Ferretti, il cinese Weichai vince la battaglia degli yacht in assemblea

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
4 min

Nello scontro per il rinnovo del cda con il nuovo socio ceco KKCG, il socio con le posizioni più forti conferma la vittoria. Dimissioni a ridosso del meeting dei consiglieri Ferrari e Domenicali. KKCG aveva chiesto l'intervento del governo con il golden power

Ferretti, il cinese Weichai vince la battaglia degli yacht in assemblea

E' andata in scena oggi 14 maggio l’attesa assemblea del colosso italiano degli yacht Ferretti finito da mesi al centro di uno scontro tra i soci cinesi del fondo Weichai, che controllano il 39,5% delle quote, e lo ‘sfidante’ ceco KKCG Maritime di Karel Komarek, che di recente ha lanciato un’offerta sulla società raggiungendo il 23,2% del capitale a cui riesce ad aggiungere, per il consesso di oggi, il 5% circa in mano a Bader Nasser Al-Kharafi, l’ad della società di telecomunicazioni del Kuwait Zain Group che ha deciso di supportarlo in cambio dell’ingresso nella sua lista per il board.

Secondo le indiscrezioni in circolazione a Weichai sarebbe andata la maggioranza dei voti in assemblea: gli toccherebbe, fra l'altro, la presidenza (Tan Ning) mentre il nuovo ad Stassi Anastassov potrebbe prendere il posto dell'attuale amministratore delegato Alberto Galassi. I rumors riportano di una vittoria cinese con il 52,3% del capitale contro il 47,4% di KKCG. Prevedibili ulteriori polemiche anche alla luce dei recenti colpi di scena.

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Ferretti, le dimissioni della vigilia e la richiesta del golden power

Non sono mancate infatti le sorprese dell’ultimo minuto. Il presidente onorario e consigliere non esecutivo Piero Ferrari e il consigliere indipendente non esecutivo Stefano Domenicali hanno comunicato ieri sera le proprie dimissioni dal board della società romagnola. Ferrati ha parlato di una strategia di una fazione che ha impedito una valutazione neutrale dell’offerta e Domenicali di conflitti che contrastano con i principi di integrità e trasparenza a cui la gestione di Ferretti dovrebbe essere ispirata.

Ma le novità non si fermano qui, perché nelle ultime ore si è appreso che KKCG ha chiesto al governo italiano di esercitare il golden power per bloccare il voto all’assemblea di Ferretti: diversi soggetti legati a Weichai avrebbero avviato un rastrellamento delle azioni limitando le proprie quote però sotto la soglia rilevante del 3% del capitale oltre la quale sarebbe stata obbligatoria una comunicazione alla Consob. Le indiscrezioni parlano di Bank of China, Adtech Advanced Technologies, Wealth Strategy Holding e Yanjan International. L’avviso di sollecitazione delle deleghe di Ferretti International Holding Spa, la holding del fondo Weichai, contrappone comunque altri nomi. Ecco le liste che si sono contrapposte.

Fondo Weichai/Ferretti International Holding

KKCG/Al-Kharafi

Partecipazione: 39,5%

Partecipazione: 28,2%

Lista per il board

Lista per il board

1. Tan Ning

1. Katarína Kohlmayer

2. Patrick Sun

2. Stefano Domenicali

3. Stassi Anastassov

3. Alberto Galassi

4. Zhang Xiaomei

4. Karel Komárek

5. Federica Marchionni

5. Zuzana Prokopcová

6. Jin Zhao

6. Piero Ferrari

7. Zhu Yi

7. Jane Eleanor Bardo Townsend

8. Donatella Sciuto

8. Bader Al-Kharafi

9. Marina Berlinghieri

9. Francesca Filippini Pinto

10. Kamil Zeman

Ferretti, fatturato e ordini miliardari

Un breve ricognizione sui numeri di Ferretti può aiutare a comprendere cosa è in gioco, con una premessa però. La cronaca nazionale ha molto discusso il caso per via del nuovo attivismo degli investitori cinesi che dimostrano anche in Italia e su industrie tradizionali, come visto anche nel caso Pirelli.

In Italia Ferretti conta almeno tre sedi principali a Forlì, a Cattolica e a Ravenna, con cantieri per oltre 85 mila metri quadrati destinare a sfornare prodotti d’eccellenza della nautica da diporto mondiale.

Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi in crescita del 5% a 1,231 miliardi di euro con un ebitda adjusted da 202,8 milioni (+6,7%) e un utile netto da 90,1 milioni di euro (+2,2%). A fine periodo si registrava un portafoglio ordini di 1,715 miliardi di euro in crescita del 14,5% rispetto al settembre 2025. La PFN era positiva per 111 milioni di euro.
E' stato proposto un dividendo da 0,10 euro per azione che andrà in stacco il prossimo 16 giugno.

Sicuramente però le decisioni di oggi e i rapporti di forza nel board emersi dal meeting in queste ore condizioneranno ora la futura navigazione di questo colosso internazionale.
C’è già chi teme impatti negativi sulla gestione. Si vedrà

Intanto in queste ore a Piazza Affari il titolo Ferretti (che scambia anche a Hong Kong ma è per oltre il 90% contrattato a Milano) guadagna l'1,72% e si porta a 3,792 euro, dopo aver perso nei giorni scorsi fino al 19% dai massimi storici aggiornati a 4,388 euro appena lo scorso 29 aprile.