L'Angolo del Trader
pubblicato:Prysmian, compare una figura potenzialmente ribassista. Prysmian ha lasciato sul terreno venerdì il 2,84% annullando quindi buona parte del bel progresso messo a segno nella seduta precedente grazie a risultati superiori alle attese nei primi nove mesi del 2022. I ricavi sono saliti a 12,089 miliardi di euro +15% a/a organico (con un +16,2% nel terzo trimestre) e l'utile netto a 431 milioni (+69% a/a). La società ha migliorato la guidance 2022 su EBITDA adjusted (1,425-1,475 miliardi di euro da 1,3–1,4) e FCF (450-500 milioni da 400-460 milioni). Molti broker hanno alzato le stime sul gruppo ma Banca Akros fa notare che il miglioramento della guidance sull'EBITDA adjusted è prudente. Probabilmente per questo motivo il titolo venerdì, dopo aver toccato un nuovo massimo per il 2022 a 34,37 euro, è sceso in chiusura a 33,18. Le ultime due candele giornaliere formano una figura "dark cloud cover", potenzialmente ribassista. Sarebbe comunque solo la violazione del minimo di giovedì a 32,13 ad attivare le implicazioni negative derivanti dalla presenza del "dark cloud cover" facendo temere una correzione estesa di tutto il rialzo in atto dal minimo di fine settembre a 28,19. Obiettivi della discesa a 31,30 e a 29,75 euro. Solo sotto questo supporto una eventuale flessione diverrebbe preoccupante anche in ottica di medio periodo. Oltre 34,37 atteso invece il test a 35,55 del picco del 18 novembre 2021. Resistenza successiva a 36,80, lato alto del canale crescente che contiene le oscillazioni dei prezzi dai minimi di luglio.
L'ottava di Telecom Italia va in archivio con un ribasso attorno ai 3 punti percentuali, ma nel complesso la settimana si chiude con un risultato positivo. Il titolo è salito fino a rivedere i massimi di agosto a 0,2474 euro. La trimestrale presentata mercoledì ha mostrato risultati superiori alle attese, anche se di poco. I ricavi sono cresciuti dell'1,1% a 3,972 miliardi a fronte di attese pari a 3,939 miliardi di euro mentre l'Ebitda si è attestato a 1,589 miliardi, in calo del 6,5% rispetto allo scorso anno, ma anch'esso superiore al consensus pari a 1,554 miliardi. Durante l'incontro con gli analisti a seguito della presentazione dei dati del trimestre, l'a.d. Pietro Labriola si è detto convinto che la strada migliore per arrivare alla rete unica sia quella dell'acquisizione della NetCo da parte di Cdp, mentre l'Opa resta un'ipotesi per ora secondaria. Graficamente i prezzi non hanno superato il test della resistenza in area 0,25, ma restano in corsa per provare ad allungare nuovamente oltre tale livello per mettere poi pressione alla media mobile esponenziale a 200 sedute a 0,2550. Ostacolo successivo a 0,27 euro, poi via libera verso area 0,30/0,31. Sotto 0,22 invece il recupero perderebbe un pò di forza e si farebbe probabile il ritorno a 0,2040, baluardo al di sotto del quale il recente scenario rialzista vacillerebbe pericolosamente.
De' Longhi, +12,66% a 22,42 euro, accelera al rialzo all'indomani dell'approvazione dei risultati del terzo trimestre. I ricavi sono in calo del 4,7% a/a e l'adjusted EBITDA scende del 40,5% a/a. L'utile netto si attesta a 27,7 milioni di euro, più che dimezzato rospetto ai 60,5 del trim3 2021. Dati negativi ma in linea con la guidance del gruppo: per l'esercizio 2022 confermata la stima di ricavi in flessione di circa il 5% (mid single digit) ed EBITDA adjusted a 320-340 milioni di euro (-35% circa sul 2021). Nonostante questo Banca Akros ha migliorato il target da 22 a 25 euro con raccomandazione buy confermata. Dal un punto di vista grafico possiamo osservare che De' Longhi ha cambiato marcia dopo il superamento degli ostacoli a 19,50-19,60 euro e si appresta ora ad attaccare quelli di area 23. In caso di successo probabile un'estensione verso 24 e 26,60 almeno. Concreti segnali di debolezza solo a seguito del ritorno in pianta stabile sotto 19,50-19,60, prologo a un test di 17,60-17,70.