Fila: nei 9M 2025 ricavi pari a €460,9M, -6,6% rispetto ai 9M 2024 (-3,6% a cambi costanti)

di FTA Online News pubblicato:
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Il Consiglio di Amministrazione di F.I.L.A. – Fabbrica Italiana Lapis ed Affini S.p.A. ("F.I.L.A." o la "Società"), le cui azioni ordinarie (codice ISIN IT0004967292) sono quotate sul mercato regolamentato Euronext Milan, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., segmento Euronext STAR Milan, riunitosi in data odierna ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2025, redatti secondo i principi contabili internazionali IFRS.

Nei primi nove mesi del 2025 i Ricavi sono stati pari a €460,9M, in diminuzione del -6,6% rispetto al pari periodo del 2024, ovvero -3,6% su base organica al netto degli effetti cambio. L'effetto cambio complessivo ammonta a -€15,0M, principalmente attribuibile all'effetto della svalutazione del Dollaro Americano e del Peso Messicano. L'EBITDA Normalizzato è stato pari a €94,2M, mostrando un decremento del -9,0% rispetto ai primi nove mesi del 2024, circa -4% a cambi e tariffe costanti (di cui circa il -3% dovuto agli effetti cambio e circa il -2% dovuto agli effetti delle tariffe). Escludendo l'impatto IFRS 16, l'EBITDA Normalizzato è diminuito del -9,9% rispetto all'anno precedente. L'EBITDA Margin è rimasto sostanzialmente in linea con il 2024, attestandosi al 20,4% rispetto a 21,0% del pari periodo 2024 (escludendo l'impatto IFRS 16, il margine equivale a 18,4% vs 19,1% nel 2024). Nei primi nove mesi del 2025 l'Utile Netto Normalizzato è pari a €36,5M in calo rispetto ai €43,5M del 2024. Il Free Cash Flow to Equity Reported generato nei primi nove mesi del 2025 è pari a -€32,3M, in calo di -€32,1M rispetto al risultato di -€0,1M nel 2024, a causa della bassa stagionalità del business, gli effetti delle tariffe e la riorganizzazione della Cina. Confrontando il Free Cash Flow to Equity dei nove mesi 2025 rispetto al 2024, emerge una variazione del capitale circolante netto negativa di €72,2M ed investimenti netti pari a €12,0M. Il Flusso di Cassa Operativo è di €10,0M. Al 30 settembre 2025, il Debito Bancario Netto è pari a -€202,9M, in riduzione di €63,1M rispetto a -€266,1M di fine settembre 2024. Il risultato include €42,0M di dividendi, oltre che l'effetto dell'incasso netto relativo alla vendita della partecipazione pari al 4,57% di DOMS di €80,7M nel dicembre 2024 e la significativa generazione di cassa. L'Indebitamento Finanziario Netto, che riflette le medesime dinamiche del Debito Bancario Netto, è pari a €199,1M, che si confronta con €261,6M al 30 settembre 2024. La Posizione Finanziaria Netta includendo l'effetto IFRS 16 e del Mark to Market Hedging al 30 settembre 2025 è pari a €254,6M, in calo rispetto a €321,6M di settembre 2024.

Massimo Candela, CEO di F.I.L.A. ha commentato: "I risultati relativi ai primi nove mesi dell'anno sono stati segnati da sfide significative ma anche da segnali di resilienza. Nonostante il contesto macroeconomico complesso, principalmente caratterizzato dall'incertezza legata all'aumento delle tariffe negli Stati Uniti e dal taglio dei fondi governativi destinati alle scuole negli USA e nel Regno Unito, abbiamo osservato un miglioramento progressivo nel terzo trimestre rispetto al secondo, segno di un trend di stabilizzazione e di una ripresa graduale. In Nord America, dopo il forte calo nei mesi di aprile e maggio, abbiamo assistito a buoni dati di sell out. L'Europa è tornata a crescere nel terzo trimestre guidata dalle performance positive in Francia, Spagna e in Turchia. Il Centro-Sud America ha invece risentito del calo registrato in Messico a causa della maggiore concorrenza di prodotti importati illegalmente, attualmente oggetto di ulteriori restrizioni da parte delle autorità messicane. Benché i ricavi siano calati, i margini operativi si sono mantenuti sostanzialmente stabili rispetto al 2024 grazie all' impegno continuo nel migliorare l'efficienza operativa e alla riorganizzazione del nostro footprint produttivo. L'indebitamento bancario netto si è attestato a €202,9M a fine settembre 2025, in deciso miglioramento rispetto a fine settembre 2024, grazie alla cessione della partecipazione in DOMS e alla capacità di generare cassa nel corso del periodo. Per il 2025 ci aspettiamo un Free Cash Flow to Equity nell'intorno dei €40M, data la continua instabilità macroeconomica legata a valute/dazi e la riduzione dei fondi governativi per le scuole, in particolare negli Stati Uniti. Nel 2026, la riduzione di incertezza macroeconomica e la definizione di politiche tariffarie più chiare ci rendono fiduciosi nel recupero di fatturato e marginalità. Confermiamo la nostra strategia di consolidamento della leadership di settore e di valorizzazione delle prospettive di lungo termine. In tale ottica, la recente acquisizione di Seven rappresenta un passo strategico fondamentale per il rafforzamento e l'ampliamento del Gruppo, aprendo nuove opportunità di crescita."

Evoluzione prevedibile della gestione e prospettive per l'esercizio in corso
Si conferma che l'intero esercizio 2025 sarà influenzato da un contesto macroeconomico complesso di ridotta visibilità e forte incertezza, a causa del permanere delle tensioni geopolitiche, con particolare riferimento alle politiche tariffarie da parte del Governo degli Stati Uniti che ha causato una fase di parziale attesa della filiera distributiva con rallentamento dei consumi. Come già evidenziato nel corso dell'ultimo trimestre e grazie all'intervento posto in essere dalle autorità competenti messicane, il Gruppo F.I.L.A. prospetta un miglioramento della situazione relativa alla concorrenza derivante dall'importazione illegale di prodotti in Messico. I prossimi mesi continueranno a vedere coinvolto il Gruppo F.I.L.A. nella prosecuzione del progetto di efficientamento organizzativo, a supporto della riduzione dei costi e in attività di ottimizzazione operativa nonché di processo. In prospettiva, le nuove politiche commerciali in Nord America, potrebbero rappresentare un fattore favorevole grazie all'elevata diversificazione geografica del footprint produttivo di F.I.L.A. ed alla minore competizione sul mercato americano delle private label, i cui prodotti sono prevalentemente realizzati in paesi fortemente colpiti dai dazi. Nel medio termine, la riduzione dell'instabilità macroeconomica con la definizione più chiara delle politiche tariffarie rendono la Società fiduciosa nel recupero del fatturato e della marginalità.

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