Mercati ancora sotto pressione tra caro-petrolio e vendite sui titoli di Stato
pubblicato:Nel primo pomeriggio rimane molto tesa la situazione sui mercati finanziari. I prezzi del petrolio greggio crescono ancora nei mercati internazionali con il WTI che torna a 87,82 dollari al barile (+2,4%) e il Brent che passa di mano a 92,12 dollari al barile (+1,8%). A spingere al rialzo le quotazioni dell’oil contribuiscono i nuovi scontri USA-Iran che sembrano allontanare la prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz e delle forniture di idrocarburi (e non solo) dal Medioriente.
Al rincaro del petrolio corrisponde un graduale aumento delle attese sull’inflazione, di oggi la notizia di un ulteriore aumento dell’inflazione UE complessiva di agosto dal 2,9% al 3,3% sostenuto proprio a causa dai rincari energetici.
In questo contesto aumentano le probabilità di rialzi dei tassi delle banche centrali (a partire da BCE e Fed) e aumenta la richiesta di un premio al rischio per i titoli di Stato che registrano forti vendite sulle due sponde dell’Atlantico e anche in Giappone. In questo contesto oggi il rendimento del BTP aumenta di 4 punti base al 4,19%
Tutti segnali di un deterioramento del quadro che mette inevitabilmente sotto pressione anche i mercati azionari. Un approfondimento è disponibile a questo link.
GD - www.ftaonline.com