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Schroders – Giappone: la BOJ accelererà il ciclo di stretta monetaria nel 2027

di FTA Online News pubblicato:
3 min
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A cura di Tina Fong, Economist, Strategist, Schroders.

Prevediamo una crescita del PIL superiore al consenso dello 0,8% nel 2026 e dell’1,0% nel 2027. L’aumento dei prezzi dell’energia derivante dal conflitto in Medio Oriente dovrebbe pesare sul potere d’acquisto delle famiglie e sui margini delle imprese, in particolare nella seconda metà di quest’anno, mentre gli indicatori anticipatori del settore manifatturiero hanno iniziato a indebolirsi. Tuttavia, ci aspettiamo che il quadro di fondo della crescita rimanga resiliente. I recenti sondaggi sulle imprese, incluso il Tankan, continuano a indicare un’espansione dell’attività. I consumi delle famiglie dovrebbero continuare a beneficiare dell’aumento dei salari reali, mentre le misure governative dovrebbero attenuare parte dell’impatto dell’aumento dei costi energetici. La forte domanda legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale e la resilienza degli investimenti delle imprese in beni strumentali dovrebbero fornire un importante sostegno all’attività economica interna.

Guardando al 2027, le misure fiscali recentemente annunciate, tra cui la prevista riduzione dell’imposta sui consumi per gli alimenti, dovrebbero offrire un ulteriore sostegno alle famiglie. Prevediamo che l’inflazione CPI aumenti significativamente al di sopra dell’obiettivo del 2% della Bank of Japan, con una previsione di inflazione superiore al consenso, pari al 2,5% nel 2027. Le trattative salariali dello Shunto di quest’anno hanno prodotto aumenti delle retribuzioni di base di circa il 3,5%, rafforzando le aspettative che l’inflazione nel settore dei servizi rimanga sostenuta. Allo stesso tempo, il trasferimento sui prezzi degli effetti del precedente deprezzamento dello yen, insieme all’aumento dei costi di importazione e dell’energia, dovrebbe mantenere elevata l’inflazione dei beni.

Sebbene i prezzi dell’energia e i sussidi governativi possano temporaneamente ridurre l’inflazione complessiva, l’inflazione sottostante sta diventando sempre più diffusa, e gli indicatori anticipatori suggeriscono ulteriori pressioni sui prezzi in prospettiva. In questo contesto, prevediamo che la Bank of Japan (BOJ) prosegua il proprio ciclo di inasprimento monetario. Poiché l’inflazione dovrebbe rimanere al di sopra dell’obiettivo del 2%, la crescita dovrebbe mantenersi solida e la BOJ sta assumendo un orientamento più restrittivo, prevediamo che il tasso ufficiale salga all’1,25% entro la fine del 2026 e al 2,0% entro la fine del 2027. Il ritmo di inasprimento dovrebbe essere più rapido di quanto previsto nel trimestre precedente, riflettendo una crescita salariale più forte e la crescente preoccupazione dei responsabili della politica monetaria per i rischi di un’inflazione superiore alle aspettative. Sebbene l’inflazione possa rimanere al di sopra dell’obiettivo, l’invecchiamento demografico del Giappone e la modesta crescita tendenziale suggeriscono che i responsabili della politica monetaria saranno cauti nel portare i tassi significativamente al di sopra dei livelli neutrali.

Di conseguenza, prevediamo che la BOJ tolleri un certo superamento dell’obiettivo di inflazione, anziché spingere decisamente la politica monetaria in territorio restrittivo. Il recente intervento coordinato sui cambi tra Stati Uniti e Giappone ha rafforzato le aspettative di un ulteriore inasprimento da parte della BOJ. Sebbene il solo intervento difficilmente riuscirà a determinare un apprezzamento duraturo dello yen, nel breve termine rimangono fattori sfavorevoli, tra cui la significativa domanda legata alle strategie di carry trade, le preoccupazioni di natura fiscale e lo scetticismo degli investitori riguardo a quanto la BOJ possa effettivamente spingersi nell’aumento dei tassi. Tuttavia, l’intervento segnala una maggiore disponibilità dei responsabili politici ad affrontare la debolezza della valuta e si accompagna a una BOJ più orientata verso una politica restrittiva. Insieme a tassi ufficiali più elevati, ciò dovrebbe creare un contesto più favorevole allo yen nel medio termine.

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