Istat, 2024: nuovo anno record per il turismo in Italia
pubblicato:Nuovo picco delle presenze turistiche nel 2024.
Nel 2024 il movimento turistico in Italia segna il valore più elevato mai rilevato storicamente, quantificato in 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze nelle strutture ricettive.
Rispetto al 2023, aumentano del 4,5% gli arrivi (+6 milioni) e del 4,2% le presenze (+19 milioni), consolidando ulteriormente la crescita del settore turistico negli ultimi anni.
In particolare, il turismo internazionale si conferma in forte crescita: rispetto al 2023 la clientela straniera è aumentata dell'8,9% in termini di arrivi e dell'8,4% per le presenze. La clientela residente è rimasta invece sostanzialmente stabile (rispettivamente -0,1% e -0,4%).
I turisti provenienti dall'estero rappresentano oltre la metà della domanda del settore turistico: il 53% degli arrivi e il 54,5% delle presenze totali. L'aumento dei turisti stranieri è più marcato nel comparto extra-alberghiero (+12,1% gli arrivi e +10,3% le presenze), mentre la crescita si attesta su valori più contenuti per gli esercizi alberghieri (+7,4% gli arrivi e +7,1% le presenze).
La clientela residente in Italia è rimasta invece sostanzialmente stabile: è diminuita leggermente nel settore alberghiero (-1,4% gli arrivi e -1,0% le presenze) ed è lievemente aumentata in quello extra-alberghiero (rispettivamente +3,5% e +0,8%).
Complessivamente, confrontando le performance delle diverse tipologie delle strutture ricettive, l'incremento dell'ultimo anno ha riguardato in misura maggiore gli esercizi extra-alberghieri (+8,3% gli arrivi e +6,1% le presenze) rispetto agli esercizi alberghieri (+2,9% gli arrivi e +3,1% le presenze).
Secondo i dati dell'Indagine sulle Forze di lavoro, nel 2024 gli occupati impiegati nelle attività produttive legate principalmente al turismo (servizi di alloggio, di trasporto aereo passeggeri, di agenzie di viaggio e tour operator e altri servizi di prenotazione ed attività connesse) sono aumentati in misura significativa rispetto al 2023 (+4,8%), passando da 385mila a 403mila unità.
Considerando l'intera industria turistica allargata, e includendo, quindi, anche le attività di ristorazione, trasporto passeggeri ferroviario, marittimo e su strada, noleggio di mezzi di trasporto, culturali e ricreativo-sportive, l'aumento degli occupati rispetto al 2023 è quantificabile in circa 45mila unità (+2,2%).
L'Italia raggiunge il secondo posto nell'Ue per presenze turistiche
Nel 2024, nelle strutture ricettive dell'Unione europea i turisti hanno trascorso oltre 3 miliardi di notti: un valore in aumento del 2,7% rispetto al 2023. Il turismo in Italia, con 466,2 milioni di presenze (+4,2%), è cresciuto più della media Ue27, superando quello della Francia, che con 457,6 milioni di presenze è rimasta sostanzialmente ferma ai valori del 2023 (–0,6%). Il nostro Paese si colloca così ora al secondo posto tra i partner europei, preceduto solo dalla Spagna (505,2 milioni, +4,2%).
Nell'ultimo anno osservato la componente straniera è cresciuta in Italia dell'8,4%, una performance superiore a quella dei principali competitor europei, come Spagna (+6,7%), Francia (+1,6%) e Germania (+5,5%). Al contrario, la componente residente è leggermente diminuita (–0,4%), in linea con quanto osservato in altri grandi Paesi europei.
Complessivamente, In termini di presenze l'Italia copre nel 2024 il 15,4% dei flussi turistici dell'Ue27, confermando il rafforzamento del turismo internazionale verso l'Italia. Il nostro Paese consolida, pertanto, la propria posizione tra le principali destinazioni europee.
