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Pensioni, bonus sullo stipendio per chi rinvia l’uscita: quanto spetta in busta paga?

di Miriam Ferraripubblicato:

Come funziona il nuovo bonus sullo stipendio per i lavoratori che decidono di rinviare la pensione? Ecco gli importi e gli aumenti in busta paga: conviene davvero?

Tabella dei Contenuti

In attesa della pubblicazione del decreto attuativo per la definizione normativa del nuovo bonus sullo stipendio per chi rinvia l'uscita per la pensione, siamo già in grado di delineare quanto spetta in busta paga ai lavoratori e quanto si perde sull'assegno pensionistico.

Lo abbiamo chiamato bonus Maroni, ma altro non è che un aumento di circa il 9% sullo stipendio per rinviare la pensione, con una perdita mensile sull'assegno.

Ecco come funziona il bonus sullo stipendio per i lavoratori che rinviano la pensione: conviene davvero restare al lavoro per qualche anno in più?

Bonus sullo stipendio per chi resta al lavoro: come funziona

Chi sono i fortunati che possono ottenere un bonus sullo stipendio rimandando la pensione?

Considerando la nuova finestra di uscita offerta da Quota 103, i destinatari dell'aumento in busta paga sono i lavoratori che compiono 62 anni nel corso dell'anno, e che maturano 41 anni di contributi per l'uscita.

A loro il Governo offre la possibilità di continuare a lavorare fino a 67 anni, ottenendo un aumento di stipendio ma perdendo qualcosa sull'assegno pensionistico.

Conviene davvero restare al lavoro e rimandare la pensione per ricevere un bonus sullo stipendio? Facciamo alcuni calcoli.

Bonus sullo stipendio a chi rinvia la pensione: quanto spetta?

Tutti i lavoratori che hanno maturato i requisiti per accedere alla finestra pensionistica di Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi) possono decidere si adottare tre strade diverse:

  • andare in pensione;

  • restare al lavoro e ottenere un bonus sullo stipendio;

  • restare al lavoro con condizioni invariate.

La seconda opzione, detta appunto bonus Maroni, consentirebbe di ottenere un aumento del 9,19% in busta paga per gli anni aggiuntivi di permanenza al lavoro.

Detta così potrebbe sembrare l'alternativa migliore, ma non tutti sanno che questo aumento comporta una perdita sull'assegno pensionistico futuro.

Per il datore di lavoro, invece, non ci sono conseguenze: di fatto, dovrà continuare a versare la quota di contribuzione INPS pari al 23,81%, di norma.

Bonus sullo stipendio per i lavoratori: calcoli, importi e convenienza

Facciamo un semplice esempio per capire quanto spetta a un lavoratore con una retribuzione pari a 2.000 euro qualora decidesse di rinviare la pensione per ottenere il bonus sullo stipendio.

L'aumento mensile sarebbe pari al 9,19%, ovvero circa 70 euro in più ogni mese in busta paga. Il tutto per l'intera durata dell'incentivo, ovvero dai 62 ai 67 anni.

Ma di conseguenza anche l'assegno pensionistico - con pensione di vecchiaia - andrebbe intaccato: l'importo di quest'ultimo scenderebbe di 35 euro per sempre.

Dunque il bonus sullo stipendio potrebbe sembrare di primo impatto un incentivo conveniente, ma alla luce dei calcoli comporta una perdita sull'assegno pensionistico futuro.

Bonus sullo stipendio: manca il decreto attuativo

Prima di poter scegliere di ritardare la pensione per ottenere un bonus sullo stipendio, però, occorre attendere la pubblicazione del decreto attuativo di questo incentivo, atteso entro il 31 gennaio 2023.

Tra i nodi da sciogliere ci sarebbe anche la possibilità di applicare l'incentivo alla pensione anticipata (con 42 anni e 10 mesi di contributi), oltre alla finestra di Quota 103. Va poi definita la durata dell'incentivo.

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