Giornata nera sui mercati: spread in rialzo e FTSE MIB sotto la media a 200 giorni

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Il rendimento del Btp decennale sale al 4,66%, mentre l’Oat francese supera il 5,10% e il differenziale con il Bund raggiunge 173 punti base

Giornata nera sui mercati: spread in rialzo e FTSE MIB sotto la media a 200 giorni
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Giornata pesante per i mercati europei

Piazza Affari arriva a perdere circa il 2%, facendo peggio di Parigi, Francoforte e Madrid, mentre tornano ad ampliarsi gli spread e prosegue la corsa delle quotazioni energetiche.

Il differenziale tra Btp e Bund ha raggiunto i 127 punti base, massimo dall’inizio di ottobre, prima di ripiegare marginalmente verso 125.

Il rendimento del decennale italiano è salito fino al 4,66%, segnalando un nuovo aumento del premio richiesto dagli investitori per finanziare il debito pubblico.

La situazione francese appare ancora più critica: il rendimento dell’Oat decennale ha superato il 5,10%, mentre lo spread con il Bund è salito oltre 173 punti base.

Il fatto che la Francia paghi ormai rendimenti superiori all’Italia modifica la tradizionale geografia del rischio sovrano europeo, ma non mette Roma al riparo dal contagio.

Petrolio e gas riaccendono l’inflazione

Alla tensione sul debito si aggiunge quella energetica. Il Brent supera 112 dollari al barile, mentre il Wti torna a puntare quota 100 dollari. Il gas europeo avanza del 2% circa, avvicinandosi a 90 euro per megawattora.

Il rialzo dell’energia colpisce contemporaneamente più fronti:

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    alimenta le aspettative d’inflazione;

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    riduce il reddito disponibile delle famiglie;

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    aumenta i costi delle imprese;

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    rende più difficile un allentamento della politica monetaria;

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    peggiora le prospettive di crescita e i conti pubblici dei Paesi importatori.

È questa combinazione, più della semplice variazione dello spread, a preoccupare i mercati.

Un rendimento del Btp al 4,66% aumenta gradualmente il costo di rifinanziamento del debito italiano e rende più onerose eventuali misure pubbliche destinate a compensare il caro energia.

Il Btp future completa il testa e spalle ribassista

Il grafico del Btp future dicembre 2026 conferma il deterioramento. Il contratto tratta intorno a 110,40, sotto la neckline del grande testa e spalle ribassista sviluppato tra la fine del 2024 e il 2026.

La figura è caratterizzata da:

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    una prima spalla nell’area 118,5-119;

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    una testa poco sotto 121;

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    una seconda spalla nuovamente intorno a 118,5;

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    una neckline crescente passante nell’area 113,5-114.

La rottura della neckline ha completato la configurazione ribassista. Inoltre, le medie esponenziali a 100 e 200 giorni risultano inclinate verso il basso e incrociate negativamente, confermando un trend ormai deteriorato.

Il future sta tentando di stabilizzarsi intorno al 38,2% di ritracciamento, in area 110,50-110,70. La sua violazione esporrebbe il contratto a una discesa verso:

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    109,70-109,90, corrispondente al 50%;

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    108,80-109, area del 61,8%;

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    106 punti, obiettivo teorico del testa e spalle.

Poiché prezzo e rendimento obbligazionario si muovono in direzione opposta, una discesa del future verso questi livelli implicherebbe un’ulteriore crescita del rendimento del Btp.

Per neutralizzare il segnale negativo servirebbe invece un recupero almeno sopra 111,80-112, mentre soltanto il ritorno sopra la neckline, in area 113,5-114, metterebbe realmente in discussione la figura ribassista.

FTSE MIB future sotto il doppio supporto

Il deterioramento del mercato obbligazionario si riflette direttamente sul FTSE MIB, particolarmente sensibile all’andamento dei titoli di Stato per il peso elevato di banche, assicurazioni e società finanziarie.

Il future dicembre 2026 scende in area 48.500 punti, cancellando il recupero di mercoledì e tornando sotto due riferimenti fondamentali:

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    il 38,2% di ritracciamento del rialzo partito dai minimi di marzo;

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    la media mobile esponenziale a 200 giorni, transitante intorno a 49.000-49.100 punti.

Il recupero della seduta precedente si è quindi arrestato proprio contro la resistenza formata dal massimo di lunedì a 49.445 e dalla media esponenziale a 10 giorni.

La nuova flessione rende il rimbalzo sempre più simile a un semplice pullback verso le resistenze violate.

Una chiusura confermata sotto 48.900-49.100 punti aumenterebbe sensibilmente il rischio di una prosecuzione verso il 50% di ritracciamento, collocato intorno a 47.500 punti.

Nella stessa zona transita anche la base del canale rialzista di lungo periodo, attualmente stimabile tra 47.500 e 47.700 punti.

Questa convergenza rende l’area un sostegno particolarmente importante. Una sua violazione trasformerebbe la correzione in una fase ribassista più strutturata, con successivi obiettivi verso 46.000 punti, in prossimità del 61,8% di ritracciamento.

Banche nuovamente sotto pressione

L’aumento dei rendimenti non rappresenta automaticamente una buona notizia per le banche. Un incremento graduale dei tassi può sostenere il margine d’interesse, ma un movimento rapido e accompagnato dall’ampliamento degli spread produce effetti opposti:

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    riduce il valore dei titoli di Stato detenuti in portafoglio;

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    aumenta il costo della raccolta;

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    peggiora la qualità prospettica del credito;

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    frena la domanda di finanziamenti;

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    aumenta la correlazione tra rischio bancario e rischio sovrano.

In figura l'etn 3BAL (banche eurostoxx leva 3) che accelera al ribasso dopo la violazione dei supporti

Il mercato sta quindi tornando a prezzare il pericolo del cosiddetto doom loop, il legame tra debito pubblico e bilanci bancari.

La tensione francese aggrava il quadro perché dimostra che il problema non riguarda più soltanto i Paesi tradizionalmente considerati periferici.

Cosa serve per evitare un’ulteriore discesa

Per ridurre il rischio immediato, il future FTSE MIB dovrebbe recuperare rapidamente 49.000-49.100 punti e successivamente superare 49.445-49.500.

Soltanto sopra quest’ultima fascia il movimento ribassista perderebbe parte della pressione accumulata.

Finché il mercato resterà sotto la media a 200 giorni, prevarrà invece un’impostazione prudente.

Il vero spartiacque inferiore si trova ora a 47.500-47.700 punti: la sua tenuta conserverebbe la possibilità che il movimento resti una correzione all’interno del trend rialzista di lungo periodo; la rottura aprirebbe una fase tecnica decisamente più difficile.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.