Petrolio di nuovo in rialzo: Brent a 86,21 dollari al barile (+2,35%)
pubblicato:Ancora in deciso rialzo le quotazioni del petrolio greggio nei mercati internazionali. Il future sul Brent segna +2,35% e si riporta a 86,21 dollari al barile, mentre il WTI passa di mano a 80,99 dollari al barile (+2,58%). A incoraggiare i rialzi, che ormai durano da una decina di giorni, il deterioramento costante dello scenario in Medioriente, dove il memorandum of understanding firmato da Washington e Teheran sembra ormai privo di valore, mentre non solo si paralizza il passaggio di navi, idrocarburi e chimica dallo Stretto di Hormuz, ma si prospetta ora un blocco anche sul Mar Rosso con i ribelli Houthi alleati dell’Iran che minacciano un altro blocco sullo stretto di Bab el-Mandeb.
La situazione si è ulteriormente aggravata con la minaccia del presidente USA Donald Trump di attacchi alle infrastrutture civili chiave iraniane e con gli attacchi di ieri, 16 luglio, condotti ancora da jet statunitensi, il sesto di seguito. L’esercito dei pasdaran IRGC (Islamic Revolution Guards Corps) ha però oggi rivendicato attacchi a un comando USA in Siria, a depositi di armi e lanciatori statunitensi in Kuwait, a siti radar in Oman.
I rialzi del petrolio greggio danneggiano sostanzialmente tutti i mercati, con l’eccezione ovviamente del comparto petrolifero che in queste ore, anche in Europa, guadagna ancora: TotalEnergies (+1,28%), Eni (+2,68%), Repsol (+1,82%), BP (+1,61%), Shell (+2,17%).
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