Istat: nel 2023 aumenta la mortalità per malattie respiratorie e infettive
pubblicato:Cause di morte in Italia - Anno 2023.
Nel 2023 il tasso di mortalità cala per tutte le principali cause di morte, tranne le malattie respiratorie e infettive
Nel 2023, i decessi sono stati 666.131, quasi 56mila in meno rispetto al 2022 (-8%).
Il tasso di mortalità per il complesso delle cause è diminuito rispetto al 2022 ed è tornato a un valore simile a quello osservato nel 2019.
La mortalità per Covid-19 è diminuita del 69% rispetto all'anno precedente, con tassi che raggiungono valori molto bassi in tutte le aree del Paese. Il calo si osserva per qualsiasi fascia di età ed è più rilevante tra gli under80.
Tra le principali cause di morte, le malattie respiratorie aumentano per il secondo anno consecutivo, in particolare tra gli over65, per effetto della ripresa della mortalità per polmoniti (particolarmente contenuta nel 2021). I tassi di mortalità per queste cause sono comunque ancora inferiori a quelli pre-pandemici.
La mortalità per malattie infettive prosegue l'andamento in crescita registrato dal 2020.
Nel 2023 56mila decessi in meno rispetto al 2022, 36mila in meno per Covid-19
Nel 2023, in Italia si sono registrati complessivamente 666.131 decessi, un valore in diminuzione del 7,7% rispetto al 2022 (721.974 decessi); il dato permane tuttavia superiore (+4,5%) a quello medio osservato nel biennio pre-pandemico 2018-2019 (637.198).
Nel 2023, le cause di morte più frequenti nella popolazione si confermano le malattie del sistema circolatorio (206.119 decessi) e i tumori (175.147), che insieme causano il 57% del totale dei decessi; seguono le malattie del sistema respiratorio e le demenze (inclusa la malattia di Alzheimer), responsabili rispettivamente dell'8% e del 5% dei decessi.
Se tra le donne i decessi per malattie del sistema circolatorio (33% dei decessi totali) presentano una frequenza superiore rispetto ai tumori (23%), tra gli uomini i tumori sono lievemente prevalenti (30% contro il 28% delle malattie circolatorie). Inoltre, tra le donne i decessi per demenze sono più diffusi (7% dei decessi totali tra le donne vs 3% tra gli uomini).
Nel 2023 si registra una marcata contrazione della mortalità per Covid-19: i decessi dai 51.630 del 2022 scendono a 15.895 (-69%). Parallelamente, si osserva un incremento del 4,4% dei decessi dovuti a malattie del sistema respiratorio, che passano da 50.686 a 52.925, e per le malattie infettive (+4,8%); risulta invece marginale l'incremento relativo ai tumori.
Rispetto alla media 2018-2019 si rileva un aumento dei decessi per la maggior parte dei gruppi di cause considerati: le variazioni più rilevanti riguardano le malattie dell'apparato genito-urinario (+34%) e le malattie infettive (+24%); una crescita più contenuta interessa il diabete mellito (+7,5%), le cause esterne (+6,6%) e le malattie dell'apparato digerente (+3,7%), mentre le malattie respiratorie mostrano solo una lieve variazione (+0,4%).
Nel 2023 aumenta la mortalità per malattie respiratorie e infettive
Per descrivere gli andamenti della mortalità generale e per causa depurata dall'effetto dell'invecchiamento della popolazione è necessario utilizzare il tasso standardizzato per età.
Nel 2023, il tasso standardizzato di mortalità per il complesso delle cause si è attestato a 82,6 decessi per 10mila abitanti, evidenziando una flessione rispetto ai valori del 2022 (90,4) e del 2021 (89,9). Dopo gli aumenti osservati nel periodo pandemico, l'indicatore è tornato in linea con i livelli del 2018 (82,9) e del 2019 (82,5). Sebbene la mortalità maschile permanga superiore a quella femminile, si osserva una progressiva riduzione del differenziale di genere, precedentemente aumentato a causa degli effetti della pandemia che aveva fortemente penalizzato gli uomini.
Come negli anni precedenti, anche nel 2023 i tassi più elevati si registrano per le malattie del sistema circolatorio nel loro complesso (24,7 morti per 10mila abitanti), per i tumori (22,8) e l'insieme delle malattie respiratorie (6,4). Il tasso di mortalità per Covid-19, che negli anni dal 2020 al 2022 era la terza causa di morte, si riduce di oltre il 70%, passando da 6,4 a 1,9.
