Intesa su MPS, nuovi dettagli sull’offerta in vista dell’assemblea chiave di giovedì
pubblicato:Oggi le banche europee soffrono il sentiment sfavorevole dei mercati, ma intanto emergono nuovi particolari sull’offerta per la banca senese che il 10 settembre sarà al vaglio degli azionisti di Intesa

Anche stamane il settore del credito trasmette il nervosismo degli operatori ai listini azionari. Crescono gli allarmi su Hormuz e il petrolio, con le quotazioni del Brent, che si portano a 98,75 dollari al barile (+1,8%).
Lo sguardo vola subito al prossimo 10 settembre, dopodomani, quando la BCE si riunirà e le previsioni sono quasi unanimi per un rialzo di un quarto di punto dei tassi sui depositi al 2,50% In questo contesto sfidante prevale un pessimismo sui mercati e sul settore bancario.
Banche in rosso, male anche Unicredit
Il Ftse Italia Banche segna oggi una flessione dello 0,67% riducendo parte delle perdite delle prime ore di negoziazione. L’Euro STOXX Banks perde lo 0,84%: come spesso accade le banche europee si muovono all’unisono. Il Banco Santander cede lo 0,47% e il BBVA lo 0,71 per cento.
A Piazza Affari si notano le performance di Unicredit, che cede lo 0,83%, nonostante la buona notizia del via libera della BCE sul Danish Compromise: la possibilità di contabilizzare le partecipazioni assicurative in maniera più favorevole dovrebbe apportare al coefficiente di patrimonializzazione CET1 ratio un importante beneficio di circa 52 punti base.
Intesa su MPS, ai prezzi di oggi l'offerta è a premio
Intesa Sanpaolo in questo momento cede lo 0,49% e si riporta a 6,701 euro, mentre Banca MPS passa in territorio positivo con un +0,16% a 11,626 euro.
Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina ha annunciato un’offerta sulla banca senese che mette sul piatto 1,6 azioni di Intesa e 1 euro in contanti per ogni azione di MPS apportata.
Alle quotazioni di queste ore significa ancora valutare 11,72 euro circa ogni titolo della banca guidata dall’ad Luigi Lovaglio e quindi c’è un premio implicito nella proposta dello 0,82% circa e Rocca Salimbeni viene valorizzata in tutto 35,61 miliardi di euro.
Le valutazioni da fare su questa complessa operazione o sulla sua alternativa (l’offerta di MPS per Banca Generali e Banco BPM) vanno ben al di là dei meri concambi dei titoli e chiamano in causa assetti industriali e piani di sviluppo.
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Intesa, in arrivo l'assemblea chiave degli azionisti per il via libera all'offerta
Questa settimana comunque la stessa Intesa segnerà una tappa fondamentale del suo percorso verso Siena: proprio dopodomani 10 settembre è infatti convocata l’assemblea straordinaria dell’istituto chiamata ad approvare l’aumento di capitale al servizio dell’offerta di MPS.
L’ordine del giorno prevede l’emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni, un buffer ampio – come spesso accade in questi casi – considerato che il comunicato iniziale dell’offerta di Intesa su MPS prevede l’emissione fino a 4,85 miliardi di azioni di Intesa a copertura delle adesioni potenziali.
È prevista un’ampia partecipazione al consesso e le domande e risposte scambiate con gli azionisti di Intesa in vista dell’incontro hanno ancora una volta fornito indicazioni e chiarimenti preziosi per l’ampia platea degli stakeholder.
Intesa su MPS, conferme e nuovi dettagli
Il gruppo per esempio ha ribadito l’attenzione a uno dei passaggi più delicati del piano, quello della cessione di 635 sportelli a Unipol (che li darà poi alla partecipata Bper ricreando il Monte dei Paschi). Intesa ha sottolineato che il perimetro delle filiali è stato scelto con attenzione per cercare di superare i prevedibili appunti dell’Antitrust sulla concorrenza in vari territori.
Si apprende che il perimetro di MPS trattenuto da Intesa dovrebbe essere più redditizio perché il perimetro in cessione a Unipol dovrebbe comprendere la maggior parte delle strutture centrali, mentre Ca de Sass terrà rami più profittevoli come wealth management e credito al consumo riconducibili a Mediobanca.
Una cifra chiave dell’operazione riguarda l’obiettivo di sinergie annuali a regime da ben 2,9 miliardi di euro (ante imposte) da raggiungere nel 2029. Si compongono di 1,5 miliardi di euro di sinergie di costo annuali a regime e di 1,4 miliardi di euro di sinergie di ricavo a regime.
Dovranno bilanciare i costi di integrazione una tantum valutati in 2,1 miliardi prima delle imprese e 1,4 miliardi di euro dopo le imposte.
Il gruppo Intesa prevede un percorso rapido di raggiungimento di queste sinergie che dovrebbero essere già coperte al 60% nel 2028. La banca guidata da Carlo Messina vuole valorizzare il potenziale della clientela acquisita, aumentando la penetrazione di prodotti come il wealth management e il protection & advisory ed estenendo il modello di servizio di Intesa o attivando le fabbriche prodotto proprietarie (come Eurizon, Fideuram, Intesa Assicurazioni o Intesa Protezione).
Intesa intende inoltre integrare prodotti e servizi di ISYTECH, la sua piattaforma tecnologica cloud-native, con Compass.
Sul piano sociale e di sinergia di costo, Intesa rivendica la volontà di ottenere sinergie su spese per il personale da 600 milioni ante imposte solo con il ricambio generazionale con uscite volontarie.
Intesa su MPS, il dossier Generali e la redistribuzione di valore agli azionisti
Fondamentale anche la precisazione sul tema rovente delle quote in Generali: Intesa parte da un 3,01% della compagnia assicurativa triestina cui aggiungerà, in caso di successo dell’offerta su MPS, un altro 13% del Leone.
Intesa ha specificato che l’obiettivo finale è mantenere una contabilizzazione con il metodo del patrimonio netto, ottenendo i benefici del Danish Compromise. Intesa non vuole quindi ottenere il controllo del Leone né vuole intervenire nella sua governance.
Altre specifiche importanti riguardano gli stimoli dell’operazione alla crescita: secondo le stime, Intesa accrescerà con l’operazione l’utile per azione e il dividendo per azione.
Intatto e rafforzato il piano di distribuzione ai soci: ben 61 miliardi di euro ai soci nel periodo 2025-2029 in rialzo di 11 miliardi sui target del piano stand-alone.
Intesa conferma la politica di distribuzione ordinaria (75% dividendi cash e 20% share buy-back per ogni anno del quadriennio 2026-2029) ed € 2,7 mld di distribuzioni straordinarie cash per il biennio 2026-2027.