Garlasco, Chiara Poggi ha lottato contro il suo assassino: la nuova indiscrezione sulla consulenza Cattaneo

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Le ecchimosi sul corpo di Chiara Poggi dimostrerebbero che la vittima lottò attivamente contro il suo aggressore

Garlasco, Chiara Poggi ha lottato contro il suo assassino: la nuova indiscrezione sulla consulenza Cattaneo
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Chiara Poggi avrebbe tentato una disperata resistenza nei confronti del suo assassino, mentre veniva uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco, il 13 agosto 2007. A riportare questa sfumatura è stato il Tg1 nella serata di sabato 21 marzo, citando una nuova indiscrezione dalla consulenta depositata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo che, ricordiamo rimane ancora secretata. Per molti il contenuto di quel documento potrebbe rappresentare la chiave di lettura definitiva sul delitto, ma secondo l'avvocato Gian Luigi Tizzoni non si tratterebbe di novità.

Chiara Poggi lottò contro l'assassino?

Quella di Chiara Poggi non sarebbe stata soltanto una difesa all'aggressione: la 26enne, infatti, avrebbe proprio lottato contro il suo assassino, respingendolo con tutte le forze che aveva. Lo dimostrerebbero le ecchimosi, i lividi e le abrasioni che il corpo presentava su braccia e gambe, segni evidenti di una vera e propria colluttazione.

La 26enne, dunque, non agì soltanto con una resistenza passiva: al contrario tentò di respingere l'assassino. Tutto ciò è stato riportato dal Tg1 nella serata di sabato 21 marzo, citando nuove indiscrezioni sulla consulenza depositata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo e ancora secretata.

Le nuove indiscrezioni dalla consulenza Cattaneo

Come ricorda Il Giorno, questa consulenza è nata per chiarire tre punti fondamentali: l'orario della morte, individuare l'arma del delitto e definire la dinamica dell'aggressione. E a proposito di quest'ultima, il Tg1 ha aggiunto nuovi dettagli.

Ad esempio, l'aggressione si sarebbe consumata in più fasi. Una prima sarebbe avvenuta tra l'ingresso e il disimpegno che conduce alla tavernetta, come testimoniano le macchie di sangue fotografate sulla scena del crimine.

La seconda, quella mortale, sarebbe giunta al culmine in prossimità della porta a soffietto, dalla quale l'assassino avrebbe lasciato scivolare il corpo di Chiara Poggi. Un ultimo dettaglio inquietante riguarda l'epilogo dell'escalation: il killer avrebbe indugiato sulla porta a soffietto per osservare il corpo inanimato e insanguinato di Chiara.

La reazione dell'avvocato Gian Luigi Tizzoni

Niente di nuovo dal fronte Garlasco, secondo l'avvocato Tizzoni che difende la famiglia Poggi. Intervistato da La Provincia Pavese, il legale ha contestato le modalità con cui si trovano "scoop su indagini che dovrebbero essere segrete", ma soprattutto di come ci si sorprenda delle verità emerse dopo il servizio del Tg1.

Quanto riportato dal notiziario di mamma Rai, infatti, "non stimola alcun interesse". Riportiamo il suo intervento integrale:

Per chi crede agli scoop su indagini che dovrebbero essere segrete e non vuole confrontarsi con quanto già stabilito nel contraddittorio delle parti dalle perizie (non consulenze tecniche di parte) del 2009 e 2014, quelle del Tg1 sono notizie che sembrano poter essere interessanti, per chi conosce gli atti pubblici del processo Stasi e conosce le regole sul giudizio di revisione quanto detto dal Tg1 non stimola alcun interesse.

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