Intel +25% in pre-market dopo i risultati
pubblicato:Anche in pre-market il gigante dei chip Intel conferma le indicazioni brillanti dell'after-hours dopo i risultati del primo trimestre (https://www.ftaonline.com/intel-vola-a-wall-street-e-punta-ai-massimi-dell-agosto-2000.html): il titolo segna in fase di pre-mercato un balzo del 25,13% a 83,54 dollari, se le indicazioni fossero confermate, potrebbe trattarsi di record storici, superiori anche ai lontani top del 2000.
Intel ha chiuso il primo quarto del 2026 con ricavi in crescita da 12,66 a 13,57 miliardi e con un utile lordo di 5,34 mld (vs. $ 4,67 mld), ma segna una perdita netta, tutto compreso, di 3,728 miliardi di dollari a fronte di un rosso di 821 milioni nel primo trimestre del 2026.
Se però si considerano i dati non-GAAP rettificati per poste di peso come oneri di ristrutturazione da oltre 4 miliardi perdite per mark-to-market da oltre un miliardo e altre voci si passa da un utile di 580 milioni a uno di 1,485 miliardi di dollari, ossia da $ 0,13 a $ 0,29 un multiplo elevatissimo dei $ 0,01 del consensus raccolto da S&P Global Market Intelligence.
Per il secondo trimestre Intel stima ricavi da 13,8-14,8 miliardi (consensus 13,06 mld), con un gross margin non GAAP del 39% e un eps adj. di $ 0,20 a fronte di un consensus fermo a $ 0,08.
Sul mercato circola con crescente insistenza l'idea che si sia ormai entrati in una nuova fase in cui le CPU 'tradizionali' come quelle di Intel possano essere la nuova frontiera dello sviluppo dell'intelligenza artificiale e vivere quindi una primavera dei valori simile a quella vista da Nvidia.
GD - www.ftaonline.com