Nelle isole la crescita più ampia delle presenze turistiche
Il 2024 ha visto una crescita diffusa delle presenze turistiche in quasi tutte le aree del Paese, con alcune eccezioni.
Il Nord-est si conferma la principale area di attrazione turistica con 181,1 milioni di presenze (38,8% del totale nazionale; +2,7% rispetto al 2023), seguito dal Centro con 115,2 milioni (24,7%; +5,9% sul 2023) e dal Nord-ovest con 79,4 milioni (17,0%; +4,4% sul 2023). Il Sud totalizza 57,6 milioni di presenze (12,3% del totale nazionale; +3,8% sul 2023) e le Isole raggiungono 33,0 milioni di presenze (7,1% del totale complessivo), registrando la crescita maggiore tra tutte le ripartizioni: +7,5 rispetto al 2023.
Nel Nord-est si confermano le performance positive dell'Emilia-Romagna (+4,1%) e del Trentino-Alto Adige/Südtirol (+2,7%), che insieme assorbono oltre la metà delle presenze della ripartizione.
Nel Nord-ovest la crescita è trainata dalla Lombardia (+8,0%) con 45,1 milioni di presenze, pari a oltre la metà del totale della ripartizione, mentre rimangono sostanzialmente stabili Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste.
L'incremento del Centro è sostenuto in larga parte dal forte aumento del turismo nel Lazio (+13,2%), che supera i 51,7 milioni di presenze; in crescita anche l'Umbria (+5,0%), mentre le Marche registrano un calo dell'1,7%.
Nel Mezzogiorno la dinamica è complessivamente positiva ma differenziata al suo interno: crescono le presenze in Puglia (+6,4%), Abruzzo (+5,5%) e Campania (+3,3%), diminuiscono in Molise (-7,8%) e Basilicata (-1,0%); Sardegna e Sicilia sono entrambe in crescita, rispettivamente, del 9,9% e del 5,5%.
Il turismo straniero è particolarmente rilevante al Centro Nord, dove le quote sul totale delle presenze oscillano dal 58,1% del Nord-est al 57% del Centro. Le incidenze più elevate si registrano in Veneto (70,5%), nel Lazio (67,2%), in Lombardia (64,8%), e nel Trentino (62%). Nel Mezzogiorno prevalgono invece i turisti italiani, nonostante il progressivo recupero della domanda estera, in particolare in Sicilia e Sardegna, dove rappresenta ormai la metà delle presenze totali.
Roma, Milano e Venezia ai primi tre posti per presenze turistiche
Anche nel 2024 Roma si conferma la capitale del turismo in Italia: con oltre 42,7 milioni di presenze, pari al 9,2% del totale nazionale (12,3% della clientela straniera). Milano, con circa 14,1 milioni di presenze, supera Venezia (13,3 milioni) tra le principali destinazioni turistiche del Paese, mentre Firenze, con circa 9,2 milioni di presenze, occupa la quarta posizione tra i Comuni più visitati d'Italia.
Tra i primi 10 Comuni italiani per numero di presenze, quattro si trovano nell'area della laguna veneta – Cavallino-Treporti, San Michele al Tagliamento, Jesolo e Caorle – a conferma della forte attrattività turistica della laguna veneziana.
Napoli, in dodicesima posizione nella graduatoria nazionale con circa 3,9 milioni di presenze, resta la principale destinazione turistica del Mezzogiorno.
Complessivamente, nei primi 50 Comuni italiani per numero di presenze, localizzati per la maggior parte nel Nord Italia, si concentrano 197,4 milioni di pernottamenti, pari al 42,3% del totale nazionale e queste destinazioni attraggono oltre la metà (50,8%) delle presenze dei turisti stranieri.
