Recupero per l'Asia-Pacific. Il Nikkei 225 guadagna il 2,87%
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,58% venerdì), con l'inizio della nuova settimana sui mercati asiatici la tendenza rialzista si è consolidata, dopo che nel weekend sono arrivati segnali incoraggianti dal fronte mediorientale. Nonostante messaggi come al solito contrastanti da parte di Donald Trump e nonostante dall'Iran non siano arrivate conferme dirette, gli investitori scommettono su un accordo che metta fine al conflitto.
Primo effetto tangibile di questo ottimismo è stato un crollo superiore al 5% per le quotazioni del Wti e del Brent, nella speranza della riapertura a breve dello Stretto di Hormuz. Mentre le piazze di Hong Kong e Seoul restano chiuse per la celebrazione della nascita di Buddha (festività legata al calendario lunare che cambia data ogni anno e che per il 2026 è caduto il 24 maggio), il clima positivo per la regione viene evidenziato intanto da un'espansione ampiamente superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in flessione di oltre lo 0,20% a fronte di un rafforzamento di più dello 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna il 2,87% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,29%), che supera per la prima volta i 65.000 punti.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, le quotazioni dei Japanese Government Bond (Jgb) hanno registrato un rialzo in un contesto di declino dei prezzi del petrolio che potrebbe attenuare le pressioni inflazionistiche in Sol Levante. E i segnali di un rallentamento delle pressioni sui prezzi al consumo potrebbero indurre la Ban of Japan (BoJ) a non aumentare i tassi d'interesse in occasione del prossimo meeting di 15-16 giugno. Il rendimento dei titoli di Stato nipponici decennali è in marginale arretramento (sul 2,730%).
Nei quattro mesi allo scorso 31 marzo gli investimenti diretti esteri in Cina sono calati del 10,3% annuo, a 287,7 miliardi di yuan (36,37 miliardi di euro), in ulteriore peggioramento rispetto al 7,3% precedente e al 5,7% di gennaio-febbraio. Piazze cinesi in positivo. A meno di un'ora dallo stop agli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,80% e l'1,30% rispettivamente, contro un progresso intorno allo 0,70% per lo Shenzhen Composite. A Sydney è stata dello 0,40% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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