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L'Angolo del Trader

di FTA Online Newspubblicato: 12 giorni fa

Campari perde ulteriore terreno nell'ultima seduta della settimana: -2,86% il saldo di giornata, chiusura a 12,04 euro (e minimo intraday a 12,015). Sul titolo pesa probabilmente l'accelerazione dei contagi da SARS-CoV-2 causata dall'avvento della variante Omicron: il mercato teme evidentemente che i consumi di alcolici e analcolici nei locali possano diminuire a causa delle restrizioni imposte dai governi. Giovedì Bernstein ha alzato il target price a 12,4 euro, livello vicino al massimo di venerdì toccato a 12,38 euro. Da un punto di vista grafico è evidente che Campari ha inviato un segnale preoccupante accelerando al ribasso nelle ultime sedute al di sotto della base del canale crescente disegnato dai minimi di marzo 2020 e della media mobile esponenziale a 100 giorni. Ulteriori conferme negative verrebbero con la violazione di 12,05, supporto in quel caso a 11,70, target del testa spalle ribassista disegnato dal top di ottobre. Solo sopra 12,40 atteso il test di 12,73, gap del 6 gennaio.

Banca Carige +10,81% accelera e tocca i massimi da metà settembre. Giovedì il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (ha circa l'80% della banca) ha comunicato di aver ricevuto diverse "offerte preliminari e non vincolanti" e che attualmente è in corso e in fase avanzata "un'approfondita attività di valutazione": i risultati dovrebbero essere esaminati "nella giornata di lunedì in occasione della riunione del Comitato di gestione del Fondo". Secondo indiscrezioni di stampa, oltre a BPER Banca +0,00% avrebbero presentato offerte anche Credit Agricole +1,01% e il fondo Cerberus. Da un punto di vista grafico il rialzo di venerdì ha permesso al titolo di lasciarsi alle spalle i massimi di dicembre a quota 0,7950 e di raggiungere il 38,2% di ritracciamento del ribasso dai massimi estivi. L'eventuale rottura di questo limite farebbe poi ben sperare nel proseguimento della reazione partita a fine novembre verso target a 1,02 circa e più sopra fino a 1,20/1,21. Al contrario, il perentorio ritorno sotto 0,73 euro potrebbe vanificare gli sforzi delle ultime sedute con conseguente affondo sui minimi di oltre un mese fa a 0,59 euro.

SECO chiude il 2021 con ricavi in forte progresso. In base ai dati di pre-chiusura (suscettibili di variazioni a seguito del processo di chiusura e assestamento contabile e di revisione contabile), il totale ricavi e proventi operativi ammonta a circa 114 milioni di euro, +43% a/a. Particolarmente significativa la performance del quarto trimestre con 44 milioni, il migliore della storia del gruppo grazie anche al consolidamento di Garz & Fricke (ha contribuito con 12 milioni). SECO comunica inoltre che dal 1° gennaio l'integrazione è stata completata e ora la controllata tedesca opera con la denominazione di SECO Northern Europe. L'analisi del grafico di SECO mette in evidenza la correzione successiva al record storico del 14 dicembre a 9,9350 euro. Il titolo deve guardarsi dal rischio di violazione del minimo del 23 dicembre a 8,00 euro: in caso di rottura seguirebbero approfondimenti verso 7,60-7,65 e 6,85-6,90. Segnali di forza oltre 9,65, prologo a un attacco a 9,9350 e all'eventuale riattivazione della tendenza rialzista di fondo verso 11,00-11,50.

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