Cresce la pressione esercitata dal turismo sul territorio
Gli indici di turisticità e di densità turistica consentono di valutare il livello di pressione esercitato dal turismo sul territorio, sui servizi e sulle infrastrutture, nonché sull'ambiente e sulla popolazione residente. Rispetto al 2023 sia l'indice di turisticità, che esprime il numero di presenze turistiche per abitante, sia la densità turistica, che misura le presenze dei turisti per chilometro quadrato, mostrano valori in crescita: la turisticità da 7,6 a 7,9 presenze per abitante e la densità da 1.480,5 a 1.543,2 presenze per chilometro quadrato.
L'indice di turisticità risulta molto elevato nei Comuni montani e lacustri, dove il numero di presenze supera di gran lunga quello degli abitanti. I valori più alti si registrano a Limone sul Garda (1.097,8), Andalo (780,0) e Corvara in Badia (743,8), seguite da altre località trentine e altoatesine, come Campitello di Fassa, Selva di Val Gardena, Canazei, Molveno e Badia, e da destinazioni venete del Garda e dell'alto adriatico, quali Lazise, Lignano Sabbiadoro, Cavallino-Treporti e San Michele al Tagliamento.
La densità turistica mostra invece la maggiore intensità nei Comuni costieri e insulari, dove le presenze si concentrano su superfici comunali di dimensioni ridotte. I valori più elevati si osservano a Sorrento (289.411,6 presenze per km²), Cattolica (254.292,4) e Lignano Sabbiadoro (234.554,1), seguite da altre importanti località balneari come Riccione e Giardini Naxos. Elevate densità si registrano anche in Comuni di piccole dimensioni a vocazione turistica, come i Comuni di Ischia, Capri e Peschiera del Garda, nonché in rinomate destinazioni termali quali Abano Terme e Montecatini-Terme.
Sempre preferite località balneari e grandi città
Nel complesso, il turismo in Italia è fortemente influenzato dalla vocazione specifica dei territori, con il turismo marittimo e urbano che spicca per volumi più elevati di presenze, totali e straniere, mentre il turismo montano e quello legato alle destinazioni lacuali e culturali mostrano una dimensione più contenuta, ma comunque importante in termini di attrattività internazionale.
I Comuni con una vocazione marittima, considerando anche quelli che presentano altre vocazioni (culturale, storica artistica e paesaggistica), accolgono oltre un terzo delle presenze totali (38%) e oltre il 30% di quelle straniere. In questi Comuni, la presenza straniera è inferiore al 50% delle presenze totali.
Seguono le grandi città con un numero assoluto di presenze pari a 100,5 milioni (21,6% del totale). Queste attirano oltre un quarto del turismo straniero (28,7%) e si contraddistinguono per una presenza straniera superiore al 70% rispetto alle presenze totali.
I Comuni montani e lacuali, invece, pur registrando un peso relativamente elevato di presenze di turisti stranieri (nel caso del turismo lacuale sono l'82,2%), presentano un numero complessivo di presenze più contenuto rispetto alle destinazioni marittime.
Nei Comuni con sola vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica le presenze di turisti italiani e stranieri si equivalgono, ma con valori assoluti complessivamente inferiori.
Domanda internazionale: una crescita continua e di lungo periodo
Negli ultimi 10 anni, le presenze straniere negli esercizi ricettivi italiani sono aumentate significativamente (+36%), passando da circa 187 milioni nel 2014 a circa 254 milioni nel 2024. L'evoluzione delle presenze straniere supera nettamente quella dei residenti, che nello stesso periodo sono passati da circa 191 milioni a 212 milioni di presenze (+11,1%).
Nel 2024 la domanda straniera non solo ha superato i livelli pre-pandemici ma ha anche ampliato il divario positivo rispetto a quella domestica. La variazione media annua delle presenze straniere nel periodo 2014–2024, pari a 3,3%, evidenzia una dinamica più vivace e costante rispetto a quella dei residenti, la cui crescita media è dell'1% all'anno.
Nel 2024 i primi cinque Paesi di provenienza estera concentrano oltre la metà delle presenze complessive dei turisti stranieri negli esercizi ricettivi, e i primi 30 arrivano a coprire l'89,2% delle presenze complessive, evidenziando una forte concentrazione geografica dei flussi turistici dall'estero.
