Maire, l'azione archivia una brutta seduta: ecco perché

di FTA Online News pubblicato:
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Le società dei servizi all'industria petrolifera perdono quota per via del timore sui progetti in Medioriente. Rischi anche per Saipem, mentre per Tenaris e d'Amico possibile qualche spunto

Maire, l'azione archivia una brutta seduta: ecco perché
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Seduta difficile per Maire, che lunedì ha registrato una delle peggiori performance a Piazza Affari, chiudendo in calo del 6,12% a 14,42 euro dopo avere oscillato tra 14,26 e 15,09 euro durante la seduta. Il ribasso si inserisce in un contesto di forte pressione sull’intero comparto europeo dei servizi petroliferi, penalizzato dall’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran e dai timori sulle attività operative nel Medio Oriente.

Maire, il mercato teme per i progetti nel Golfo e penalizza anche Saipem

Le vendite hanno colpito in particolare le società con forte esposizione alla regione del Golfo, dove l’incertezza geopolitica rischia di rallentare progetti energetici e decisioni di investimento. Secondo gli analisti di Equita Sim, proprio questa esposizione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per società come Maire e Saipem, i cui portafogli ordini dipendono in misura significativa dai progetti nell’area.

Il quadro appare invece più favorevole per Eni, che potrebbe beneficiare direttamente dell’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche. Gli analisti stimano infatti una sensibilità dell’utile di circa il +3% per ogni dollaro al barile di aumento del Brent e di circa +2% per ogni dollaro/mmbtu di incremento del prezzo del gas naturale liquefatto.

In uno scenario di tensione geopolitica prolungata, inoltre, la crescente centralità strategica dell’energia potrebbe contribuire a sostenere le valutazioni del settore, che secondo diversi broker restano ancora a sconto rispetto alla media storica.

Petrolio, analisti più costruttivi su Tenaris e d'Amico International Shipping

Per quanto riguarda Tenaris, lo scenario viene considerato costruttivo nel medio periodo. Un eventuale rialzo persistente delle quotazioni di petrolio e gas potrebbe infatti accelerare gli investimenti globali nell’esplorazione upstream, soprattutto al di fuori del Medio Oriente.
Questo rappresenterebbe un fattore positivo per il gruppo, considerando che l’area mediorientale pesa per circa il 15% dei ricavi.

Infine, anche il settore dello shipping petrolifero potrebbe trarre beneficio dalla situazione. Secondo Equita, d'Amico International Shipping potrebbe registrare un ulteriore supporto ai tassi di nolo qualora le tensioni nella regione dovessero causare interruzioni logistiche o rallentamenti nei flussi di greggio dal Golfo Persico.

In sintesi, l’escalation geopolitica sta generando un impatto molto differenziato nel comparto energia: mentre i produttori e alcune società legate al trasporto di petrolio beneficiano del rialzo delle materie prime, le aziende più esposte operativamente al Medio Oriente soffrono l’incertezza sui progetti e sui volumi futuri.

Maire, titolo ancora inserito in un trend rialzista

La seduta negativa di lunedì ha riportato volatilità sul titolo Maire, che ha chiuso in ribasso del 6,12% a 14,42 euro dopo avere oscillato tra 14,26 e 15,09 euro. Il movimento arriva dopo il forte rally delle settimane precedenti e appare, almeno per ora, come una presa di beneficio all’interno di un trend ancora costruttivo.

Dal punto di vista tecnico, il titolo si muove infatti all’interno di un canale rialzista ben definito che accompagna il movimento dei prezzi dai minimi della primavera 2024. Nelle ultime settimane i corsi avevano spinto fino al massimo del 12 febbraio a 16,17 euro, livello dal quale sono poi partite prese di profitto.

Il primo livello di supporto rilevante passa in area 14,15 euro, corrispondente al massimo del 27 ottobre, ora trasformato in supporto. La violazione di questo livello ha temporaneamente indebolito la struttura di breve periodo, favorendo il ritorno delle vendite.

Più in basso si trova un supporto ancora più importante in area 13,70–13,80 euro, dove transitano:

  • la media mobile esponenziale

  • la trendline ascendente costruita dai minimi di aprile 2025

  • la parte bassa del movimento rialzista più recente

Questa fascia rappresenta il vero spartiacque per il trend di medio periodo.

Se i prezzi dovessero riuscire a stabilizzarsi sopra 13,75 euro, la correzione potrebbe esaurirsi rapidamente e lasciare spazio a un nuovo tentativo di recupero verso 15,50–16,00 euro.

Al contrario, una discesa sotto 13,70 euro aprirebbe spazio a una correzione più ampia verso 13,00 euro e successivamente verso la parte bassa del canale rialzista.

Sul lato opposto, il ritorno sopra 16,17 euro, massimo di febbraio, rappresenterebbe il segnale di ripresa del trend rialzista con possibili estensioni verso 17,75 euro, livello indicato sul grafico come resistenza dinamica del canale.

In sintesi, la flessione delle ultime sedute appare per ora una pausa fisiologica dopo un movimento rialzista molto intenso. Il titolo resta inserito in una struttura tecnica positiva, ma il comportamento dei prezzi nelle prossime sedute sarà decisivo per capire se si tratta solo di una correzione temporanea o dell’inizio di una fase di consolidamento più ampia.

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