In controtendenza rispetto alla diminuzione registrata per la gran parte delle cause di morte risulta l'aumento dei tassi di mortalità per malattie infettive (+3,3% rispetto al 2022) e per malattie del sistema respiratorio nel loro complesso (+3,1%). Tale incremento è riconducibile all'aumento di polmonite e influenza (+15,3%), mentre risultano stabili o in calo i tassi per le altre malattie respiratorie. In lieve aumento anche il tasso dei decessi per sintomi, segni e risultati anormali di esami clinici o di laboratorio non altrove classificati (+0,8%), categoria che raggruppa i decessi per cause non ben precisate.
Le cause che mostrano una riduzione dei tassi di maggiore entità sono, oltre al Covid-19, le malattie circolatorie nel loro complesso (-8,5%), demenza e Alzheimer (-8,2%), diabete (-8,1%) e cause esterne (-6,4%). Tra le malattie circolatorie, la riduzione si osserva per tutti i sottogruppi, in particolare per le malattie ischemiche del cuore (-11,4%), seguite dalle malattie cerebrovascolari (-9,5%), le altre malattie del sistema circolatorio (-7,5%) e le altre malattie del cuore (-5,2%).
Forte flessione della mortalità per Covid-19 nel 2023 su tutto il territorio
A quattro anni dall'esordio della pandemia, l'evoluzione della mortalità per Covid-19 mostra un andamento decrescente dei tassi annuali, simile nei due generi, con livelli che si mantengono tra gli uomini circa doppi rispetto alle donne. Nel 2023, il tasso scende a 2,8 decessi per 10mila tra gli uomini e a 1,4 tra le donne. La riduzione che si osserva tra il 2022 e il 2023 è nettamente più marcata di quella degli anni precedenti, con il tasso che diminuisce complessivamente del 70% in un anno, per entrambi i sessi.
I tassi crescono all'aumentare dell'età: nel 2023 il tasso è 0,03 per 10mila tra i più giovani, 0,4 nella fascia 50-44, 3,4 nella fascia 65-79 e 26,3 tra i più anziani. Tuttavia, gli andamenti per età nel corso dei quattro anni sono differenti: nelle classi più giovani (fino a 64 anni di età), al leggero aumento osservato tra il 2020 e il 2021, segue la diminuzione nei due anni successivi. Nella fascia 65-79 anni si osserva un andamento decrescente in tutto il periodo, più lieve tra il 2020 e il 2021 e più marcato negli anni successivi. Nella classe più anziana il tasso si riduce del 27% già tra il 2020 e il 2021, mantenendosi pressoché stabile tra il 2021 e il 2022, per poi ridursi del 67% tra il 2022 e il 2023. La riduzione della mortalità per Covid-19 tra il 2022 e il 2023 è dunque netta in tutte le età: è più accentuata tra i giovani-adulti (-82% tra gli under50) e si riduce tra gli over50 all'aumentare dell'età.
Tra gli over80 si è concentrato ben il 74% dei decessi del 2023 dovuti a Covid-19, una quota superiore a quella degli anni precedenti (63% nel 2020, 57% nel 2021 e 69% nel 2022) e più elevata di quella osservata per il complesso delle cause, che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno al 65%.
Nel corso della pandemia, la geografia della mortalità ha subito una netta evoluzione: se il 2020 ha visto l'impatto maggiore al Nord, specialmente nel Nord-ovest, l'anno successivo anche il Sud si è aggiunto alle aree più colpite. Nel 2022 il primato del tasso più elevato è passato alle Isole, mentre il 2023 si caratterizza per una rinnovata convergenza territoriale: il tasso varia tra 2,1 decessi per 10mila abitanti al Centro e nelle Isole e l'1,7 nel Nord-ovest. Infine, il Nord ha mostrato un andamento costantemente decrescente nel tempo, mentre le altre ripartizioni hanno presentato picchi e flessioni in momenti diversi: il valore più elevato è stato raggiunto nel 2021 dal Centro e dal Sud e nel 2022 dalle Isole; nel 2023, le flessioni più marcate si sono registrate nelle Isole (-75%) e al Sud (-72%), le aree che nel 2022 risultavano essere le più colpite.