Tra i principali Paesi di provenienza, la Germania si conferma al primo posto con 65,3 milioni di presenze. Le presenze turistiche tedesche sono in aumento di 12,7 milioni rispetto al 2014 (+24,2%), ma la quota della Germania sul totale presenze nel 2024 (25,7%) è in leggero calo rispetto al passato (28,1% nel 2014).
Gli Stati Uniti consolidano la seconda posizione, con 23,7 milioni di presenze, in forte crescita nel decennio (+97,5%), mentre Francia e Regno Unito si confermano al terzo posto e al quarto posto, ciascuno con valori superiori ai 14 milioni di presenze. Si segnala la forte crescita della Polonia, che sale dall'undicesimo all'ottavo posto (+5,1 milioni di presenze) e della Romania (+2 milioni di presenze nel decennio), che guadagna cinque posizioni in graduatoria (dal diciottesimo al tredicesimo posto).
I tassi di crescita più alti riguardano alcuni Paesi extra-europei come Messico, India, Corea del Sud e Brasile, che, seppur con quote molto contenute rispetto al totale delle presenze estere in Italia, mostrano un significativo avanzamento in graduatoria rispetto al 2014, con tassi medi annui di crescita compresi tra il 6% e il 24%.
Marcata la flessione delle presenze turistiche dal Giappone (–77,1% dal 2014) che nel 2024 si colloca al ventisettesimo posto della graduatoria in discesa dall'ottavo occupato nel 2014.
La provenienza estera influenza la scelta della tipologia ricettiva
Il turismo di provenienza extraeuropea presenta una marcata concentrazione di presenze nella fascia di categoria alta. Due terzi delle presenze dei turisti provenienti da Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e Cina si concentrano negli alberghi a 4 e 5 stelle. In particolare, il 12,7% delle presenze dei turisti statunitensi e l'11,3% di quelle dei russi sono negli alberghi a 5 stelle e 5 stelle lusso.
Complessivamente, considerando il totale delle presenze negli hotel a 5 stelle, i clienti provenienti dagli Stati Uniti rappresentano il 21,5% della domanda, seguiti dai tedeschi (10,5%) e dai britannici (6,7%), mentre tutte le altre provenienze mostrano valori inferiori al 5%.
Le provenienze europee mostrano una diversa distribuzione per tipologia ricettiva in funzione del Paese Ue considerato. Quasi due terzi delle presenze di francesi e spagnoli sono negli alberghi e oltre il 44% negli hotel a 4 e 5 stelle. I turisti provenienti da Romania, Ucraina, Polonia e Repubblica Ceca si orientano prevalentemente verso gli hotel a 3 stelle e le residenze turistico-alberghiere, con quote comprese tra il 32% e il 36%. Per i turisti provenienti dai Paesi Bassi, Danimarca e Germania, invece, la quota di presenze nelle strutture alberghiere scende sotto il 50% con una distribuzione abbastanza equilibrata tra categorie medie (3 stelle e RTA) e superiori (4 e 5 stelle).
Il settore extra-alberghiero accoglie il 41,3% delle presenze straniere. In particolare, le strutture open air (campeggi e villaggi turistici) sono la tipologia scelta prevalentemente dai turisti dell'Europa centrale e settentrionale: i turisti dei Paesi Bassi raggiungono il valore massimo (48,8% delle presenze nei campeggi e villaggi turistici), seguiti da Danimarca (37,9%), Germania (29,0%).
Gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale e i B&B accolgono il 19% del totale delle presenze estere, con picchi superiori al 30% per l'Australia, Repubblica Ceca, Argentina e Ungheria. Questa tipologia risulta attrattiva anche per Spagna (27,8%) e Francia (25,7%).
