Icop: nessun ulteriore rilancio su Trevi
pubblicato:ICOP S.p.A. Società Benefit (“ICOP” o “Società”), con riferimento all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria (“Offerta”) promossa da ICOP, ai sensi degli artt. 102 e 106, comma 4 del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, come successivamente modificato (“TUF”), avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Trevi – Finanziaria Industriale S.p.A. (“Trevi”) quotate su Euronext Milan, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. (codice ISIN IT0005709909), rende noto – anche ai fini dell’art. 44, comma 4, del Regolamento adottato con delibera CONSOB n. 11971 del 14 maggio 1999 – che non intende procedere con un rilancio e/o incremento del corrispettivo relativo all’Offerta e che le condizioni di efficacia dell’Offerta, ivi inclusa la Condizione Soglia, non saranno oggetto di rinuncia né di ulteriore modifica. Tale decisione è stata assunta per fornire immediata certezza al mercato e trasparenza ai propri azionisti, coerentemente con la prassi di massima chiarezza informativa sempre seguita durante l'intera operazione. Quando ICOP ha annunciato l’Offerta, il 28 giugno 2026, non erano state presentate altre proposte e il titolo Trevi quotava 3,467 euro. Un mese dopo è stata annunciata l’offerta concorrente, a 4,50 euro per azione in contanti. Il prezzo, confermato dall’offerente concorrente il 2 ottobre 2026, è stato poi adeguato, tre giorni più tardi, a 5,165 euro per azione: lo stesso valore indicato da ICOP per la propria Offerta in azioni con la rimodulazione del 25 settembre 2026. Grazie a tale rimodulazione, il corrispettivo oggi riconosciuto agli azionisti Trevi è quindi superiore del 49% rispetto al prezzo precedente l’annuncio dell’offerta ICOP e del 14,8% rispetto al prezzo iniziale dell’offerta concorrente. ICOP ribadisce la validità della propria proposta industriale e della scelta di un’offerta in azioni, struttura che avrebbe consentito agli azionisti Trevi di partecipare ai benefici dell’integrazione senza generare nuovo indebitamento, né in capo all’offerente né alla società oggetto dell’Offerta. In coerenza con la proposta formulata nell’ambito dell’Offerta, ICOP non ha effettuato acquisto azioni Trevi al di fuori dell’Offerta. Trevi resta un’opportunità industriale importante, ma nelle condizioni attuali, ICOP ritiene un ulteriore rilancio economicamente non giustificato e non coerente con la propria disciplina finanziaria. Il mantenimento di una leva finanziaria contenuta è da sempre parte della strategia di ICOP e consente di cogliere con rapidità opportunità di acquisizione accrescitive e coerenti con il proprio posizionamento industriale. In tale contesto si precisa che l’aumento di capitale, sottoposto all’approvazione dell’Assemblea straordinaria degli azionisti che si terrà il 13 novembre 2026 (per maggiori informazioni si rinvia al comunicato stampa del 12 ottobre 2026 e alla documentazione assembleare messa a disposizione degli azionisti sul sito www.icop.it, nella sezione Investor Relations/Assemblee), è esclusivamente a servizio dell’Offerta. Pertanto, in caso di mancato perfezionamento dell’Offerta, non saranno emesse nuove azioni e non si verificherà alcuna diluizione per gli azionisti di ICOP. Il Gruppo non ha necessità di capitale, genera cassa e mantiene una leva contenuta. Con l’occasione si ricorda che restano invariati gli obiettivi del Piano Industriale 2026–2029, definiti sul perimetro attuale del Gruppo e senza considerare alcun contributo dall’operazione Trevi. Per il 2029 ICOP prevede ricavi tra 900 e 950 milioni di euro ed EBITDA rettificato tra 170 e 190 milioni di euro. Il Gruppo punta a crescere nei mercati maturi e nelle nicchie specialistiche, in cui le competenze ingegneristiche, la tecnologia e l'affidabilità esecutiva rappresentano i principali fattori competitivi. Le priorità restano il consolidamento della presenza in Europa e negli Stati Uniti, senza escludere altri mercati con caratteristiche analoghe. Lo sviluppo continuerà a concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto – tecnologie trenchless, microtunneling, ingegneria e tecnologia proprietaria – e sull’aggregazione di imprese specialistiche dell’ingegneria del sottosuolo. Piero Petrucco, Amministratore Delegato di ICOP, ha dichiarato: “Abbiamo sempre detto che Trevi sarebbe stata un acceleratore dei nostri piani, non una condizione, e che il prezzo non può essere tale da inficiare il senso dell’investimento. ICOP è nata nel 1920, in azienda lavora la quarta generazione: chi ragiona per generazioni non può permettersi di sprecare valore per vincere una partita. Con Trevi accelereremmo la costruzione di un campione globale dell’ingegneria del sottosuolo; senza Trevi ci arriveremo comunque”.
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