Shanghai e Shenzhen ferme per il Capodanno. Tokyo in declino
pubblicato:Dopo una chiusura d'ottava contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq Composite, deprezzatosi dello 0,22% venerdì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista è proseguita, consolidandosi tuttavia in positivo. La settimana sarà in ogni caso a mezzo servizio visto che Shanghai e Shenzhen resteranno chiuse per la lunga celebrazione del Capodanno lunare, che per il 2026 cade il 17 febbraio, riaprendo solo martedì 24 febbraio. Hong Kong si fermerà invece da martedì 17 a giovedì 19 febbraio. Stop anche per Seoul che tornerà a scambiare giovedì 19 febbraio. Anche Taiwan celebra il Capodanno cinese (con il blocco delle operazioni dal 16 al 20 febbraio compresi), come pure l'Indonesia. Tutti i riflettori vanno quindi sul Giappone, che nel quarto trimestre 2025 ha registrato un'espansione dell'economia dello 0,2% annuo, dopo il declino del 2,6% del terzo ma sotto al rialzo dell'1,6% stimato dagli economisti. Su base sequenziale il Pil del Giappone è invece cresciuto dello 0,1% contro la precedente contrazione dello 0,7% e l'incremento dello 0,4% del consensus di Quick. Il clima rialzista per la regione si concretizza intanto in un guadagno di circa lo 0,40% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete del mondo, è sostanzialmente invariato a fronte di un indebolimento superiore allo 0,20% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,24% (fa peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,82%), scivolando sotto i 57.000 punti dopo che giovedì aveva anche raggiunto per la prima volta i 58.000 punti in intraday. Sul fronte macroeconomico, in dicembre la produzione industriale è salita in Giappone del 2,6% annuo, contro il declino del 2,2% di novembre (1,6% il rialzo di ottobre), in linea con la lettura preliminare diffusa a fine gennaio. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale è invece scesa dello 0,1% contro la precedente flessione del 2,7% (1,5% il progresso di ottobre), anche in questo caso in linea con il dato flash.
Mentre restano ferme le piazze della Cina continentale Hong Kong recupera terreno: a meno di un'ora dallo stop agli scambi l'Hang Seng è infatti in crescita di rialzo lo 0,50% (fa poco peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita intorno allo 0,50%). A Sydney è stata invece dello 0,22% l'espansione dell'S&P/ASX 200 in chiusura della sessione. Qube Holdings ha chiuso in rally del 3,30% la seduta, dopo avere annunciato l'accordo per il takeover da parte di Macquarie Group, in una acquisizione che valuta il gruppo del settore della logistica 11,7 miliardi di dollari australiani (pari a quasi 7 miliardi di euro), debito incluso. In novembre Qube aveva comunicato che il colosso finanziario, attraverso la sussidiaria Macquarie Asset Management, aveva messo sul piatto 5,20 dollari australiani in contanti per azione, garantendo un premio del 27,8% rispetto alla chiusura della seduta precedente l'annuncio. Se in attesa del via libera regolatorio il closing venisse posticipato oltre il 15 dicembre 2026, è previsto il pagamento di ulteriori 2 centesimi per azione per ogni mese di ritardo.
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