Tedeschi soprattutto nelle province costiere; statunitensi e francesi nelle città d'arte del Centro e del Sud
L'analisi provinciale delle presenze straniere nel 2024 per Paese di provenienza dei turisti evidenzia un mercato polarizzato su tre direttrici: il Nord a prevalenza tedesca e mitteleuropea, il Centro dominato dai mercati anglofoni e il Mezzogiorno con una domanda in cui si combinano flussi europei e oltreoceano.
Tale geografia riflette la natura dell'Italia come meta di rilievo mondiale per il turismo culturale e paesaggistico e, al tempo stesso, destinazione turistica di prossimità per alcuni flussi di medio e corto raggio.
Nel Nord Italia emerge con evidenza la prevalenza di flussi turistici dalla Germania, che rappresenta la principale provenienza in un ampio numero di province alpine, prealpine e costiere dell'Alto Adriatico, lungo tutto l'arco alpino settentrionale, dal Trentino-Alto Adige al Friuli-Venezia Giulia, estendendosi anche a parte della Lombardia e del Veneto. Inoltre, si distinguono anche le presenze dei turisti provenienti dalla Svizzera e Lichtenstein nelle province piemontesi di Cuneo e Asti e dall'Austria in quelle frontaliere del Friuli-Venezia Giulia; la Francia compare come principale mercato in alcune province del Nord-Ovest, nella bassa Liguria (La Spezia), nell'alto Piemonte (Torino, Vercelli e Biella) e in Brianza, mentre il Regno Unito, risulta prevalente in Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste.
Nel Centro il quadro è più differenziato con la prevalenza di turisti statunitensi nelle province delle città d'arte, di Firenze, Roma e Siena, così come nelle province umbre, a conferma dell'importanza dei flussi extraeuropei per le destinazioni culturali di maggiore notorietà internazionale, mentre i tedeschi prevalgono in quasi tutte le province costiere.
Nel Mezzogiorno la domanda straniera appare più frammentata: in Sicilia, Campania e Puglia prevalgono statunitensi e francesi, mentre in Sardegna si conferma la forte presenza tedesca. Alcune province del Mezzogiorno si dimostrano invece luoghi di attrazione per i turisti provenienti da Paesi come il Canada (L'Aquila) e la Repubblica Ceca (Crotone).
Approfondendo l'analisi a livello comunale, le incidenze più elevate di presenze straniere si registrano prevalentemente nei Comuni alpini del Nord-Est, per la vicinanza ai confini nazionali, e nei Comuni lungo l'arco costiero dell'alto Adriatico (da San Michele al Tagliamento a Jesolo e Cavallino-Treporti), dove l'incidenza della clientela straniera, con valori compresi tra il 60% e l'80%, si conferma predominante, sostenuta da flussi di provenienza principalmente centroeuropea.
In città d'arte come Venezia, Firenze e Roma il turismo internazionale rappresenta oltre i due terzi dei pernottamenti complessivi: rispettivamente 86,9%, 83% e 73,3%.
Nei Comuni del Centro la presenza estera è più contenuta, ma con valori superiori alla media nazionale in numerosi poli culturali della Toscana (ad esempio Siena, Lucca, Montepulciano, San Gimignano e Volterra tutte tra il 65% e l'80% di presenze straniere) e nei Comuni funzionali all'accesso alla Capitale. Nelle aree interne, invece, la componente domestica rimane prevalente.
Nel Mezzogiorno, la quota di presenze straniere risulta diffusamente più bassa, pur con alcune eccezioni di rilievo. Spiccano, in particolare, i Comuni costieri e insulari a maggiore vocazione turistica, come quelli della Costiera Amalfitana (ad esempio Praiano, Sant'Agnello e Sorrento in cui la componente internazionale supera il 90%), della Sicilia settentrionale e della costa orientale (Palermo, Taormina, Cefalù e Giardini-Naxos) e del nord della Sardegna (Alghero, Arzachena e Olbia). In Calabria, Puglia e Basilicata la clientela estera è più limitata e si concentra in pochi poli, come Tropea, Alberobello e Polignano a Mare.
