Incentivi, credito d'imposta dell'8% per incubatori e acceleratori certificati - Mimit

di FTA Online News pubblicato:
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Invio domande dal 30 marzo.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha adottato il decreto che stabilisce le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso al contributo sotto forma di credito d'imposta riservato agli incubatori e agli acceleratori certificati che investono nel capitale di startup innovative in forma diretta, o, per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o di altre società che investono prevalentemente in startup innovative, in forma indiretta.
Le risorse stanziate per il provvedimento, previsto dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, sono pari a 1,8 milioni di euro all'anno.
I soggetti interessati potranno inviare istanza dal 30 marzo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, all'indirizzo PEC creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it, compilando l'apposito modulo elettronico.
L'obiettivo dell'agevolazione è incentivare il sistema nazionale dell'innovazione e sostenere gli investimenti degli incubatori e acceleratori certificati nel capitale sociale di startup innovative, attraverso un credito d'imposta pari all'8% dell'investimento agevolabile.L'importo massimo dell'investimento agevolabile è fissato a 500mila euro per ciascun periodo d'imposta. Inoltre, gli investimenti dovranno essere mantenuti per almeno tre anni.Il credito sarà concesso nel rispetto del regime de minimis (massimo 300mila euro in tre anni) e utilizzabile in compensazione a partire dal periodo d'imposta in cui è riconosciuto.
L'agevolazione potrà essere utilizzata esclusivamente in compensazione nel modello F24 attraverso i canali telematici dell'Agenzia delle Entrate, non sarà rimborsabile e non potrà essere ceduta o trasferita a terzi.
Per accedere all'incentivo, i richiedenti devono essere regolarmente attivi e iscritti al Registro delle Imprese. Sono esclusi dal beneficio le imprese in difficoltà, in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria; i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea; coloro che sono destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e che si trovano in condizioni ostative alla concessione di agevolazioni pubbliche.

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