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FTSE Mib in forte calo (-3%). Cosa può accadere ora

di Alessandro Chinipubblicato:

Nell'ultima seduta prima delle elezioni politiche di domenica 25 settembre Piazza Affari accusa un pesantissimo ribasso (-3%)

Nell'ultima seduta prima delle elezioni politiche di domenica 25 settembre Piazza Affari accusa un pesantissimo ribasso. D'altronde era tutta la settimana che il FTSE Mib, che questa mattina arretra di 3 punti percentuale, si muoveva con il passo del gambero, allontanandosi dalla media mobile esponenziale a 100 sedute, ora a 22600 circa, che ne aveva respinto l'assalto settimana scorsa in area 22700.

E le cose non vanno meglio se guardiamo all'andamento degli altri principali indici mondiali. Il Dax ha violato i minimi annuali toccato a luglio in area 12390, l'S&P 500 ha rotto il supporto in area 3900 accelerando al ribasso fino sui 3750 punti circa, mettendo a segno una performance negativa superiore ai 12 punti percentuali nell'ultimo mese circa ed oggi potrebbe incrementarla.

Cosa attendersi nelle prossime settimane dal FTSE Mib?

Guardando i grafici non emergono cose particolarmente positive, anzi, l'indice ha violato nelle ultime ore la linea che saliva dai bottom di luglio, riferimento a 21400 circa e se il breakout dovesse essere ribadito in chiusura di seduta e dunque di ottava il segnale non anticiperebbe niente di buono. Resta il supporto a 21200 a dover fronteggiare il ribasso nel tentativo di frenarlo congelando almeno temporaneamente i ribassisti. Impresa ardua soprattutto se le altre borse di riferimento, ovvero Dax e S&P 500, dovessero proseguire la loro corsa al ribasso.

E dunque il rischio di rivedere i bottom annuali di giugno in area 20400 torna a farsi concreto, nonostante la composizione del principale paniere di Piazza Affari goda della presenza di un importante (in termini soprattutto di peso sul totale) drappello di titoli bancari, che grazie al recente rimbalzo sono riusciti a limitare le perdite di tutto il listino. Se i venti della recessione dovessero iniziare a soffiare con maggior forza, tuttavia, anche la borsa domestica rischierebbe di pagarne le conseguenze in maniera concreta ed allora gli obiettivi andrebbero ricercati ben più in basso di quelli a 20400.

FTSE Mib, i 3 gap-up che preoccupano

Prendendo in considerazione il rialzo disegnato dai bottom del 2020 si vede chiaramente come siano almeno tre i gap lasciati aperti dall'indice durante il rally partito dall'autunno 2020: il più vicino è quello del 9 novembre a 19822 punti, il secondo pochi giorni prima a 19394 ed il terzo il 3 novembre a 17808.

Ce ne sarebbe poi un quarto a 17595 che però i prezzi avevano quasi coperto per intero con i minimi del 29 ottobre 2020 a 17636. Va da sè che già la chiusura dei primi 3 gap rappresenterebbe un duro colpo per il mercato ed implicherebbe un ulteriore crollo del 15% dai livelli attuali (area 21100), in un contesto già negativo per il 20% circa da inizio anno.

Andrà dunque valutato il comportamento dei prezzi attorno a 21200 e più in basso a 20400, se i due sostegni dovessero cedere allora lo scenario della copertura dei 3 gap si farebbe davvero probabile. Verso l'alto invece solo il superamento dei massimi di agosto a 23153 restituirebbe fiducia e serenità all'indice proiettando target in area 25000, sebbene con diversi step intermedi.

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