Femminicidio di Pamela Genini, spunta la telefonata di Francesco Dolci al 112: "Fate attenzione, gira armato"

di Luca Mastinu pubblicato:
6 min

Al 112 Francesco Dolci indicò la pericolosità di Gianluca Soncin e chiese alla polizia di citofonare ai vicini di Pamela Genini. All'arrivo degli agenti, purtroppo, la 29enne era già stata uccisa con 77 coltellate

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Il 14 ottobre 2025 Francesco Dolci chiamò il 112 dopo aver ricevuto la richiesta d'aiuto di Pamela Genini, terrorizzata dall'arrivo di Gianluca Soncin nella sua abitazione di via Iglesias, a Milano. L'audio di quella telefonata non è mai stato trasmesso dai media. Mercoledì 21 ottobre, per la prima volta, Dentro la Notizia ha mandato in onda la conversazione tra l'impresario di Sant'Omobono Terme (Bergamo) e gli operatori. L'uomo li invitava ad usare tutte le cautele e la premura necessarie: "Fate attenzione, lui gira armato".

La telefonata di Francesco Dolci al 112

Come anticipato, nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre Dentro La Notizia ha mandato in onda in esclusiva l'audio originale della telefonata che Francesco Dolci fece al 112, il giorno in cui si consumò il drammatico femminicidio di Pamela Genini.

Erano le 21:40. Pamela Genini, via WhatsApp, comunicò a Dolci il suo timore per l'arrivo di Gianluca Soncin. La relazione tra la modella 29enne e il fidanzato si era interrotta, ma Soncin non voleva rassegnarsi. Quindi, con una copia delle chiavi dell'appartamento della ragazza, si presentò in via Iglesias impugnando un coltello.

"Chiama la polizia", scrisse Pamela a Francesco, e quest'ultimo compose il 112 mentre partiva a tutta velocità da Sant'Omobono Terme. Di seguito la trascrizione dell'audio della telefonata di Dolci (D) al 112 (O):

D: Buonasera, praticamente ero al telefono con una ragazza che conosco, una mia ex conoscente, e ha litigato con il suo compagno.
O: La ragazza con cui lei è al telefono ha litigato col fidanzato?
D: Il soggetto però è già stato in galera.
O: Vabbè, ma in sostanza deve fare una segnalazione alle forze dell'ordine?
D: Sì, sì.
O: Nei confronti di questa persona?
D: Gli è entrato in casa!
O: Eh, ma mi deve dire dov'è! Dov'è?
D: Ha gridato 'aiuto'.
O: Signore, dov'è? In che Comune?
D: Milano.
O: Milano, via?
D: Iglesias 33.
O: Allora, via privata, Iglesias. Che piano?
D: Secondo piano, interno 11.
O: Interno 11. Cognome al citofono?
D: Non c'è cognome, c'è 'Interno 11'.
O: Le passo le forze dell'ordine, lei è il signor?
D: Dolci Francesco.

Poi la telefonata passò alla polizia (P).

P: Pronto?
D: Sì, mi sente?
P: Sì, abbiamo parlato prima al telefono. Guardi, io ho provato a contattare la sua ex fidanzata, ma non risponde.
D: Non risponde, ha paura. Mi ha scritto tanti messaggi.
P: Mi ascolti un attimo, noi stiamo andando. Se mi dà solo la conferma: secondo piano, interno 11, senza citofono?
D: Non ha citofono, non ha citofono. Però le spiego: la stessa mi ha chiesto di suonare ad altri vicini perché ha paura!
P: Quindi il fidanzato è in casa con lei?
D: Sì, però il soggetto lì... fate attenzione, fate attenzione perché spesso gira armato.

Pamela Genini fu uccisa con 77 coltellate all'interno del suo appartamento. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza inquadrarono Soncin mentre arrivava dalla strada e infilava le scale di ingresso della palazzina. L'uomo aveva già il coltello stretto in una mano.

Le altre telefonate alla polizia e la morte di Pamela Genini

Ospite in studio, Francesco Dolci ha detto che l'audio trasmesso durante il servizio sarebbe stato il primo di tanti. In quel momento, ha raccontato, non aveva ancora consapevolezza che si stava consumando una tragedia, la più irreversibile.

Quando Dolci è arrivato in via Iglesias 33, dopo aver "fatto il giro della montagna perché c'erano dei lavori", un poliziotto gli ha detto che "c'era una persona ferita" e lui avrebbe consigliato agli agenti di cercare l'auto di Soncin perché "avrà avuto altre armi in macchina". Con il pretesto di ispezionare l'auto dell'assassino, Dolci fu allontanato e in quel momento arrivò l'ambulanza. "Cominciai a prendere a pugni l'ambulanza, credevo che lei fosse ferita. Gridavo: 'Pamela! Pamela!'".

Quando sul posto arrivarono gli uomini della scientifica e il pm, Dolci si insospettì e per un attimo si convinse che Soncin si fosse suicidato "nella sua follia". Poi gli consegnarono Bianca, la cagnolina della 29enne: "Mi dissero: 'Pamela è morta'". Al termine di questo racconto, Dolci è scoppiato a piangere.

Il femminicidio e la profanazione della tomba

Come anticipato, Pamela Genini fu uccisa il 14 ottobre 2025 nel suo appartamento di via Iglesias 33, a Milano, dall'ex fidanzato Gianluca Soncin che non accettava la fine della relazione. L'uomo, che nel frattempo era riuscito a procurarsi una copia delle chiavi della casa, entrò nell'abitazione mentre all'interno era presente la 29enne.

I vicini la sentirono chiedere aiuto mentre Soncin la colpiva con 77 fendenti. Il processo a carico dell'indagato non si è ancora concluso. Il 5 ottobre, prima delle audizioni dei testimoni, l'imputato ha reso spontanee dichiarazioni:

In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela. Da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate. So che il perdono non si può pretendere.

E ancora:

Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori. Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità.

Già nel 2024, come riporta un referto medico a noi noto, Pamela Genini segnalò al pronto soccorso le violenze dell'ex fidanzato. Era il 4 settembre. Alle 10:33 fu accettata dal triage del pronto soccorso di Seriate (Bergamo) con "priorità 2: urgenza", lamentando un dolore alla mano. L'operatrice, ascoltata la sua storia, le chiese: "Crede che lui possa ammazzarla?". Pamela rispose di sì. Dopo il colloquio, nel referto scrissero: "La risposta positiva a 3 delle 5 domande è segno di elevato rischio di reiterazione della violenza e richiede l’attivazione della protezione". Protezione che, infine, non fu attivata.

Nel frattempo, però, la morte di Pamela Genini non è stato l'unico strazio della vicenda. La sua tomba deposta al cimitero di Strozza (Bergamo) è stata profanata: mani ancora ignote hanno estratto la bara, l'hanno aperta e hanno tagliato via la testa della salma. L'unico indagato con l'ipotesi di vilipendio di cadavere è Francesco Dolci, che respinge le accuse.

Dolci, piuttosto, sostiene che dietro la profanazione della tomba di Pamela Genini vi sia un'organizzazione criminale in cui la ragazza sarebbe stata coinvolta come "pedina inconsapevole", e di cui faceva parte anche Gianluca Soncin. La stessa organizzazione avrebbe armato la mano dell'ex fidanzato, in quanto la ragazza - sempre secondo Dolci - avrebbe voluto abbandonare quel presunto giro di riciclaggio di denaro e vivere una vita normale e senza ombre. Le indagini sulla profanazione sono ancora in corso.

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.