Rcs: crescono Ebitda ed Ebit nei primi 9 mesi
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione di RCS MediaGroup S.p.A., riunitosi in data odierna, ha esaminato ed approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2025.
Nei primi nove mesi i ricavi consolidati sono 583 milioni (602,3 milioni nel corrispondente periodo del 2024), con ricavi digitali al 26,1% del totale.
In crescita EBITDA ed EBIT, pari rispettivamente a 91,8 milioni e 52,6 milioni (91,4 milioni e 51,5 milioni nei primi nove mesi del 2024).
La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2025 è positiva per 9,9 milioni (positiva per 7,8 milioni al 31 dicembre 2024), dopo avere distribuito dividendi per circa 36,2 milioni.
A fine settembre le testate del Gruppo raggiungono una customer base digitale attiva di quasi 1,3 milioni di abbonamenti, 727 mila per Corriere della Sera, primo quotidiano italiano in edicola, 259 mila per Gazzetta, 174 mila per El Mundo e 124 mila per Expansion.
A fine agosto in Italia gli utenti unici mensili medi ammontano a 30,3 milioni (al netto delle duplicazioni - Fonte Audicom).
Veo 7, il nuovo canale televisivo lanciato in Spagna, nel mese di ottobre ha già conseguito uno share dello 0,67% sul totale giorno, in crescita allo 0,91% nei primi 10 giorni di novembre.
Evoluzione prevedibile della Gestione
I primi nove mesi del 2025 sono stati caratterizzati dal perdurare dei conflitti in Ucraina e in Medioriente, con le loro conseguenze anche in termini di impatti sull'economia e gli scambi, che hanno continuato a determinare una situazione di generale significativa incertezza. Il Gruppo non presenta una esposizione diretta e/o attività commerciali nei confronti dei mercati colpiti dal conflitto e/o di soggetti sanzionati. Nel corso dell'anno, in particolare a partire da aprile, si è assistito alla introduzione da parte degli Stati Uniti di dazi e limitazioni ai commerci internazionali, che hanno comportato l'avvio di negoziazioni, in alcuni casi ancora in corso, generando una situazione di forte incertezza sui mercati finanziari e impatti negativi sull'economia. A partire dal mese di ottobre in Medioriente è stato avviato un piano di pace mediato dagli Stati Uniti, che prevede, tra l'altro, il cessate il fuoco, lo scambio di ostaggi e prigionieri, il ritiro delle truppe israeliane da Gaza e il disarmo di Hamas, una governance temporanea di Gaza con supervisione internazionale, aiuti umanitari e ricostruzione. Restano tensioni e incertezze sull'attuazione. Nel corso dei primi nove mesi del 2025, il Gruppo con la sua offerta informativa è venuto incontro al forte bisogno del pubblico di essere informato, garantendo un servizio puntuale ai propri telespettatori e lettori. Le edizioni quotidiane del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport, in Italia e di El Mundo, Marca ed Expansion in Spagna, i periodici e le piattaforme web e social del Gruppo, hanno svolto un ruolo centrale nell'informazione, mettendo al centro la propria vocazione di servizio pubblico, imparziale e puntuale e affermandosi come attori autorevoli dell'informazione quotidiana, cartacea e on-line, con importanti numeri di traffico digitale. Lo sviluppo dell'attuale contesto e i suoi potenziali effetti sulla evoluzione della gestione, che sono oggetto di monitoraggio costante, non sono al momento ancora prevedibili in quanto dipendono, tra l'altro, dalla evoluzione della situazione generata sui mercati finanziari e l'economia dalla introduzione di dazi e limitazioni ai commerci internazionali e dagli sviluppi dei conflitti in corso e dei loro effetti geopolitici. In considerazione delle azioni già messe in atto e di quelle previste, in assenza di un peggioramento delle conseguenze riconducibili agli sviluppi della situazione in Ucraina e in Medioriente, e/o all'introduzione di dazi e limiti ai commerci internazionali, il Gruppo ritiene che sia possibile confermare l'obiettivo di conseguire nel 2025 margini (EBITDA) fortemente positivi, in linea con quelli realizzati nel 2024 e di proseguire con un'ulteriore generazione di cassa dalla gestione operativa. L'evoluzione dei conflitti in corso e della situazione generale dell'economia e dei settori di riferimento potrebbe tuttavia condizionare il pieno raggiungimento di questi obiettivi.