

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

Federal Reserve, forza del dollaro e borse: quando il cambio anticipa il rischio per l’azionario

Euro/Dollaro al bivio: 1,1650 decide il destino di dollaro, Fed e mercati azionari

Euro/dollaro: un livello tecnico che separa due regimi di mercato

L’euro/dollaro si trova in una fase che va oltre la semplice oscillazione di breve periodo. L’area 1,1650 rappresenta oggi un livello di frontiera: non solo un supporto statico, ma il punto in cui cambia la lettura dell’intero movimento partito dal minimo di novembre.

Il mercato sta decidendo se quel rialzo sia:

  • l’inizio di una nuova gamba impulsiva coerente con uno scenario di dollaro più debole e mercati azionari ancora sostenuti
    oppure

  • una semplice correzione tecnica all’interno di un trend ribassista più ampio del cambio, quindi con dollaro destinato a rafforzarsi.

Questa distinzione non è accademica: ha conseguenze dirette su politica monetaria USA, flussi globali di capitale e performance delle borse.


La struttura del prezzo: canale, supporti e accelerazioni

Dal minimo di inizio agosto l’euro/dollaro si muove all’interno di un canale crescente ben definito, la cui base oggi transita in area 1,15. Finché i prezzi restano all’interno di questo canale, il movimento può essere letto come ordinato e controllato.

Una rottura decisa di 1,1650 aumenterebbe la probabilità di:

  • accelerazione verso la base del canale

  • test di area 1,15

  • possibile estensione verso 1,13 in caso di deterioramento del contesto macro

Questo rende il livello particolarmente sensibile anche per gli operatori sistematici e macro.


Onde di Elliott: perché l’“overlap” è il punto di non ritorno

La teoria delle Onde di Elliott non serve a “prevedere il futuro”, ma a classificare la natura del movimento: impulsivo o correttivo.

Regola chiave dell’impulso

In una struttura impulsiva rialzista a 5 onde:

  • l’onda 4 non deve mai sovrapporsi al massimo dell’onda 1

Questa è una regola, non una linea guida.
Quando viene violata, la struttura non può più essere considerata impulsiva.


Scenario A – Rialzo impulsivo ancora valido (onda 4 in corso)

Finché l’euro/dollaro resta sopra 1,1650, è ancora possibile leggere il rialzo dal minimo di novembre come una struttura impulsiva in 5 onde:

  • il minimo di novembre = inizio dell’onda 1

  • il massimo del 13 novembre = top dell’onda 1

  • la discesa successiva = onda 2

  • il rialzo di dicembre = onda 3

  • il ribasso attuale = onda 4 correttiva

In questo scenario:

  • l’onda 4 resta contenuta

  • segue una onda 5 rialzista

  • i prezzi potrebbero superare area 1,18 e testare la parte alta del canale

Implicazioni macro

Questo scenario è coerente con:

  • Fed più accomodante

  • aspettative di tagli dei tassi

  • dollaro debole

  • mercati azionari ancora supportati dalla liquidità

È lo scenario che il mercato azionario “preferisce”.


Scenario B – Overlap e struttura correttiva (ABC)

Se il ribasso scende sotto 1,1650, avviene l’overlap:

  • il minimo dell’onda 4 entra nel territorio dell’onda 1

  • la struttura impulsiva viene invalidata

A quel punto, l’intero rialzo da novembre non può più essere un impulso.

Nuova lettura correttiva

Il movimento va riletto come:

  • ABC correttivo

  • con onda C già completata il 24 dicembre

  • onda C estesa 1,618 volte l’onda A (rapporto classico di fine correzione)

Ma soprattutto:

  • questo ABC diventa una onda |B| di grado superiore

  • inserita dentro un ribasso più ampio iniziato dal top di settembre

In questa lettura:

  • ribasso settembre-novembre = onda |A|

  • rialzo novembre-dicembre = onda |B|

  • ribasso dal 24 dicembre = onda |C| in sviluppo

Con obiettivi:

  • 1,15 prima area

  • 1,13 come estensione coerente


Dollaro forte: perché è un problema per le borse

Uno scenario di euro/dollaro ribassista non è solo una questione valutaria.

Storicamente:

  • dollaro forte = condizioni finanziarie più restrittive

  • riduzione della liquidità globale

  • pressione sugli utili delle multinazionali USA

  • minore appetito per il rischio

Se il mercato inizia a prezzare:

  • una Fed meno disposta a tagliare

  • inflazione più persistente

  • tassi reali più elevati

allora il rafforzamento del dollaro diventa un segnale di stress per l’azionario, non di forza.


Federal Reserve: il nodo centrale della narrativa

Il cambio euro/dollaro è oggi uno strumento di lettura delle aspettative sulla Fed.

  • Euro forte → mercato crede a tagli dei tassi

  • Euro debole → mercato teme una Fed più restrittiva o più prudente

Se lo scenario correttivo prende forma:

  • il mercato sta dicendo che i tagli potrebbero essere rinviati

  • o più graduali del previsto

  • con un impatto diretto sulle valutazioni azionarie

Non a caso, le fasi di dollaro forte coincidono spesso con fasi di maggiore volatilità sull’equity.


Conclusione: 1,1650 non è un numero, è una scelta di scenario

Il punto chiave non è “dove andrà l’euro domani”, ma che tipo di mercato stiamo costruendo.

  • Sopra 1,1650
    → impulso ancora possibile
    → Fed accomodante
    → dollaro debole
    → borse sostenute

  • Sotto 1,1650
    → overlap
    → struttura correttiva
    → dollaro forte
    → rischio crescente per l’azionario

È per questo che l’euro/dollaro, in questo momento, è uno dei veri indicatori anticipatori del 2026 finanziario.

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