Eurozona: crescita ancora positiva, ma il motore dei servizi inizia a rallentare

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
5 min

PMI area euro sopra quota 50 ma in calo e inflazione sotto controllo: il 2026 si apre tra crescita moderata e attese sulle prossime mosse di BCE e Fed

Eurozona: crescita ancora positiva, ma il motore dei servizi inizia a rallentare

Quadro generale: Eurozona in crescita, ma a velocità ridotta

L’economia della zona euro ha chiuso il 2025 con il miglior ritmo di crescita trimestrale degli ultimi due anni, ma il dato di dicembre segnala una perdita di slancio rispetto ai mesi precedenti.

Il messaggio chiave resta chiaro: i servizi continuano a sostenere l’economia, compensando la persistente debolezza del manifatturiero, penalizzato da domanda globale debole e dai dazi statunitensi sulle importazioni europee.

L’indice PMI composito HCOB dell’Eurozona è sceso a 51,5 (da 52,8), sotto le stime preliminari, ma stabilmente sopra quota 50, confermando espansione economica per tutti i mesi del 2025, evento che non si verificava dal 2019.

La media del quarto trimestre (52,3) è la più elevata dal Q2 2023, rafforzando l’ipotesi di una accelerazione del PIL a fine anno.


Confronto tra Paesi

🇩🇪 Germania: servizi ancora solidi, ma rallentano

La Germania conferma una crescita moderata nei servizi, anche se in progressivo raffreddamento:

  • PMI Servizi: 52,7 (minimo di tre mesi)

  • PMI Composito: 51,3 (in calo da 52,4)

Il rallentamento è legato soprattutto a una crescita più lenta delle nuove attività, nonostante un lieve sostegno dalle vendite internazionali, in particolare verso l’Asia.

Il quadro suggerisce un inizio 2026 ancora positivo, ma senza accelerazioni marcate.

Sul fronte prospettico, la Germania potrebbe beneficiare nel 2026 di:

  • maggiore domanda di attrezzature per la difesa

  • investimenti in macchinari per l’edilizia

Questo rende possibile una crescita oltre l’1%, anche se non priva di rischi.


🇮🇹 Italia: forte decelerazione dopo il picco di novembre

L’Italia è il Paese che mostra il rallentamento più evidente:

  • PMI Servizi: 51,5 (da 55,0, massimo pluriennale)

  • PMI Composito: 50,3 (da 53,8), minimo da gennaio

Nonostante il calo dell’attività, il dato sui nuovi ordini resta molto forte (54,9), segnalando che la domanda non si è esaurita. Tuttavia:

  • l’occupazione cresce solo marginalmente

  • i portafogli ordini continuano a ridursi

  • il manifatturiero resta in contrazione piena

In prospettiva, il sentiment migliora: oltre un terzo delle imprese dei servizi si attende un aumento dell’attività nel 2026, sostenuto da:

  • spesa per marketing

  • eventi come le Olimpiadi Invernali

  • strategie di acquisizione clienti

L’Italia appare quindi in fase di transizione: domanda resiliente, ma capacità produttiva e industria ancora fragili.


🇫🇷 Francia: inflazione molto bassa, crescita più debole

Per la Francia il focus è soprattutto sull’inflazione, attesa stabile allo 0,8% tendenziale, un livello estremamente contenuto rispetto al resto dell’area euro.
Questo suggerisce:

  • domanda interna debole

  • minori pressioni sui prezzi

  • spazio teorico per politiche monetarie accomodanti

I PMI francesi (in uscita in mattinata) sono attesi confermare un’attività meno dinamica rispetto a Germania e Italia, rafforzando l’immagine di una crescita più fragile.


Inflazione: Germania e Francia sotto osservazione

I dati preliminari indicano:

  • Germania: inflazione armonizzata in rallentamento al +2,2% (da 2,6%)

  • Francia: stabile a +0,8%

Nel complesso, l’inflazione dell’Eurozona appare sotto controllo, elemento che rafforza l’idea di una BCE meno restrittiva nel corso del 2026, anche se il timing dei tagli resta dipendente dalla tenuta dei servizi e del mercato del lavoro.


Stati Uniti: manifattura in difficoltà, Fed prudente

Negli USA il quadro è diverso:

  • manifatturiero in contrazione per il decimo mese consecutivo

  • nuovi ordini in calo

  • costi di produzione in aumento, segnale di pressioni legate ai dazi

L’attenzione ora è tutta sui dati occupazionali:

  • Jolts e ADP nei prossimi giorni

  • payroll venerdì, fondamentali per le aspettative sulla Fed

Secondo Neel Kashkari (Fed Minneapolis), l’inflazione sta rallentando, ma cresce il rischio di un aumento improvviso della disoccupazione.
Il mercato prezza:

  • probabilità bassa di taglio a gennaio

  • 54% di chance di un taglio a marzo


Conclusione: crescita sì, ma fragile e disomogenea

👉 Eurozona: crescita ancora in atto, trainata dai servizi, ma con segnali di rallentamento.
👉 Germania: la più solida, ma senza accelerazioni.
👉 Italia: decelerazione marcata, ma domanda ancora viva.
👉 Francia: inflazione bassissima, crescita più debole.
👉 USA: manifattura sotto pressione, Fed cauta.

Il 2026 si apre quindi con un quadro di crescita moderata, forte divergenza tra settori e Paesi, e banche centrali costrette a muoversi con estrema prudenza. In questo contesto, il mercato continuerà a guardare soprattutto a servizi, inflazione e occupazione come bussola per le prossime mosse di BCE e Fed.

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