Maria Di Rosa e il figlio Rino Di Virgilio trovati morti a Ururi, la sindaca: "Nessun disagio sociale"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Nessun disagio sociale, solo tanta riservatezza. La donna potrebbe essere morta per cause naturali, la sindaca: "Credo che il figlio non abbia sopportato il dolore della morte della mamma"

Maria Di Rosa e il figlio Rino Di Virgilio trovati morti a Ururi, la sindaca: "Nessun disagio sociale"
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La comunità di Ururi, piccolo centro in provincia di Campobasso, è sconvolta. Nella mattina di domenica 25 ottobre, Maria Di Rosa (91 anni) e Rino Di Virgilio (60), rispettivamente madre e figlio, sono stati trovati morti all'interno della loro abitazione in via Marina. Tra le prime ipotesi dei carabinieri della compagnia di Larino c'era quella dell'omicidio-suicidio, ma la Procura della Repubblica, rappresentata dalla procuratrice Cinzia Talamo, ha disposto l'autopsia sui due corpi. La sindaca di Ururi, Laura Greco, ha riferito che la famiglia non viveva alcuna condizione di disagio sociale.

La tragedia di Ururi: cosa sappiamo

Alle ore 10 in via Marina, a Ururi (Campobasso), i carabinieri della compagnia di Larino agli ordini del capitano Vincenzo Bazzurri sono entrati nell'abitazione in cui vivevano Maria Di Rosa e il figlio Rino Di Virgilio. L'allarme era stato dato da alcuni vicini, insospettiti nel vedere l'auto di Rino parcheggiata da giorni e dall'assoluto silenzio che proveniva dalla casa.

I vigili del fuoco hanno forzato l'ingresso e i militari, insieme al Suem 118 e la Croce di San Gerardo, hanno avuto accesso all'abitazione. All'interno hanno trovato il corpo senza vita della 91enne e del figlio 60enne, in due locali diversi. L'anziana giaceva su un divano, coperta da un lenzuolo. L'uomo era impiccato in una stanza del piano superiore.

Le indagini della Procura di Larino

Come ricostruisce la testata locale Nel Molise, sul posto sono arrivati la procuratrice di Larino Cinzia Talamo, i militari delle Investigazioni Scientifiche e l'equipe medico-legale per i primi rilievi, insieme alla sindaca di Ururi Laura Greco.

Prima della rimozione dei due cadaveri, gli esperti hanno condotto una prima ispezione cadaverica. Secondo le prime indiscrezioni, sulle salme non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. Ora i due corpi sono stati trasferiti presso l'ospedale San Timoteo di Termoli in attesa delle autopsie disposte dalla Procura di Larino.

I medici legali dovranno stabilire le tempistiche dei due decessi e le circostanze delle due morti. Una delle ipotesi suggerisce una morte naturale della donna seguita, probabilmente per disperazione, da un gesto volontario del figlio, che prima di togliersi la vita potrebbe aver coperto la madre con il lenzuolo ritrovato.

Il commento della sindaca Laura Greco: "Nessun disagio sociale"

Nel Molise ha raccolto le prime dichiarazioni della prima cittadina, che ha precisato che madre e figlio non vivevano "alcuna forma di disagio sociale", aggiungendo che Maria e Rino "erano proprio riservati". La donna e l'uomo vivevano un "rapporto simbiotico", aggiunge Laura Greco, che ipotizza: "Credo che il figlio non abbia sopportato il dolore della morte della mamma".

Rino Di Virgilio da anni si prendeva cura della madre, specialmente dopo la scomparsa del padre. Maria era sempre elegante, Rino era una persona presente e premurosa. Parole di cordoglio arrivano dal vicesindaco, Emiliano Plescia, attraverso il suo profilo Facebook.

"Non è il momento di invadere gli spazi familiari, di formulare giudizi affrettati o di saltare a conclusioni personali senza conoscere i fatti", scrive Plescia. "Tanto meno è il momento di trasformare il dolore altrui in un’occasione di visibilità o di esibizione personale", aggiunge.

Anche il parroco di Ururi, don Michele Di Legge, affida ai social il suo pensiero: "Per la nostra comunità di Ururi toccata da un così grande dolore è il momento della preghiera per i credenti, e del silenzio per i fratelli che non condividono il dono della fede".

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.