Asia-Pacific contrastata ma il Nikkei 225 guadagna lo 0,28%

07/05/2020 08:20:57

Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq, apprezzatosi mercoledì dello 0,50%), l'andamento misto è proseguito con la riapertura degli scambi in Asia, per la prima volta dopo una settimana a ranghi completi dopo le molte festività celebrate a Tokyo, Shanghai, Hong Kong e Seoul. A Washington Donald Trump è tornato a mettere l'accento sul rispetto degli accordi commerciali da parte di Pechino, mentre i dati sull'economia Usa continuano a mostrare il durissimo impatto dell'epidemia di coronavirus sull'occupazione. Spinta rialzista è arrivata invece a sorpresa dalla bilancia commerciale della Cina, il cui surplus è più che raddoppiato a 45,3 miliardi di dollari dai 19,9 miliardi di marzo. Il risultato è stato comunque di una perdita intorno allo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale declino ma il parallelo deprezzamento dello 0,20% dello yen sul biglietto verde non impedisce a Tokyo di chiudere in positivo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,28% (segno opposto però per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,32%). Sul fronte macroeconomico, la base monetaria del Sol Levante è salita in aprile del 2,3% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al rialzo del 2,8% di marzo (3,6% in febbraio).

In aprile le esportazioni dalla Cina, calcolate in dollari, hanno registrato a sorpresa una crescita del 3,5% annuo, contro la precedente flessione del 6,6% e il declino dell'11,0% del consensus di Bloomberg. Le importazioni sono invece crollate del 14,2% annuo, dopo il progresso dell'1,0% di marzo. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in ribasso di circa lo 0,10% entrambi, contro il progresso intorno allo 0,10% dello Shenzhen Composite. In negativo Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa lo 0,60% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in flessione intorno allo 0,30%). A Seoul il Kospi si muove appena sopra la parità mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 segna una contrazione dello 0,38% in chiusura.

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