Pamela Genini, Francesco Dolci sbotta e piange: "Avrebbero dovuto tagliare la testa a me, non a lei"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Francesco Dolci è indagato per vilipendio di cadavere nell'inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, ma respinge ogni accusa. Poi, a Dentro La Notizia, scoppia in lacrime: "Non è facile vedere morta una persona sempre piena di vita"

Pamela Genini, Francesco Dolci sbotta e piange: "Avrebbero dovuto tagliare la testa a me, non a lei"

Durante un collegamento con lo studio di Dentro La Notizia Francesco Dolci, indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini, in lacrime ha detto: "La testa da tagliare era la mia, per non farmi parlare, non quella di Pamela". Il 41enne, dunque, continua a sostenere di essere estraneo al vilipendio del cadavere della 29enne e che dietro il vile gesto vi sia un'organizzazione che lo avrebbe preso di mira per metterlo a tacere e minacciarlo.

Lo sfogo di Francesco Dolci

In collegamento con lo studio di Dentro La Notizia il 41enne è scoppiato in lacrime e si è lasciato andare dicendo: "La testa da tagliare era la mia, per non farmi parlare, non quella di Pamela". Con queste parole Francesco Dolci, indagato per vilipendio di cadavere, fa due cose: respinge le accuse mosse dalla Procura e punta nuovamente il dito contro una non meglio precisata organizzazione criminale.

Da tempo, infatti, l'impresario di Sant'Omobono Terme (Bergamo) racconta in televisione che la 29enne uccisa il 14 ottobre da Gianluca Soncin sarebbe stata una "pedina involontaria" di un gruppo di "imprenditori del crimine" legati a un traffico internazionale di denaro sporco. Dolci, sempre secondo la sua versione, sarebbe stato a conoscenza di questa realtà sin dall'inizio e per questo avrebbe fatto di tutto per salvare la 29enne da quella costante minaccia. La profanazione della tomba, quindi, sarebbe in realtà un monito nei suoi confronti.

La profanazione della tomba di Pamela Genini

Gli inquirenti non sono ancora in grado di datare l'epoca in cui una mano ancora ignota ha profanato la tomba di Pamela Genini presso il cimitero di Strozza (Bergamo), un loculo provvisorio nell'attesa del trasferimento verso la cappelletta di famiglia.

La scoperta è arrivata il 23 marzo, quando gli operai del servizio funebre hanno notato alcune anomalie tra le viti e i materiali che sigillavano la sepoltura. Gli investigatori hanno passato al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza e hanno scoperto che alle 2:11 del 18 aprile 2026 un uomo stazionava all'esterno del cimitero. Quell'uomo era Francesco Dolci, che in uno dei suoi tanti interventi televisivi ha spiegato che quella sera era ubriaco.

"Non mi sento in colpa"

Dopo il pianto di Francesco Dolci durante il collegamento, il conduttore Gianluigi Nuzzi gli ha chiesto se si senta in colpa per quanto accaduto alla salma della 29enne. "Assolutamente no", ha replicato il 41enne, "ma vedere una persona sempre felice, in vita, serena, poi morta non è una bella cosa".

Quindi ha ricordato di non aver visitato la camera ardente e di non aver partecipato ai funerali della ragazza, e ha aggiunto: "Non ho mai avuto occasione di vederla, questa bara".