USD/JPY e Treasury decennali USA sullo stesso spartiacque

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

Il mercato aspetta il verdetto di Warsh per orientare la direzione del dollaro yen e dei rendimenti sui Treasury

USD/JPY e Treasury decennali USA sullo stesso spartiacque

Quando i rendimenti americani salgono, gli investitori trovano più conveniente detenere attività denominate in dollari rispetto a quelle in yen.

Questo tende ad attirare capitali verso gli Stati Uniti, rafforzando il dollaro e indebolendo la valuta giapponese. Di conseguenza il cambio USD/JPY sale.

Al contrario, quando i rendimenti dei Treasury scendono, il vantaggio offerto dagli asset americani si riduce, il dollaro perde parte della sua attrattiva e lo yen tende a rafforzarsi, spingendo il cambio al ribasso.

Non è quindi un caso che oggi rendimenti decennali USA e USD/JPY si trovino contemporaneamente a ridosso di importanti resistenze tecniche: entrambi stanno riflettendo la stessa domanda che il mercato si pone alla vigilia della Fed.

Se Kevin Warsh adotterà un tono più restrittivo del previsto, rendimenti e dollaro potrebbero tentare una nuova accelerazione rialzista.

Se invece emergeranno segnali più accomodanti, sia i Treasury sia il cambio potrebbero allontanarsi dai massimi recenti.

USD/JPY e Treasury decennali USA sullo stesso spartiacque: il mercato aspetta il verdetto di Warsh

Ci sono momenti in cui mercati apparentemente diversi iniziano a raccontare la stessa storia. È quello che sta accadendo oggi con il dollaro/yen e con i rendimenti dei Treasury decennali americani.

Entrambi si trovano infatti a ridosso di livelli tecnici estremamente importanti e la loro prossima direzione potrebbe fornire indicazioni decisive non solo sul mercato obbligazionario e valutario, ma anche sulle prospettive delle borse globali.

USD/JPY contro il muro dei 160-161 yen

Il cambio dollaro/yen continua a muoversi all'interno di un ampio canale rialzista che accompagna il trend dai minimi del 2024.

USD/JPY e Treasury decennali USA sullo stesso spartiacque

Dopo mesi di progressiva risalita, i prezzi sono tornati a testare la grande resistenza di area 160-161 yen, una soglia che negli ultimi mesi ha assunto una valenza quasi simbolica. Da questi livelli sono infatti partiti più volte interventi verbali e operativi delle autorità giapponesi nel tentativo di frenare l'indebolimento dello yen.

La situazione è resa ancora più interessante dalla decisione della Bank of Japan di portare ieri i tassi all'1%, il livello più alto dal 1995. Nonostante il rialzo del costo del denaro, il differenziale di rendimento con gli Stati Uniti rimane enorme e continua a sostenere il dollaro.

Dal punto di vista tecnico, una rottura convincente sopra 161 yen rappresenterebbe un segnale di forza molto importante e potrebbe aprire la strada a una nuova fase di accelerazione del biglietto verde. Al contrario, un nuovo fallimento su questi livelli potrebbe favorire una correzione verso la mediana del canale rialzista.

Anche i Treasury decennali sono arrivati sulla resistenza

Uno scenario molto simile si osserva sul mercato obbligazionario americano.

I rendimenti dei Treasury decennali hanno recentemente testato l'area 4,65%, livello che negli ultimi diciotto mesi ha più volte bloccato i tentativi di salita.

USD/JPY e Treasury decennali USA sullo stesso spartiacque

Il grafico evidenzia come questa fascia abbia assunto il ruolo di una vera e propria resistenza di lungo periodo.

Ogni volta che i rendimenti si sono avvicinati a questo livello sono emerse prese di profitto e acquisti di obbligazioni che hanno riportato i tassi verso il basso.

Anche in questo caso il mercato si trova quindi davanti a un bivio.

Sopra il 4,65% si aprirebbe uno scenario molto diverso, con il rischio di un'estensione verso il 5%, livello che coinciderebbe con il ritorno dei cosiddetti bond vigilantes, ovvero quegli investitori che chiedono rendimenti più elevati per finanziare il debito pubblico americano.

Sotto il 4,30%-4,35%, invece, aumenterebbero le probabilità di una fase di discesa dei rendimenti e di un contesto più favorevole per gli asset di rischio.

La Fed può decidere quale dei due grafici vincerà la battaglia

La coincidenza non è casuale.

Sia il dollaro/yen sia i Treasury stanno aspettando di capire quale sarà l'approccio del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh.

Se il mercato percepirà una Fed più restrittiva, i rendimenti potrebbero tentare nuovamente l'assalto alla resistenza del 4,65% e il dollaro potrebbe rompere definitivamente area 161 contro yen.

Se invece Warsh dovesse mostrare maggiore sensibilità ai rischi per la crescita o lasciar intendere che le pressioni inflazionistiche stanno diminuendo, il risultato potrebbe essere opposto: rendimenti in calo, yen più forte e condizioni finanziarie più favorevoli per azioni e asset rischiosi.

In altre parole, i due grafici stanno lanciando lo stesso messaggio: il mercato è arrivato a un punto di svolta e aspetta dalla Fed il catalizzatore per decidere la prossima grande direzione.