Petrolio in calo, ma il dossier iraniano resta incerto
pubblicato:L'avvio di ottava in forte calo per le quotazioni del petrolio greggio suggerisce un certo ottimismo degli operatori su una prossima soluzione della crisi iraniana, ma lo scenario rimane ancora incerto e carico di contraddizioni. IL future sul Brent cede il 5,14% e ritorna sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, a 98,22 dollari per l'esattezza. A quota 91,27 dollari (-5,52%) si riporta il WTI 'americano'.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha mostrato sul suo social Truth nel week end un forte attivismo sul dossier iraniano, rivendicando contatti sul caso con le potenze del Golfo e del Medioriente (esplicitamente citati Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrain), ma ha anche sottolineato di volere un accordo appropriato, senza troppe concessioni sull'uranio arricchito o sul fronte delle sanzioni economiche. Così per ora anche il blocco USA rimane in piedi, mentre il regime dei pasdaran studia la proposta statunitense e non si registrano in pratica annunci decisivi, mentre su molti punti dirimenti, come lo sblocco dello Stretto di Hormuz o il destino dell'uranio arricchito, Washington e Teheran mostrerebbero ancora posizioni molto distanti.
Il Segretario al Tesoro Marco Rubio ha sottolineato che gli Stati Uniti concederanno tutto lo spazio possibile alla diplomazia, ma se fallisse, potrebbero trovare un'altra strada.
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