Nasdaq rialza la testa: Nvidia, PCE e Jackson Hole decidono la prossima mossa

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
4 min

La tecnologia torna a guidare Wall Street, mentre il calo dei rendimenti dei Treasury e del petrolio allenta la pressione sui mercati

Nasdaq rialza la testa: Nvidia, PCE e Jackson Hole decidono la prossima mossa
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Wall Street rialza la testa: tecnologia in recupero, ora Nvidia diventa il vero banco di prova

Wall Street ritrova gli acquisti nella seduta di martedì, sostenuta soprattutto dal rimbalzo dei titoli tecnologici, mentre la contemporanea discesa dei rendimenti dei Treasury e del petrolio concede una tregua dopo le tensioni delle ultime giornate.

Il mercato, tuttavia, resta sospeso tra tre grandi incognite: Nvidia e la sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale, l’inflazione PCE e le indicazioni che Kevin Warsh fornirà a Jackson Hole.

Treasury e petrolio concedono una tregua

Uno degli elementi che ha favorito il recupero dell'azionario è stato il raffreddamento dei rendimenti sulla parte lunga della curva americana.

Le misure annunciate dal segretario al Tesoro Scott Bessent, con l'ampliamento dei riacquisti di Treasury, continuano a essere valutate dagli investitori dopo le fortissime tensioni che avevano interessato il mercato obbligazionario.

Anche il petrolio ha perso terreno, contribuendo a ridimensionare almeno temporaneamente i timori inflazionistici.

Il temuto "D-Day economico" contro l'Iran non ha inoltre prodotto, almeno per ora, lo shock che una parte del mercato temeva.

Le misure statunitensi si sono infatti fermate prima di colpire direttamente la Cina, principale acquirente del petrolio iraniano: una scelta che ha ridotto il rischio immediato di una nuova escalation commerciale tra Washington e Pechino.

Resta però aperta una questione molto più profonda: fino a che punto il Tesoro americano può intervenire per contenere il costo del debito senza minare la fiducia degli investitori?

La strategia di Bessent è stata criticata apertamente da molti analisti, mentre il ritorno del Bitcoin sopra gli 80.000 dollari ha riacceso il tema del cosiddetto "debasement trade", cioè la ricerca di asset alternativi di fronte al rischio di progressivo indebolimento del valore reale del dollaro.

Nvidia: essere perfetti non basta più

Il vero appuntamento della settimana resta però quello con Nvidia, che pubblicherà mercoledì i risultati trimestrali.

La posta in gioco supera ormai ampiamente l'andamento della singola società: Nvidia è diventata una sorta di termometro dell'intero ciclo di investimenti nell'intelligenza artificiale.

Il mercato vuole verificare non soltanto se ricavi e utili continueranno a crescere, ma soprattutto se gli enormi investimenti degli hyperscaler nell'AI continueranno a produrre ritorni sufficienti a giustificare le valutazioni raggiunte dal comparto.

Il problema può essere sintetizzato in una frase: per Nvidia battere le attese potrebbe non essere più sufficiente.

Quando una società diventa l'epicentro di un tema d'investimento globale, risultati eccezionali smettono progressivamente di rappresentare una sorpresa positiva e diventano semplicemente ciò che il mercato pretende.

È per questo che eventuali segnali di rallentamento della crescita, della domanda di acceleratori AI o dei programmi di investimento dei grandi clienti potrebbero avere conseguenze molto più ampie sull'intero Nasdaq.

Nasdaq 100: il rimbalzo arriva su un supporto importante

Il grafico del Nasdaq 100 conferma questa situazione di attesa. L'indice recupera terreno e si riporta in area 29.230, dopo essere sceso nelle ultime sedute verso il 38,2% di ritracciamento del precedente movimento rialzista, collocato intorno a 29.045 punti.

Nasdaq rialza la testa: Nvidia, PCE e Jackson Hole decidono la prossima mossa

La tenuta di 29.000-29.050 è quindi un primo elemento favorevole.

Il problema è rappresentato dalla resistenza immediatamente superiore. I prezzi stanno infatti tornando a contatto con la trendline discendente che unisce i massimi delle ultime settimane, attualmente in transito proprio nell'area 29.250-29.350.

Il recupero di martedì, quindi, è incoraggiante ma non costituisce ancora un segnale di inversione.

Una rottura convincente della trendline potrebbe permettere un ritorno verso 29.500, corrispondente al 23,6% di ritracciamento dell'ultima gamba ribassista, e successivamente verso 30.000-30.260, dove si collocano i massimi di agosto.

Al contrario, una nuova discesa sotto 29.045-29.000 riporterebbe l'attenzione verso 28.670, corrispondente al 50% di ritracciamento.

Poco più sotto transita anche la media mobile a 100 giorni, attualmente in area 28.550, che rappresenterebbe un supporto tecnico decisamente più importante.

PCE e Jackson Hole completano una settimana decisiva

Nvidia non sarà l'unico test. Mercoledì arriverà anche il PCE, l'indicatore dei prezzi maggiormente seguito dalla Federal Reserve, mentre venerdì sarà il turno dell'intervento di Kevin Warsh a Jackson Hole.

I dati macroeconomici continuano nel frattempo a fornire indicazioni contrastanti.

Le vendite comparabili Redbook sono cresciute del 9,1% annuo, mostrando consumi ancora robusti, mentre le vendite di nuove abitazioni sono scese a 607.000 unità annualizzate, sotto le attese di 620.000. Anche la fiducia dei consumatori è arretrata ai minimi degli ultimi sette mesi.

Il risultato è un mercato stretto tra due esigenze apparentemente contraddittorie: vuole rendimenti obbligazionari più bassi, ma non vuole che il loro calo derivi da un forte deterioramento dell'economia.

Per il Nasdaq, quindi, la partita delle prossime sedute appare piuttosto chiara: la tenuta di 29.000 mantiene aperta la possibilità di recupero, ma soltanto il superamento della trendline ribassista in area 29.250-29.350 fornirebbe un segnale tecnico realmente costruttivo.

E con Nvidia, PCE e Jackson Hole concentrati nell'arco di pochi giorni, è probabile che sia il mercato stesso a scegliere molto presto la direzione.

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