Petrolio di nuovo in rialzo tra nuove tensioni in Medioriente
pubblicato:I prezzi del petrolio continuano a crescere e pongono nuove ipoteche sulla crescita economia e l’inflazione attese nei prossimi mesi. Il Brent raggiunge quota 85,6 dollari al barile (+2,76%) e il WTI tratta a 80,45 dollari al barile (+2,96%), mentre la situazione iraniana si fa sempre più incerta e confusa.
In un post sul suo social network il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, ma ha aggiunto che d’ora in poi gli States ne rimarranno guardiani imponendo una tariffa del 20% su tutte le navi in transito.
Un annuncio che ovviamente ha suscitato dure proteste della comunità internazionale, a partire dall’Organizzazione Marittima Internazionale dell’ONU, e ha spinto diversi Paesi del Golfo a sondare sempre più attivamente alternative logistiche e militari allo scacco sullo Stretto.
Sul fronte militare, l’US Centcom ha confermato nuovi attacchi per 5 ore anche a Bushehr, Chah Bahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas per degradare la capacità iraniana di minacciare le navi commerciali in transito.
L’esercito dei pasdaran iraniano IRGC ha rivendicato a sua volta diversi attacchi contro obiettivi statunitensi nell’area.