Le destinazioni scelte dai turisti stranieri per Paese di provenienza
I turisti provenienti da Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone e Corea del Sud si orientano prevalentemente su destinazioni turistiche urbane come Roma, Venezia, Milano e Firenze.
I flussi provenienti dai Paesi europei centro-settentrionali, in particolare Germania, Austria, Paesi Bassi, Svizzera e Belgio, si caratterizzano invece maggiormente per una scelta più orientata alle località balneari e lacustri del Nord-Est. Comuni come Cavallino-Treporti, Jesolo, Caorle, Lazise e Peschiera del Garda si posizionano ai primi posti per questi mercati. In particolare, i tedeschi si concentrano nei Comuni del litorale adriatico e dell'entroterra lacustre, mentre l'Austria e la Svizzera mostrano una distribuzione simile, con una presenza più diffusa anche in località costiere come Grado e Lignano Sabbiadoro.
I turisti provenienti dai Paesi dell'Europa orientale, quali Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania e Ucraina, esprimono preferenze in parte affini a quella dei turisti centroeuropei, ma si orientano maggiormente nelle località del litorale adriatico settentrionale. Roma figura quasi sempre tra le prime posizioni, ma accanto ad essa figurano località come Caorle, Jesolo e San Michele al Tagliamento.
Per i mercati dell'Europa occidentale, come Francia, Regno Unito e Spagna, la graduatoria mostra una combinazione di grandi città e mete culturali di rilievo, con Roma e Venezia costantemente ai vertici, seguite da Milano e Firenze. Accanto alle destinazioni urbane, si rileva anche la presenza di località turistiche del Sud e delle Isole, come Sorrento, Napoli, Palermo e Taormina.
Approfondimento sugli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale
L'Istat diffonde, per la prima volta, i dati riguardanti le presenze turistiche negli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale, ossia l'attività ricettiva in case e appartamenti dati in affitto da privati per periodi brevi e per finalità turistiche, i quali non sono inclusi tra gli esercizi extra-alberghieri. Sebbene – come anche negli altri Paesi dell'Unione europea – la copertura di tale segmento dell'offerta turistica non sia ancora completa, i recenti provvedimenti amministrativi hanno favorito l'emersione delle attività delle locazioni brevi e una migliore rappresentazione di un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni rilevanti.
Nel 2024 gli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale, quantificabili sulla base dei dati disponibili, sono quasi 317mila e hanno una capacità complessiva di circa 1,5 milioni di posti letto. Il numero di esercizi di questa tipologia è superiore a quello sia degli esercizi alberghieri (32.943 unità) sia degli esercizi extra-alberghieri (232.376 unità), rappresentando un segmento di offerta quantitativamente rilevante nell'ambito del sistema ricettivo nazionale. Tuttavia, la dotazione di posti letto in tali strutture ricettive è inferiore a quella degli esercizi alberghieri (2,3 milioni) ed extra-alberghieri (3,2 milioni). Si tratta infatti di un'offerta polverizzata in strutture di piccole dimensioni che dispongono in media di 4,7 posti letto per esercizio, a fronte dei 69,3 posti letto degli esercizi alberghieri e 13,8 degli esercizi extra-alberghieri.
Nel 2024 le strutture rilevate hanno registrato 9,6 milioni di arrivi e oltre 39 milioni di presenze. Se ai dati delle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere si sommano pertanto quelli di tale comparto, complessivamente le presenze turistiche in Italia nel 2024 salgono a oltre 505 milioni.
La clientela degli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale è in prevalenza composta da non residenti, che rappresentano il 65,1% degli arrivi e il 64,8% delle presenze.
A livello territoriale, quasi un terzo delle presenze si concentra nel Centro (12,9 milioni, pari al 33,1%), il 27% nel Nord-ovest (10,6 milioni) e il 21,9% nelle Isole (8,5 milioni,). Il Nord-est e il Sud hanno invece quote inferiori al 10%.
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