Fed, BoJ e RBA: le banche centrali restano al centro della scena
pubblicato:Warsh al debutto: il mercato cerca indicazioni sul prossimo passo della Fed

Il ritorno dell'inflazione energetica complica i piani di allentamento monetario
Se nelle ultime settimane i mercati hanno guardato soprattutto agli sviluppi geopolitici, oggi l'attenzione torna sulle banche centrali. E il messaggio che emerge è chiaro: la strada verso una politica monetaria più accomodante resta tutt'altro che scontata.
Ieri la Bank of Japan ha portato i tassi all'1%, il livello più elevato dal 1995, confermando la volontà di proseguire il percorso di normalizzazione monetaria dopo decenni di tassi vicini allo zero. La Reserve Bank of Australia, invece, ha lasciato invariato il costo del denaro al 4,35%, preferendo attendere ulteriori indicazioni sull'evoluzione dell'inflazione.
Oggi tocca alla Federal Reserve, chiamata a pronunciarsi per la prima volta sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. Il mercato si aspetta tassi invariati nel corridoio 3,50%-3,75%, ma il vero interesse sarà concentrato sulle parole del nuovo numero uno della banca centrale americana.
Warsh al debutto: il mercato cerca indicazioni sul prossimo passo della Fed
La decisione della Fed sarà comunicata alle 20:00 italiane, seguita dalla prima conferenza stampa di Warsh.
Gli investitori cercheranno di capire quale sarà il suo approccio su tre temi cruciali:
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inflazione;
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mercato del lavoro;
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crescita economica.
Secondo molti osservatori, Warsh potrebbe mantenere inizialmente una linea prudente e allineata alle posizioni già espresse dal FOMC, evitando di fornire indicazioni troppo precise sul futuro percorso dei tassi.
Tuttavia qualsiasi riferimento a pressioni disinflazionistiche non legate alla guerra o ai prezzi energetici verrebbe probabilmente interpretato come un segnale accomodante dai mercati.
Per il momento, però, il messaggio proveniente dai futures sui Fed Funds rimane piuttosto chiaro: gli operatori si attendono tassi invariati ancora per diversi mesi e attribuiscono addirittura una probabilità vicina al 43% a un rialzo di 25 punti base entro dicembre.
Si tratta di uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava molto improbabile e che testimonia quanto il mercato resti sensibile ai rischi inflazionistici.
Wall Street guarda ai chip e ai dati macro
In attesa della Fed, i futures su S&P 500 e Nasdaq si muovono in moderato rialzo grazie al recupero del comparto semiconduttori.
Il mercato continua infatti a beneficiare della narrativa legata all'intelligenza artificiale e della forte domanda che sostiene l'intero ecosistema dei chip.
Alle 14:30 italiane arriverà inoltre un altro dato importante con la pubblicazione delle vendite al dettaglio di maggio, indicatore che offrirà nuove indicazioni sulla tenuta dei consumi statunitensi e, indirettamente, sulla capacità dell'economia americana di assorbire tassi elevati ancora per un periodo prolungato.
In sintesi, il tema dominante per gli investitori sta cambiando rapidamente. Se fino a pochi giorni fa l'attenzione era concentrata esclusivamente sul conflitto in Medio Oriente, ora il focus torna sulle banche centrali. E il messaggio che arriva da Tokyo, Canberra e Washington è che la battaglia contro l'inflazione non può ancora considerarsi definitivamente vinta.
Per questo motivo la conferenza stampa di Warsh potrebbe diventare uno degli appuntamenti più importanti dell'estate per i mercati finanziari globali.